
In seguito alle
azioni di informazione alla stampa sulle situazione critica che si prospetta
per il Centro “atomico” (l’aggettivo attira l’attenzione), cominciano ad
apparire servizi e commenti sui quotidiani italiani, e poi europei.
In particolare,
era stata organizzata una conferenza stampa immediatamente dopo
l’assemblea generale del 25 novembre 1968, tenuta al cinema Roma di Angera.
Ecco alcuni titoli :
- ISPRA – Scioperano i dipendenti dell’Euratom –
Forse il Centro dovrà essere soppresso.
La sorte
dei dipendenti legata al calcolatore elettronico che potrebbe essere smontato e
trasferito
altrove.
La Prealpina 26 novembre
68
- Ad Ispra
– Sciopero ( 4 giorni ) al Centro atomico !
26
novembre 68
- Minaccia di
chiusura per il Centro nucleare - Ispra : Euratom in crisi
I ministri della comunità
europea non si decidono ad approvare i programmi di ricerca a lungo termine -
Il perdurare
dell’inattività sarebbe la fine di questo organismo scientifico : e forse
qualcuno ha interesse
che ciò avvenga – In agitazione i duemila dipendenti
………. Il divario tecnologico lo si può colmare unendo
le energie, i cervelli di questa vecchia Europa che, forse per condizioni
culturali o per altri fattori, continua a sfornare intelligenze di prima
grandezza.
Ma i discorsi, le discussioni, rimangono soltanto sul
piano delle parole.
L’istituzione della comunità europea, il patto di
Roma, sono stati, per gli europei che si sentono europei,
la grande speranza di un continente finalmente unito,
unito da un punto di vista economico, politico, scientifico,
la speranza di un rilancio di questo vecchio
continente, culla della civiltà, verso una leadership mondiale.
Ma la verità è che la parola Europa sta sempre più
perdendo potere. Quante difficoltà, quanti problemi bisogna risolvere, di
giorno in giorno, persino al livello più basso dell’unione fra sei Stati.
L’unione politica diventa sempre più una chimera con il risvegliarsi dei
nazionalismi; l’unione delle energie scientifiche, che aveva trovato un primo
punto di saldatura nell’Euratom, rischia si sfaldarsi, sacrificata, appunto, ai
nuovi fermenti nazionalistici, alla mancanza di una volontà politica di fare
l’Europa unita. ……………………….
sta per essere messo nella impossibilità di
sopravvivere .”
Corriere della Sera B.L. 27
novembre 68
- Temono
che il Centro venga smantellato – Duemila tecnici in sciopero a Ispra
Una recente decisione francese rende impossibile la
continuazione delle ricerche scientifiche - Chiesto
l’intervento
dell’on. Andreotti presso la Comunità europea.
“…gli scienziati di Ispra stanno per perdere gran
parte del loro potenziale, che permetteva studi e
ricerche a livello delle Nazioni più progredite. A
Ispra infatti il 28 prossimo scade il noleggio dell’IBM, il più grande
calcolatore elettronico esistente in Europa. Questo perché nel Consiglio dei
Ministri della Comunità
la Francia ha detto no al rinnovo del noleggio del
grande calcolatore, fatto che si traduce in pratica
nello smantellamento del centro atomico.”
La Stampa v.m. 27 novembre 68
- Angera – Tutto fermo al Centro Euratom
E’
cominciato ieri lo sciopero dei duemila dipendenti – L’agitazione proseguirà
fino a venerdì
…..Sciopero
bianco, con eccezione per giovedì, quando …una folta delegazione, composta di
tecnici, marcerà simbolicamente su Varese per una grande dimostrazione. … alle 18,30 una delegazione, composta da un
gruppo di lavoro del Comitato di
agitazione, ha illustrato alla stampa la situazione.
…………Il problema è quindi grave, ma bisogna ricordare
che oltre al pericolo della soppressione del grande calcolatore elettronico
americano, v’è l’immobilismo politico del Consiglio della Comunità, che a
tutt’oggi non ha ancora fissato un programma per la futura attività del centro,
neppure un
programma a scadenza limitata.”
