COMITATO DI DIFESA
C.C.R. ISPRA
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G.d.l. Ristrutturazione
Il Comitato di Difesa adotta l’allegato documento
riguardante la ristrutturazione del C.C.R. e lo sottopone alle istanze
politiche della Comunità Europea al fine di suggerire, nelle grandi linee,
uno dei mezzi che dovrebbero permettere di superare l’attuale stato di crisi.
Il documento è stato volutamente redatto in
forma semplice ed essenziale, in quanto, con esso, si intende suggerire una
idea schematica più che codificre, in modo legalmente ineccepibile, una nuova
strutturazione del C.C.R..
Si vuol sottolineare il fatto che una
ristrutturazione del C.C.R. appare indispensabile poiché l’attuale struttura
non si è dimostrata sufficientemente dinamica e versatile per i fini di ricerca
e di diffusione delle conoscenze che si proponeva. Tra le principali cause
della crisi si possono indicare la mancanza a tutti i livelli di definizione di
autorità e responsabilità; la carenza nella gestione del personale, che non è
fatta secondo metodi razionali e moderni; l’esistenza di una organizzazione
amministrativa eccessivamente burocratica.
Inoltre l’assenza di una costruttiva
possibilità di continuo dialogo tra gli ispiratori dei programmi di lavoro, gli
esecutori e i finanziatori degli stessi è una delle ragioni che hanno portato
il C.C.R. nell’attuale stato di “empasse”.
La struttura proposta, tendente da una parte
a maggiormente responsabilizzare gli organi tecnici esecutivi, permette,
d’altra parte una partecipazione più diretta dei finanziatori (gli stati membri
della Comunità) alla gestione della ricerca comunitaria. Un colloquio tra
ricercatori e finanziatori risulta possibile nella struttura proposta. Si
ricordi che nella situazione attuale, la struttura gerarchica, che passa
attraverso la DGXV e la Commissione, rende impossibile un colloquio ufficiale
tra il potere decisionale (Consiglio dei Ministri e i suoi esperti tecnici) ed
i ricercatori (Stabilimenti del CCR), all’atto dell’impostazione dei programmi
di lavoro e delle decisioni che sulla loro sorte vengono prese.
La nuova struttura proposta tende a
trasformare il C.C.R. in organo tecnico scientifico esecutivo, mandatario delle
“azioni dirette della Comunità Europea”.
E’ stato pertanto previsto, per il C.C.R., un
sistema di gestione che interessi, in modo diretto, le DG della Commissione che
si occupano di problemi di ricerca scientifica e di diffusione delle
conoscenze.
Ricordando che la Commissione, a seguito
della fusione delle istituzioni, deve preparare la revisione dei trattati di
Parigi e Roma, in questa sede potrebbe essere istituzionalizzata in modo definitivo
la struttura proposta, che di fatto dovrebbe essere immediatamente messa in
atto. E’ indispensabile perciò che il C.C.R., inteso nella sua nuova struttura,
partecipi fattivamente ai lavori preparatori relativi.
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(sostituisce ed annulla la
versione 2)
Il CCR ha personalità giuridica, non ha scopo
lucrativo ed è formato dall’insieme degli stabilimenti di ricerca. Esso è retto
da un Consiglio di Amministrazione (C.d’A), che ha sede a Ispra, quale
stabilimento maggiore del CCR.
Il C. d’A. è costituito da membri designati
dagli Stati della Comunità; da membri esterni di notevole prestigio scientifico
ed amministrativo, scelti dal Consiglio dei Ministri all’interno di una rosa di
candidati sufficientemente vasta, proposta dal personale qualificato del CCR;
da rappresentanti delle attuali Direzioni Generali: III (Affari Industriali),
XII (Ricerca generale e tecnologia), XIII (Diffusione delle conoscenze), XVII
(Energia); da una rappresentanza del personale e dai direttori degli
stabilimenti del CCR(*).
Il C. d’A. gode di un emolumento annuo
fissato dal Consiglio dei Ministri e prende le sue decisioni a maggioranza.
Ciascun membro del C. d’A è in carica per un periodo di tre anni. Ogni anno
viene rinnovato un terzo del C. d’A.
Il C. d’A. delega i poteri di decisione anche
a livelli dirigenziali inferiori, a seconda dell’importanza delle decisioni da
prendere.
Il Consiglio dei Ministri, su proposta della
Commissione, assicura un finanziamento quinquennale di base, comprendente le
spese di funzionamento e gli stipendi, in modo da assicurare la conservazione
del potenziale tecnico-scientifico degli stabilimenti(**).
Sono di competenza del CCR le ricerche
tecnologica e scientifica, ivi compresa la ricerca di base orientata(***).
