M A N I F E S T O

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A.   Il personale del Centro di Ispra ha dichiarato l’occupazione come protesta sui documenti approvati dalla Commissione nelle sedute del 11/11/70 e del 27/11/70;

 

Considera con interesse, nonostante qualche riserva su certi punti, l’operazione CERD-AERD.

 

Il documento sulla ristrutturazione e sul nuovo regolamento budgetario ci trova pure consenzienti. Ricordiamo, a tale proposito, che molte delle proposte avanzate alla fine del 1968 dal Comitato di Difesa di Ispra vi si trovano inglobate.

 

Ci vediamo invece costretti a respingere nella forma più decisa i due documenti sui programmi e sullo statuto.

 

Per quanto riguarda il documento sui programmi, facciamo notare quanto segue:

 

a)                       è contraddittorio presentare contemporaneamente una nuova metodologia di preparazione e presentazione di programmi (documento ristrutturazione) ed i programmi stessi. Dovranno essere gli organi previsti dalla nuova struttura a proporre dei programmi, seguendo le nuove procedure;

b)                      i programmi sono stati elaborati da un gruppo improvvisato trascurando totalmente il contributo dei ricercatori negli Stabilimenti;

c)come conseguenza il documento si presenta come uno strano ibrido. Da una parte non utilizza che al 25-30% la potenzialità dei Centri di Ricerca, d’altro canto trascura completamente le azioni in cui è impegnata la Commissione (politica agricola, energetica, ricerca ex-Ceca, politica industriale, politica sociale, di insegnamento, sanitaria e regionale, aiuto ai paesi in via di sviluppo) di cui dovrebbe essere la naturale conseguenza. In realtà è un programma inadeguato sia in un’ottica completamente “Euratom” sia in un’ottica CERD – AERD;

d)                      ci è stato detto che tale documento non è propriamente un programma ma piuttosto la definizione di alcune linee di lavoro. Si tratta di fatto di un documento che serve di base per discutere nelle diverse capitali il programma futuro e del C.C.R. e della CERD – AERD. La mancanza di un inquadramento nella politica generale della Comunità di tale documento si traduce in una serio pericolo per il futuro della ricerca europea. Manca inoltre un qualsiasi tentativo di definire una funzione specifica del C.C.R..

 

Per quanto riguarda il documento sulle modifiche dello statuto, senza voler qui ripetere quanto già contenuto nell’ “aide-memoire” del 16/11/70, ci limitiamo a far notare quanto segue:

 

a)                       un cambiamento del regime statutario attuale ha ragione di essere solamente nell’ambito di una nuova struttura. Il personale ha diritto di vedere garantito il posto di lavoro. Attualmente tale garanzia ci proviene dallo statuto mentre la funzione resta aleatoria. Il personale quindi potrebbe accettare di rimettere in discussione tale garanzia statutaria solo nell’ambito di una struttura (CERD – AERD per esempio) che gli garantisca una funzione permanente. Accettare una situazione aleatoria e di funzione e di statuto equivale ad un suicidio;

b)                      ci stupiamo che la Commissione disconosca gli usi universali dei paesi civili e cioè che le variazioni dei contratti di lavoro vengano definiti in seguito a contrattazione approfondita con i rappresentanti sindacali. Questa contrattazione è particolarmente necessaria per evitare il perpetuarsi di discriminazioni ed assicurare la ricezione delle legislazioni nazionali in tema di protezione dei diritti dei lavoratori.

 

B.   In queste condizioni, il personale di Ispra vede minacciato direttamente il suo avvenire sia sul piano della qualificazione che sul piano della stabilità di impiego. Dobbiamo perciò ribadire quali sono le nostre immediate rivendicazioni:

 

a)                       un arresto della procedura attualmente in corso riguardante il documento statuto, arresto che renda manifestamente impossibile la sua presentazione al Consiglio;

b)                      inizio immediato di una contrattazione con il personale.

 

C.   Tale contrattazione avrà per oggetto i punti seguenti:

 

*  garanzia sul livello di utilizzazione del Centro, sotto il duplice aspetto del livello qualitativo delle attività e della conservazione del posto di lavoro del personale statutario e non statutario;

*  elaborazione di un documento alternativo al documento statuto. Riteniamo che tale documento per analogia al documento CERD – AERD debba limitarsi per ora agli orientamenti di massima sull’inquadramento futuro;

*  regolarizzazione della situazione normativa e retributiva degli agenti soggetti alle legislazioni nazionali del lavoro (ad esempio: agenti di stabilimento, locali ed appaltati).

 

I rappresentanti del personale dichiarano inoltre la loro completa disponibilità a collaborare all’elaborazione di un programma di massima per il C.C.R. inquadrato nella prospettiva futura della struttura CERD – AERD.

 

 

 

 

 

SANN – SILARN – USEI

 

 

Ispra, 29 novembre 1970