Vittorio
Mambretti 27 novembre 68
- Lo sciopero dei dipendenti Euratom – SOS da
Ispra per le sorti del centro atomico
Nella foto : Dipendenti dell’Euratom con cartelli di protesta
Una delegazione porterà a Bruxelles una lettera documento
Il Giorno Manlio
Mariani 27 novembre 68
Tutti gli
articoli pubblicati dalla stampa
riportano gli elementi principali di quanto detto, a nome di tutti i
ricercatori, dai rappresentanti di un gruppo di lavoro del comitato di
agitazione, Franco Lanza, con Pierre Guillot, Arno Klose, Giampaolo Casini,
Riccardo Monterosso :
“ … Il nostro
sogno di creare qui una prima, vitale, cellula europea, rischia di finire sugli
scogli delle piccole tattiche nazionali. Siamo venuti a costituire un organismo
di studio interdisciplinare e supernazionale,, cioè quanto di più aperto al
progresso e agli ideali di pace. Abbiamo mescolato i nostri linguaggi, mandato
i figli alle stesse scuole. Il centro di Ispra è stato la prima realizzazione
concreta dell’Europa unita. Ora lo vediamo minacciato da una chiara volontà
politica negativa.”
….. “Alla fine
del mese di novembre scade il contratto di noleggio della calcolatrice IBM
360-65, che è la base di tutto il nostro lavoro. Per rinnovare il contratto ci
voleva il voto unanime di tutti i paesi comunitari. Uno, la Francia, ha detto
di no. Non è questione di denaro. E’ chiaro che si tratta di un atteggiamento
politico.
Ci sono altri
segni di questa volontà negativa. Il secondo piano quinquennale dell’Euratom si
è concluso con l’anno 1967. Il 1968 è stato considerato un anno di transizione
per permettere l’elaborazione di un piano pluriennale. Ora, dopo molti rinvii,
arriviamo alla riunione del 28 novembre del Consiglio dei ministri, dove è
molto probabile che non venga raggiunto un accordo perché manca una volontà
politica di ricerca comune. >Inutile gridare sul divario tecnologico tra i
giganti URSS e USA e l’Europa, se poi si butta via il potenziale umano
dell’Euratom. Mentre in Europa cominciano a formarsi delle concentrazioni
multinazionali di industria, si vuole liquidare un promettente laboratorio
multinazionale di ricerca ?
In un altro articolo
si legge : “ .. L’Euratom nel suo campo, in appena dieci anni, ha fatto cose
notevoli. Questa attività, probabilmente, ha finito per “impensierire” altri
centri di ricerche nazionali nell’ambito dei vari paesi europei?
… Oggi si sta
probabilmente tentando di silurare una organizzazione scientifica che non
lavora per questo o quel paese, ma per l’Europa, l’Europa unita. “
- Riuniti
i ministri del MEC
“ … i ministri
del MEC dovranno discutere il progetto di programma pluriennale di ricerca
preparato dai
dirigenti
della comunità, che solleva numerose obiezioni si fondo da parte di diverse
delegazioni.
I
ministri dovranno pure esaminare la questione del ridimensionamento dei quattro
centri di ricerche della
comunità europea, il più importante dei quali è situato ad Ispra, sul lago Maggiore. ….”
Corriere della Sera G.F.B. 28
novembre 68
- Perché scioperano duemila scienziati e tecnici -
Questa la realtà che si intravede dietro le
difficoltà attuali : rinuncia a un calcolatore elettronico indispensabile e
mancata enunciazione del nuovo programma – Attesa per la decisione dei ministri
riuniti oggi a Bruxelles – La Francia manterrà il suo
atteggiamento negativo ?
A lato della presa di posizione ufficiale del
documento inviato ai ministri, si fanno altre osservazioni.
Nel momento in cui le industrie, sul piano europeo e
mondiale, si consorziano o si uniscono per
coordinare le ricerche su scala sempre più grande, i
sei paesi del Mec lasciano deteriorare gli strumenti unitari che già esistono.
Il danno ricade su tutti i settori…. Un ultimo dato . nel ’68 gli stanziamenti
per i
Centri di ricerca dell’Euratom hanno rappresentato il
2 per cento degli stanziamenti generali della Comunità. Quando a Ispra si
citano queste cifre si intende sottolineare che l’aspetto più grave non è
quello finanziario ma “ la mancanza di
una volontà politica di ricerca comune “.