Il CCR lavora su tre tipi di programmi,
rispettando il seguente ordine di priorità:
1) Programmi comunitari
I programmi comunitari sono proposti dalla
Commissione, in accordo con il C. d’A., al Consiglio dei Ministri; questo
deciderà alla unanimità su tali programmi, in conformità all’art. 7 del
Trattato di Roma e stanzierà i fondi relativi. Questi programmi hanno la
priorità su tutti gli altri.
2) Programmi specifici
I programmi specifici sono proposti dalla
Commissione, in accordo con il C. d’A. su indicazioni degli Stati membri e
degli Organismi industriali e scientifici dei vari Paesi, al Consiglio dei
Ministri, che ne deciderà a maggioranza.
Questi programmi utilizzano quel potenziale
che, previsto dal bilancio di funzionamento, non è utilizzato nell’esecuzione
dei programmi comunitari. Essi debbono rivestire un interesse comunitario: gli
oneri finanziari relativi alla loro esecuzione sono coperti dagli Stati Membri
o dalle Organizzazioni interessate. Il regime di proprietà dei risultati delle
ricerche effettuate in questo quadro sarebbe analogo a quello attualmente in
vigore per i contratti di associazione.
3) Contratti
I contratti sono decisi dal C. d’A. e a
livello dirigenziale inferiore, in base al costo totale del contratto.
Vi sono due tipi di contratti: contratti non
esclusivi e contratti esclusivi.
a) contratti non esclusivi
In essi
il contraente paga solo le spese vive della ricerca (con esclusione dunque del
funzionamento e supervisione). La proprietà dei risultati rimane comunitaria.
b) contratti esclusivi
In essi
il contraente paga integralmente tutte le spese della ricerca e diviene
proprietario esclusivo dei relativi risultati.
Il C. d’A. nomina i Direttori di ogni
stabilimento tra candidati di chiara reputazione tecnico-scientifica e
amministrativa. Il Direttore di ogni stabilimento, che assume anche le vesti di
Amministratore Delegato per le questioni relative al suo stabilimento, ne ha la
rappresentanza legale e risponde delle sue decisioni direttamente al C. d’A..
Egli è inoltre responsabile:
a)
di impostare il bilancio dello stabilimento;
b)
dell’amministrazione di tutto il personale dello
stabilimento;
c)
di modificare i programmi in corso e, in base al
loro andamento, di cambiare la loro incidenza relativa sul complesso dei
programmi locali;
d)
dell’andamento e dei risultati dei programmi locali;
e)
di coordinare direttamente (e senza passare
attraverso il C. d’A.) il lavoro locale con quello degli altri stabilimenti del
CCR.
Nell’ambito delle prerogative di cui è
investivo, ogni Direttore di stabilimento ha facoltà di:
1)
avere contatti con industrie ed altri organismi e
firmare contratti validi (entro le cifre massime stabilite);
2)
scambiare contratti con Organismi di Ricerca
nazionali dei Paesi membri per coordinare con essi i programmi di ricerca.
La gestione amministrativa della parte comune
a tutti gli stabilimenti è centralizzata nella Sede. Le procedure relative sono
stabilite dal C. d’A., ma le Direzioni degli stabilimenti possono chiederne la
revisione.
Le gestioni amministrative specifiche di
ciascun stabilimento hanno sede negli stabilimenti interessati; le procedure
relative sono stabilite dalla Direzione dello stabilimento, in collaborazione
con il C. d’A.
Il Parlamento Europeo nomina ogni biennio una
Commissione di Controllo composta di esperti non dipendenti dalla Commissione
delle Comunità Europee, che si articola in due sezioni, una tecnico-scientifica
ed una amministrativa. Le due sezioni lavorano in stretto collegamento e sono
incaricate di controllare con continuità l’operato del CCR. Tale Commissione
farà rapporto annuale, tramite il Parlamento Europeo, al Consiglio dei Ministri
sulla esecuzione dei programmi e sulla gestione tecnico-amministrativa. La
Commissione di controllo può chiedere, in qualsiasi momento, la censura
dell’operato del Consiglio di Amministrazione del CCR. Ordinariamente il
controllo di questa Commissione è “di fatto” e non “di merito”. Eccezionalmente
alla Commissione di controllo potranno essere anche conferiti compiti di
inchiesta di carattere particolare.
La struttura interna degli stabilimenti è
tale da definire in modo non ambiguo le relazioni gerarchiche, l’autorità e la
responsabilità ad ogni livello. A tale scopo l’autorità non va accentrata in
una o poche persone, ma va distribuita, in scala gerarchica, in modo che
ciascun dirigente abbia la responsabilità di sovrintendere un numero
ragionevole di dipendenti, e di farlo quindi in modo efficiente.
Uno schema di struttura di tale tipo è stato
studiato solo per lo stabilimento di Ispra (quale stabilimento maggiore del
CCR), e viene illustrato nelle sue linee generali e a titolo di esempio
nell’allegato 2.
