Su votazione unanime dell'Assemblea del
Personale è stato eletto un Comitato di Difesa del Centro di Ispra, che nella sua
prima riunione ha emesso questo primo comunicato come affermazione dei principi
informatori della propria azione.
1)
Il personale scientifico e tecnico del Centro
rifiuta ogni responsabilità della crisi attuale, concretatasi con le risultanze
del Consiglio dei Ministri del 28 dicembre 1968, infatti esso, per ammissione
unanime anche dei Ministri, non deriva né dalla qualità del lavoro fatto né
dalle possibilità di attività future interessanti tutta la Comunità, ma dipende
da fattori esterni al Centro di Ispra.
2)
Il C.C.R. è uno strumento essenziale per una
politica di sviluppo tecnologico europeo. La sua potenzialità, valore e
versatilità vanno bene al di là dei limiti fissati dal Trattato di Roma che
l'ha generato.
3)
Un programma redatto nei termini ridottissimi di
tempo indicati dal Consiglio dei Ministri, non potrà essere sufficientemente
elaborato, e quindi rischia, se manca una autentica volontà costruttiva a
livello politico, di essere un pretesto per lo smantellamento dello
Stabilimento di Ispra.
4)
I responsabili politici devono assolutamente evitare
che la scadenza del 20 dicembre si traduca in motivo per intaccare personale e
attrezzature a causa delle irreversibili conseguenze sul piano tecnico, sul
piano umano e sociale e sul piano della politica di integrazione europea.
Ispra, 3/12/68
C.D./2/68/i