La
Stampa Sergio Devecchi 28 novembre 68
.- ALLARME
: l’ Europa sta rinunciando all’energia nucleare!
Stamane in piazza della Repubblica una civile
manifestazione di protesta
Foto : due
aspetti della manifestazione di stamane. Al microfono il sindaco di Angera,
Carlo Soldani
“ ……. Stamane centinaia di automobili e molti
pulman hanno portato a Varese, per una pacifica dimostrazione in piazza della
Repubblica, i dipendenti dell’Euratom di Ispra, i loro familiari,
gli esponenti e dipendenti
della Scuola Europea e anche alcune personalità della zona.”
La
Notte – Ultima edizione 28
novembre 68
- Protesta per salvare l’Euratom a Ispra
Manifestazione di 1200 dipendenti del Centro atomico
contro la riduzione dell’attività
(2 colonne, 36 righe) 29
novembre 68
- Preoccupazioni
a Bruxelles – Clamorosa protesta a Varese per Ispra
“ Marcia atomica “
ministro italiano dell’Industria, Giulio Andreotti,
per un’azione di salvataggio del programma comunitario
di ricerche nucleari. La commissione esecutiva della
CEE ha presentato al consiglio dei ministri un chiaro avvertimento, nel quale
si dice apertamente che i sei paesi debbono cooperare nella ricerca scientifica
e nucleare se non vogliono diventare tributari di altri Paesi in questi
settori. Sono ormai anni che la Comunità Europea segna il passo in fatto di
energia nucleare.
Se i sei dovessero continuare a non trovare accordo
sulle attività future della Comunità per l’energia atomica (Euratom),
potrebbero abbandonare la speranza di competere con successo nella produzione e
nella vendita delle grandi centrali elettronucleari.”
29
novembre 68
- da Bruxelles
Dai sei paesi del MEC
La Francia ne ha chiesto, in pratica, lo
smantellamento M.G.
“ …… stasera la crisi risulta aggravata dalle
dichiarazioni pronunciate durante la riunione dal
ministro francese della ricerca scientifica e dei
problemi atomici , Robert Galley. Egli ha proposto infatti di ridurre in
maniera drastica il personale scientifico dell’Euratom. …… Secondo la
delegazione francese,
i 1700 tecnici che lavorano attualmente a Ispra
dovrebbero essere ridotti a quattrocento. ……
Nel suo intervento Galley ha sostenuto che è
necessario procedere ad una revisione draconiana degli
obiettivi dell’Euratom. Secondo il governo di Parigi,
solo il trentacinque per cento delle attività di ricerca
condotte dall’Euratom ha una giustificazione
scientifica o economica.
Le altre delegazioni hanno tentato di confutare le
tesi francesi, ma con scarso successo :
i francesi sono rimasti infatti irremovibili. “
- da Varese
La sorte del Centro Euratom
Hanno protestato per la crisi dell’organismo
scientifico comunitario – Sciopero anche oggi
G.F.B.
Corriere della sera 29 novembre 68
- da Bruxelles
Disaccordo a Bruxelles
La Stampa s.d. 29
novembre 68
- Scioperano perché non sia chiuso il Centro di Ispra
Al comizio hanno parlato
tecnici italiani, tedeschi, francesi – Ai ministri della Comunità Europea
riuniti a
Bruxelles, chiedono :
stanziamenti provvisori per proseguire il lavoro del Centro; il mantenimento
degli strumenti essenziali di lavoro; programmi a lungo termine – Dal primo
dicembre è disdetto l’affitto del
grande calcolatore
elettronico Ibm : senza questo apparecchio il lavoro a Ispra è impossibile.
- da Ispra
(1 colonna, 26 righe)
- da Roma
Si cercherà di indirizzare l’attività
oltre la ricerca nel campo nucleare
(3 colonne, 184 righe ) La Prealpina 30 novembre 68
- Ispra
Le proposte riduzioni del personale costituiscono una
aperta violazione dell’accordo del 22 luglio 1959.
Foto Il
reattore “Essor”
“ L’Allegato “D” all’accordo del 22 luglio 1959 fra
l’Italia e la Commissione dell’Euratom prevede espressamente che <il
personale dell’Euratom presso il Centro comune di Ispra> deve essere di
almeno 1500 unità alla fine del 1962, non
comprendendo in esse il personale di servizio e quello ausiliario.”