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I Direttori degli Stabilimenti del C.C.R. che
all’atto della costituzione del Consiglio di Amministrazione risultano in
servizio effettivo (non “ad interim”) vi partecipano di diritto.
Il Consiglio d’Amministrazione provvederà
alla nomina effettiva dei direttori negli Stabilimenti in cui il posto risulti
vacante o coperto “ad interim”.
Al C.C.R. viene trasferita la disponibilità delle
installazioni e delle infrastrutture degli Stabilimenti.
I contratti di ricerca per le “azioni
indirette” passano in gestione alla DG designata a tale scopo dalla
Commissione, alla quale verranno messi a disposizione i crediti di Bilancio
relativi.
Le disponibilità finanziarie relative al
Bilancio per il periodo in corso, verranno, salvo quanto sopra indicato,
gestite dal Consiglio d’Amministrazione.
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Dal Direttore dello Stabilimento dipendono
direttamente:
a)
i Servizi di sicurezza
b)
i Capi dei seguenti Dipartimenti:
1) Amministrazione
2) Servizi Tecnici
3) Gestione Reattori
4) Ricerca Scientifica
5) Grandi Progetti.
La suddivisione in Dipartimenti è stata fatta in base al concetto di
raggruppare attività consimili. I primi tre dipartimenti formano la struttura
di base dello Stabilimento: il primo dipartimento è un organo di gestione
amministrativa, il secondo comprende tutti i servizi tecnici e di utilità e di
appoggio alle altre attività (biblioteca, officina, progettazione, gestione
grandi calcolatori, manutenzione ordinaria, ecc.); il terzo gestisce i
reattori.
Gli altri due dipartimenti raggruppano le
attività di ricerca dello Stabilimento.
Il Dipartimento Ricerca Scientifica comprende
tutte le attività scientifiche ordinate in servizi secondo le varie discipline.
Dal Dipartimento Grandi Progetti dipende la
realizzazione dei grandi progetti affidati allo Stabilimento, dalla loro
nascita alla loro conclusione; anch’esso verrà quindi suddiviso in unità, che
si occuperanno di un singolo progetto. Queste unità hanno una struttura
estremamente flessibile, che si deve adattare con continuità allo stato di
esecuzione del programma cui sono dedicate.
Le singole unità o i gruppi che ne
costituiscono l’insieme possono essere trasferite a compiti diversi nell’ambito
del dipartimento, ovvero possono ritornare al Dipartimento Ricerca Scientifica.
In tal modo quest’ultimo, con il suo insieme di laboratori e di tecnici,
costituisce sempre una base per tutte le diverse attività
tecnologiche-scientifiche, assicurando
la continua proficua utilizzazione del suo potenziale.
Ciascuna delle unità del Dipartimento Grandi
Progetti è retta da un Capo di progetto, che
a) fa parte
dell’organico stabile del C.C.R., e normalmente è inquadrato in uno dei servizi
del dipartimento Ricerca scientifica, ovvero
b) è assunto con
apposito contratto al di fuori del C.C.R..
Alle dipendenze del direttore di progetto
lavorano:
a) singole persone,
gruppi o interi laboratori del dipartimento Ricerca Scientifica, staccati
gerarchicamente da questo “a pieno tempo” per la durata massima di esecuzione
del progetto;
b) personale assunto
con apposito contratto al di fuori del C.C.R..
Una unità del dipartimento grandi progetti
può fruire dei servizi di persone ed attrezzature dipendenti da altro
dipartimento anche sotto la specie di “commesse”.
In tal caso il personale dipenderà
gerarchicamente ancora dal dipartimento originario e la responsabilità
dell’esecuzione della commessa viene trasferita alla autorità gerarchica
competente.
Il trasferimento del personale tra vari dipartimenti non deve
pregiudicare, ma anzi favorire la sua carriera.
Alle sezioni (o laboratori) del dipartimento
Ricerca Scientifica è demandata l’esecuzione di quei programmi che per la loro
caratteristica, non sono di tipo interdisciplinare, o che sono di dimensioni
finanziarie ed umane modeste.
Le sezioni (o laboratori) del dipartimento
Ricerca Scientifica svolgono inoltre quella attività di studio che permette
loro un costante aggiornamento del loro potenziale nel campo di loro specifica
pertinenza, svolgendo quindi attività di ricerca di base orientata e ricerca
tecnologica.
(*) L’attuale composizione proposta
per il C d’A. potrebbe essere la seguente: 6 membri designati dagli Stati; 6 membri
esterni di grande prestigio scientifico o amministrativo; 4 rappresentanti le
Direzioni Generali citate; 2 rappresentanti del Personale; 4 Direttori degli
stabilimenti attuali.
(**) A titolo di esempio la cifra relativa alla consistenza attuale del CCR
è valutata in 35 MUC per il 1969.
(***) Secondo la definizione internazionale di questo termine.