COMITATO DI DIFESA

CCR – ISPRA

 

GRUPPO PROGRAMMI

 

 

 

LINEE GENERALI (Progetto)

 

 

 

Introduzione

 

 

Scopo del presente testo è cercare di definire le linee generali intorno a cui creare dei programmi di ricerca validi. La validità dei programmi sarà data non soltanto dalla possibilità di effettuare delle ricerche utili ed interessanti, ma anche dalla possibilità di adeguarsi alla realtà esistente. Solo quest'ultima condizione renderà i programmi accettabili.

 

Attualmente in Europa possiamo identificare una realtà economico-industriale ed una politica. La realtà economico-industriale ci dice che l'energia nucleare è competitiva, che l'industria di costruzione delle centrali dovrà avere grandi dimensioni e dovrà operare su un mercato unificato. Dovrà essere un'industria polinazionale e quindi un centro comunitario è lo strumento più adatto per svolgere i compiti di ricerca e sviluppo, d'interesse tecnologico-industriale.

 

La realtà politica mostra invece un risorgere degli interessi nazionali ed un fiorire di accordi plurilaterali di ricerca al di fuori dello strumento comunitario. Citiamo ad esempio l'accordo franco-tedesco per il reattore ad alto flusso di Grenoble, l'accordo tedesco-belga-olandese sui reattori rapidi, l'accordo italo-francese di scambio Pu-U235, l'accordo tedesco-olandese-inglese sulla centrifugazione. Di fronte a questa realtà il C.C.R. (3000 agenti) deve caratterizzarsi per la sua azione comunitaria rispetto ai centri nazionali (45.000 agenti).

 

Nella prima parte di questo documento abbiamo cercato di definire quali linee di azione aderiscono ad entrambe le realtà esistenti; nella seconda, invece, abbiamo esaminato le possibilità aperte dalla logica economico-industriale. Questa seconda parte richiede l'accordo non solo dei Paesi, ma anche delle industrie interessate.

 

Quanto detto nella prima parte è valido anche nel campo non nucleare, anche se gli esempi proposti riguardano unicamente obiettivi nucleari.

 

1.1 – Orientazioni di ricerche verso settori o sistemi nuovi.

(Art. 5 del Trattato di Roma: la Commissione ....orienta le ricerche verso i settori non sufficientemente studiati).

 

Si tratta di ricerche di non immediato interesse industriale e dove esistono difficoltà di realizzazione pratica. Per poter definire l'interesse industriale occorre risolvere preliminarmente problemi scientifici e tecnologici. La soluzione comunitaria è particolarmente indicata qualora grosse spese siano necessarie nel campo specifico. Come esempi possiamo citare: tra i programmi esistenti la fusione e la conversione diretta; tra i programmi proposti il progetto Proteus.

 

1.2 – Programmi intorno ad installazioni onerose o richiedenti staff altamente qualificate.

(Art. 6 del Trattato di Roma, comma c: La Commissione può ....mettere a disposizione degli Stati membri delle persone o delle imprese a titolo oneroso o gratuito, impianti, attrezzatura e l'assistenza di esperti).

 

Si tratta di programmi il cui costo è troppo elevato, nel campo specifico, per essere interessanti per un Paese membro o per l'industria o per una Università. Ci sembra molto importante il dettaglio "nel campo specifico". Non in tutti i campi i Paesi sono disposti a compiere spese considerevoli; vi sono d'altro canto apparecchiature troppo costose per una industria o per una Università, ma molto utili come strumento-base e banco di prova di strumenti o materiale che un organismo singolo non potrebbe impiegare a tempo pieno. E' in sostanza il principio informatore del CERN che desidereremmo trasporre ad altri campi sia scientifici che tecnologici. Nella stessa concezione trova posto anche la staff altamente specializzata considerata come strumento. Tra i programmi esistenti possiamo citare: ESSOR, Betulla, ECO, CETIS; tra i proposti: SORA.

 

1.3 – Attività passive di interesse comunitario.

(Art. 8 del Trattato di Roma: Il Centro provvede inoltre a definire una terminologia nucleare uniforme ed un sistema unico di misurazione).

 

a)  Standardizzazione e redazione di norme da proporre per approvazione agli organismi internazionali.

b)  Raccolta ed integrazione di dati, uffici informazione in campi specifici e metodi di calcolo.

c)   Studi di base orientati su problemi tecnologici.

d)  Metodi di controllo e sicurezza.

 

Occorrerà evitare dei mini-programmi. Le varie attività dovranno confluire sotto titoli unificati. Come esempio di programma esistente possiamo citare i BCMN.

 

1.4 – Insegnamento.

(Art. 9 del Trattato di Roma: La Commissione può creare, nell'ambito del Centro comune di ricerche nucleari, scuole per la formazione di specialisti.....).

 

Come esempi possiamo citare: Corsi di formazione in tecniche nucleari:

a) operatori di reattore,

b) manipolazioni in cellule calde,

c) protezione sanitaria.

 

Corsi di specializzazione intorno ad attrezzature proposte od esistenti:

a) matematica applicata al CETIS,

b) effetto delle radiazioni presso Ispra 1 o ESSOR,

c) fisica dello stato solido presso SORA.

 

2 – Programmi di appoggio allo sviluppo industriale nucleare nella Comunità.

 

Un vasto campo di ricerche a sostegno delle realizzazioni industriali a breve e media scadenza è aperto al C.C.R., e potrà svolgersi utilmente sfruttando le apparecchiature e le competenze specifiche esistenti o potenziali nei seguenti campi:

 

2.1 – Sviluppo di centrali nucleari:

a) reattori provati ad acqua leggera,

b) reattori convertitori avanzati

acqua pesante

                      HTGR

c) reattori veloci – In questo campo, che riguarda realizzazioni a più lungo termine, Ispra potrà concentrarsi in special modo sul concetto "con refrigerazione a gas" (in relazione al punto b).

 

2.2 – Propulsione nucleare navale

 

2.3 –  Utilizzazione di energia nucleare per applicazioni speciali. Per esempio: sorgenti spaziali, dissalazione, ecc.

 

Indicazioni generali.

 

a)   Nel presente documento è stata utilizzata la parola programma perchè ormai diventata di uso corrente. Teniamo tuttavia a precisare che con detta parola si intende obiettivo.

   Nostro primo scopo è di trovare obiettivi validi e discuterli con gli esperti nazionali ed industriali. Il dettaglio del programma potrà essere fatto in un secondo tempo.

 

b)   Il numero di programmi da preparare dovrà essere superiore al potenziale del C.C.R.. Questo permetterà una scelta politica al consiglio dei Ministri.

 

c) I programmi non dovranno avere delle dimensioni troppo ridotte.

Attività interessanti ma ridotte dovranno essere inquadrate in obiettivi più generali. Una dimensione ragionevole ci sembra quella che comporta una spesa dell'ordine di 1 MUC all'anno.

 

d)   Sarebbe bene che soprattutto nelle attività tecnologiche gli obiettivi comportassero uno sforzo pluridisciplinare.

 

e)   E' uso parlare di programmi quinquennali. Noi riteniamo che si debba più genericamente parlare di programmi pluriennali, ammettendo inoltre una procedura continua, molto flessibile, di valutazione e di rielaborazione degli stessi alla luce del progresso tecnico.

 

 

 

 

 

CD 7/69 i