(3 colonne, 186 righe) La Prealpina 1
dicembre 68
- L’accordo fra Inghilterra, Olanda e Germania
L’intesa fra due paesi della Comunità e la Gran
Bretagna per l’arricchimento del combustibile nucleare col
metodo della centrifugazione può essere il biglietto
d’ingresso di Londra in una comunità tecnologica
europea – Forse è il colpo di grazia per l’Euratom.
“Non è facile capire come sono andate esattamente le
cose e ancora meno prevedere che cosa accadrà.
La notizia di eccezionale interesse che questo
giornale ha pubblicato la scorsa settimana dice solo che Gran Bretagna, Olanda
e Germania federale hanno deciso di mettere in comune le loro conoscenze in
materia di arricchimento dell’uranio col metodo della “centrifugazione” : ma un
anticipo di tutto questo fu dato ancor prima, e nel pieno di una riunione
dell’Euratom, dal rappresentante tedesco: e suscitò l’ira dei francesi, anzi la
loro <furia>, come ebbe a scrivere il Financial Times. E’ <
un’iniziativa – scrisse poi la Herald Tribune – capace, se andrà in porto, di
modificare l’attuale equilibrio politico e tecnologico nel mondo nucleare …..
L’intesa ora intervenuta tra i tre paesi (Germania,
Olanda e Gran Bretagna) è un colpo di scena, benché non fosse fuori dalle
ragionevoli previsioni. ……………
Ma ci sono altre circostanze di cui va tenuto conto.
L’Olanda aveva fino a ora rifiutato di impegnarsi nel campo della
collaborazione tecnologica ( commissione Marechal ) tra i sei, se questa non
fosse stata aperta anche a paesi terzi, e soprattutto all’Inghilterra. ….
Circa due settimane fa l’ex-ministro degli esteri
britannico, George Brown, era venuto a Roma, prima tappa di un suo giro
nell’Europa dei sei. Ai nostri uomini politici aveva fatto questo discorso : il
trattato di Roma non impegna i paesi contraenti su tutti i settori dove si può
realizzare l’integrazione europea. Ne restano fuori per esempio la difesa, la
finanza, la tecnologia. Non vogliamo provare a rilanciare l’Europa in uno di
questi settori? Così ieri Brown: e ora la notizia dell’intesa tra due paesi
della comunità – Germania federale e Olanda – e la Gran Bretagna, e in uno dei
settori proprio indicati da Brown, quello tecnologico. Si deve pensare che la
Gran Bretagna abbia cominciato a realizzare il suo programma? Se così è, si
tratta ad ogni modo di una piccola, benché potente Europa, quella che si avvia
a costruire; certo più piccola di quella che aveva messo tante ambizioni
nell’Euratom. E chiaro che se i tre paesi decideranno la realizzazione
dell’impianto a centrifugazione l’Euratom sarà dispensato dal provvedere a
quello a <diffusione>.
Sarà il colpo di grazia per questa comunità in crisi
da tanto tempo.”
(4 colonne, 280 righe) Silvano Villani dicembre
68
- Le ambizioni della
Francia all’origine della crisi nucleare
Foto Tecnici
controllano un’apparecchiatura di un reattore nucleare di ricerca
“ <A che pro, quando il danaro scarseggia,
continuare a sostenere un peso morto?>. Con queste
parole crude, l’editoriale di Le Monde del 30
novembre scorso commentava la presa di posizione francese
al Consiglio dei Ministri della Comunità Europea da
M. Galley. ….
L’atteggiamento francese può sorprendere, a prima
vista chi si riferisca unicamente alle polemiche
divampate un anno fa sul predominio francese in fatto
di aggiudicazione di contratti di ricerca da parte
dell’Euratom; ….
Nel settore nucleare francese, malgrado ottime realizzazioni e pur
disponendo di attrezzature e di una competenza di prim’ordine, la Francia sta
attraversando una crisi non meno grave di quella che affligge l’Euratom.
Partita prestissimo nella gara per le applicazioni industriali della energia
nucleare, la Francia disponeva già, all’atto della costituzione dell’Euratom,
di centri di ricerca assai ben dotati e aveva definito un programma nazionale
di vaste proporzioni. ….. il Commissariat à l’Energie Atomique ha varato
imponenti programmi di ricerca e sviluppo, cui si sono affiancati i dispendiosi
programmi militari per la realizzazione della “force de frappe”. Il bilancio
del CEA per il 1968 prevedeva una spesa di
2,34 miliardi di franchi per i programmi civili e di
2,41 miliardi di franche per i programmi militari.
Sin dall’inizio, quindi, l’Euratom è stata
considerata un’istituzione alla quale chiedere
un’integrazione dello sforzo di ricerca, ….. Lo stesso sostegno francese al programma
ORGEL era essenzialmente motivato dalla complementarietà di questo programma
con quello sviluppato in Francia.
L’orizzonte nucleare francese si è poi notevolmente
incupito negli ultimi tempi, per le delusioni registrate con le centrali a
grafite, che , pur funzionando egregiamente, continuano a costar troppo, e per
via della
battuta d’arresto imposta al programma di sviluppo
dei reattori ad acqua pesante, allorché si è dovuto
ripiegare sull’uso di uranio arricchito per
realizzare il prototipo EL-4. Si è giunti così alla decisione di concentrare
sull’obiettivo a lungo termine la maggior parte degli sforzi, intensificando
invece la
collaborazione con il Canada nel settore dei
convertitori avanzati, mentre per la realizzazione delle
prossime centrali si parla della costituzione di
consorzi con partecipazione di industrie statunitensi.
Così la Francia che, al suo interno, si trova a dover
fronteggiare non indifferenti problemi di
riconversione del personale di ricerca e di
riassestamento dei programmi, non è certo nelle migliori condizioni per
preoccuparsi della sopravvivenza e della funzionalità dell’Euratom.
C’è almeno da sperare che gli altri Stati membri, ed
in particolare l’Italia, che sonnecchiava allorché si impostavano i programmi
del centro Comune, che essa aveva donato, riescano ad impedire che
le competenze e le attrezzature ancora disponibili
siano disperse. Esse sono ancora preziose …….
“
(4 colonne, 172 righe) L’Avvenire Filippo Accinni 8 dicembre 68
- L’impegno del governo italiano
La situazione – dopo il disimpegno francese – esaminata
alla Farnesina dal sottosegretario Malfatti in un
Incontro con l’on. Zamberletti.
“ (dichiarazione dell’on. Zamberletti) : Pur essendo
tenuto, per evidenti ragioni derivanti
dalla crisi di governo non ancora conclusa, ad un
doveroso riserbo, posso ritenere che, se i passi del
futuro governo italiano seguiranno in materia, le
linee illustratemi dal sottosegretario Malfatti, è possibile
vedere il futuro del centro di Ispra con moderato
ottimismo…..”
PER IL CENTRO EURATOM IL CONSIGLIO PROVINCIALE VOTA
UN ORDINE DEL GIORNO
“ …… Ritenendo indispensabile superare i concetti di
interesse nazionale allo scopo di garantire all’Europa di assolvere utili
funzioni sul piano scientifico, a tutela di un prezioso patrimonio di
intelligenze e di mezzi, invita il governo italiano a operare in seno alla
Comunità affinché venga garantita la conservazione e la vita
del Centro Euratom di Ispra. …. “
(3 colonne, 290 righe)
“ …… gli interroganti chiedono se sono in corso gli
studi necessari intesi a garantire la funzionalità e lo sviluppo del Centro e
ciò nella ipotesi che uno degli Stati firmatari della Comunità intenda portare
a termine
il suo dichiarato unilaterale disimpegno. …”
(2 colonne, 34 righe)
- Besozzo
(2 colonne,
34 righe)
La Prealpina 8 dicembre 68
- Un angolo di Europa unita
che si sgretola ?
Al vertice dell’organizzazione comunitaria si
studiano misure per assicurare i finanziamenti al Centro atomico
I ministri della Cee le discuteranno la prossima
settimana – presentato un “programma Andreotti” per estendere le ricerche anche
ad attività non strettamente nucleari
“… E’ caduto in sorte ai delegati italiani di
presiedere a Bruxelles le riunioni che da qualche mese debbono fronteggiare
responsabilità così gravi. …
E poiché il tempo stringe, la dovuta importanza va
attribuita alla
possibilità di prendere una decisione sul punto 3 del
programma Andreotti circa
la estensione della opera di ricerca nei Centri ex Euratom esistenti – in prima
linea nel Centro di Ispra –
in ricerche non strettamente attinenti alla industria
nucleare vera e propria,
ma anche alle attività scaturite dalle ricerche
nucleari. “.
(4 colonne, 170 righe) La
Stampa Aldo Cassuto 11 dicembre 68
- Ispra
Hanno partecipato sindacalisti e parlamentari – Il
Centro diventerà unità autonoma nella Comunità ?
Da Bruxelles la notizia che il 13 dicembre il
Parlamento europeo tratterà lo scottante problema.
Ispra,
6 dicembre Nel salone del cinema Odeon
si è tenuta oggi alle 16 l’annunciata tavola rotonda sull’attuale situazione
dell’Euratom. …. Erano presenti numerosi
parlamentari e rappresentanti di partiti politici, sindaci e amministratori del
Varesotto, giornalisti e la RAI-TV …..
Al tavolo della conferenza sedevano gli on. Giomo,
Fermentino, Leonardi, Battistella, Pigni e Alimenti,
oltre ad Olcese in rappresentanza del prof.
Zucalossi, Zeni, segretario provinciale della CISL,
Lanza come relatore e rappresentante del Centro
Euratom e Bassani, vice sindaco di Ispra e
fisico del centro. Moderatore del dibattito l’ing.
Volta dell’Euratom.
…… Dalle varie proposte e dai vari interventi di
numerosi scienziati e tecnici del Centro
-
Casini,
Blesser, King, Bertolini e Lanza – sono emerse le possibilità che ci sarebbero
di salvare
il Centro e con esso ciò che rappresenta nell’attuale
momento in cui la ricerca scientifica e tecnologica
trova sempre più applicazione in campo industriale.
………
Che succederà nel grande Centro Atomico di Ispra? Non
lo possiamo ancora dire; dalla riunione di oggi è comunque emerso chiaramente
che con i falsi nazionalismi si è già distrutto tanto in questa Europea,
e che quindi con umiltà e coscienza politica responsabile
bisogna veramente
salvare l’Euratom e con essa l’Europa.”
La
Prealpina 7
dicembre 68
- Una positiva
esperienza che minaccia di naufragare
Il Comitato di difesa sottolinea la positività dell’esperimento : in 8 anni sono usciti da Ispra 3.000 pubblicazioni e 756 brevetti; l’unica scuola europea esistente nella CEE
(4
colonne, 224 righe) G.B.F.
- La più ambiziosa impresa europea
Il MEC sta per
discutere il bilancio presentato da un comitato di esperti – Se non sarà
approvato,
2850 scienziati
e tecnici (in maggioranza a Ispra) senza stipendio
(
… La crisi dell’Euratom dura da anni, praticamente da quando è nato questo
organismo
che
avrebbe dovuto e potuto permettere ai sei paesi del Mec di ricuperare il
ritardo
accumulatosi
nel campo atomico nel confronto degli Stati Uniti e dell’Unione sovietica,
e
di colmare in parte il gap tecnologico. I sei non sono mai riusciti a mettersi
d’accordo seriamente
sul
lavoro da affidare all’Euratom. I francesi hanno sempre preteso di continuare
in proprio
certi
studi sull’energia nucleare, perché volevano la “bomba”.
Gli
altri paesi, di fronte all’atteggiamento della Francia, non hanno saputo reagire
E
offrire valide alternative di lavoro. …. )
(3 colonne,
102 righe) La Stampa Sandro
Doglio 15 dicembre 68
- Duemila europei vivono e lavorano insieme da 10 anni
(3 colonne,
70 righe) s.d.v.
- I duemila scienziati, tecnici e operai che lavorano
al centro nucleare di Ispra sono entrati in agitazione.
Foto
(15 righe) Sette giorni in Italia e
nel mondo 15
dicembre 68
-
- Duemila europei vivono e lavorano insieme da 10 anni
( …
Ispra è oggi l’unica comunità formata da uomini europei che vivono insieme da
10 anni. Ci sono
397
italiani, 299 tedeschi, 245 francesi, 146 belgi, 78 olandesi, 15 lussemburghesi
e
13
scienziati e tecnici di altre nazionalità. Lavorano inoltre a Ispra
840
operai specializzati di ditte italiane e personale addetto ai vari servizi.
….. Si chiede quindi un bilancio provvisorio in
attesa della messa a punto di nuove strutture e nuovi programmi per
salvaguardare il futuro di questo importante nocciolo dell’Europa unita. )
(3 colonne,
70 righe) La
Stampa s.d.v 12 dicembre 68.
- I duemila scienziati, tecnici e operai che lavorano
al centro nucleare di Ispra sono entrati in agitazione.
Foto
(15
righe) Sette giorni
in Italia e nel mondo 15
dicembre 68
- Opposizione francese al salvataggio di Ispra
Si è raggiunto
un accordo solo su programmi complementari, per i quali metà del personale
attuale
risulterebbe
superfluo
(
….. In seno al comitato (incaricato di formulare proposte concrete
sull’avvenire del
centro
di Ispra), riunitosi questa settimana a Bruxelles sotto la presidenza
del
professor Carlo Salvetti, vice presidente del CNEN, si sono ripetuti i
contrasti
che
avevano caratterizzato la sessione ministeriale del 28 novembre.
La
delegazione francese è rimasta rigidamente sulle sue posizioni, mostrandosi
pressoché sorda
all’argomento
che la dispersione degli scienziati e dei tecnici di Ispra, patrimonio comune
di
tutta
la comunità, allargherebbe il fossato tecnologico che già separa
l’industria
nucleare europea da quella statunitense. …..)
(3 colonne,
76 righe) Corriere della sera G.F.B. 16
dicembre 68
- da Bruxelles
Prolungata di un
anno la vita dell’Euratom ?
Probabile un accordo di compromesso tra i Sei – Oggi
a Bruxelles dimostrazione di solidarietà con i
2850 tecnici minacciati di disoccupazione.
“ …. Si ritiene
che sia possibile presentare ai miniostri dei sei Paesi che si riuniranno
venerdì a Bruxelles un progetto di compromesso per prolungare di un anno almeno
la vita dell’Euratom, …
A Bruxelles i seimila funzionari del MEC
organizzeranno una manifestazione di protesta
contro le incertezze dei sei governi e di solidarietà
con i
2850 tecnici e ricercatori minacciati di
disoccupazione”
(2 colonne, 34 righe)
s.d.
- da Luino
(1 colonna,
9 righe)
La Stampa 17
dicembre 68
- A Bruxelles 174 in
difesa di Ispra
(2 colonne, 16 righe) 17
dicembre 68
- A Roma e a Bonn
Una precisazione del Comitato di difesa di Ispra (costi dello stabilimento di Ispra)
(2 colonne, 124 righe)
- vignetta
“L’Euratom di Ispra? Lei gira qui a destra, poi va
diritto fino all’aeroporto e prende il primo volo per gli
Stati Uniti, non può sbagliare.”
- Ieri, dimostrazioni per le vie di Bruxelles
Venerdì la decisione, da parte dei ministri dei sei
paesi, per l’organizzazione nucleare europea –
La Francia confermerebbe la riduzione dei contributi
– Un migliaio di licenziamenti ?
( …… Comizio,
sfilata per le vie del centro, consegna la presidente dei rappresentanti
permanenti
dei sei paesi – l’italiano Bombassei – di un duro
promemoria, in cui si sottolineano i rischi
di un mancato accordo.
I manifestanti hanno anche invitato organizzazioni
sindacali e uomini politici a organizzare il
“primo sciopero generale europeo per l’integrazione
del continente” …….
Alla dimostrazione di oggi a Bruxelles hanno
partecipato sindacalisti di tutte le correnti e
uomini politici di tutti i partiti : il problema
dell’Euratom - compromesso o no – sta
diventando scottante, perché è il sintomo più evidente della crisi profonda in
cui si trovano le comunità, della mancanza di
volontà politica da parte dei governi, e di sfiducia
nell’integrazione europea. … )
(4 colonne, 154 righe) La
Stampa Sandro Doglio 18 dicembre 68
Un compromesso
sull’organizzazione nucleare europea sembra ormai certo, ma non si risolveranno
i problemi di
fondo – Resterebbero senza lavoro 250 dei 1700 tecnici di Ispra – Attesa una
manifestazione di protesta nella capitale belga.
(
… Domattina si riuniranno i ministri, che dovranno prendere l’ultima decisione
:
si
prevede che la seduta si protragga tardi in serata e forse anche nella giornata
di sabato.
……..
una soluzione di compromesso, che non risolve il fondo del problema, ma che
consente
quanto
meno di non dover chiudere definitivamente l’Euratom al primo gennaio
prossimo.)
(4 colonne, 84 righe) La
Stampa Sandro Doglio 20 dicembre 68
- Les difficultés de la cooperation technique européenne
Les ministres des Six étudient un programme de recherche
pour l’Euratom
( …… essayer
de doter l’Euratom d’un programme commun de recherche pour les années à venir.
Il ne pourra s’agir, en tout état de cause, que
d’un « mini-programme » commun, qui, méme s’il est accompagné de
programmes complémentaires financés par quelques-uns des Etats membres,
impliquera à peu prés forcement une réduction des effectifs employés par le
centre commun de recherche. Mais, même à supposer que les Six réussisent à
s’entendre sue cette base modeste, c’est la faillite de l’Euratom qui sera
constatée. La France a en effet jugé opportun de mettre au grand jour une crise
qui couve depuis les debuts de la Communauté atomique…….
Nouvelle crise à l’ELDO ?
Si la coopération nucléaire entre les Six connaît
bien des difficultés,
il en est de même pour la coopération spatiale
européenne.)
(2 colonne, 94 righe) Le Monde 21
décembre 68
- In pericolo l’avvenire delle ricerche nucleari
A mezzanotte i ministri
dei sei Paesi stavano ancora discutendo, su posizioni più rigide – La Francia
rifiuta di
finanziare quanto non l’interessa direttamente – Crescente ansietà per il
lavoro di 2850 tecnici,
1700 dei quali
a Ispra.
(
….. I sei Paesi, che non sono d’accordo
nel far lavorare appieno Euratom, non sono neppure d’accordo sul programma
minimo, che consentirebbe all’organismo di sopravvivere, in attesa di tempi
migliori. …
La
posta in gioco oggi a Bruxelles non è tanto la ripartizione a cinque o a sei di
una spesa di qualche decina di miliardi di lire: al di là delle ricerche di
Euratom e delle percentuali di bilancio
-
oltre al
problema delle sorti di 2850 scienziati e ricercatori, di cui 1700 a Ispra –
-
l’avvenire
“nucleare” del nostro continente: )
(4 colonne, 148 righe) La Stampa
Sandro Doglio 21 dicembre 68
Après une journée entière de
discussions
Un vague espoir . la
Communauté atomique pourrait trouver une nouvelle vie dans le cadre d’une
coopération technologique plus
large.
(Vendredi, à 19 h 30,
les ministres responsables des Affaires scientifiques de la Communauté
européenne, qui siégeaient depuis 17 h en séance restreinte pour tenter de
dénouer la crise d’Euratom, décidaient d’interrompre leurs travaux jusq’à 21 h
30. le conseil des Six était réuni depuis le matin.
LA CRISE D’EURATOM -
(….M. Jean Rey, au début de la séance
d’après-midi, avait fermement déclaré que la Commission refuserait de licencier
un seul membre du Centre commun de recherche, si
le Conseil n’arrêtait
qu’un programme annuel. …
L’essentiel, faisait-on
remarquer du coté de la Commission, n’est pas de sauver l’Euratom pour
lui-même,
mais de préserver un
outil inestimable en attendant les développements futurs
de la coopération
technologiques européenne. …..)
Photo : Voici, au Conseil des ministres de l’Euratom, M.
Theo Lefèvre , ministre da la Politique et de la
Programmation scientifique, en conversation avec son
collègue français, M. Robert Galley.
(3+3 colonne, 310 righe) LE SOIR Francis
Wilkin 21 décembre 68
.
- Assicurato
per un anno il funzionamento di Ispra
Ma la Francia è rimasta irremovibile nel negare il proprio contributo.
(2 colonne,
32 righe) Corriere della
sera G.F.B. 21 dicembre 68
- Grâce à une proposition belge de dernière minute