JULIUS CAESAR 70
( dal discorso di Marco Eurantonio sul cadavere del
C. C .R. - Caio Cesare Ricercatore - di Ispra )
…. Concittadini, amici, Europei, porgetemi orecchio.
Sono venuto a seppellire il CCR,
non a farne l’elogio. Il male che un centro
di ricerca può fare gli sopravvive; il bene
resta spesso sepolto nelle sue rovine. Così sarà del CCR
Ispra, poiché l’onesto Albonetti ha affermato
che era un centro troppo ambizioso, e lo sappiamo tutti,
Albonetti è un uomo d’onore.
Perciò col suo beneplacito, e quello di molti altri,
uomini d’onore tutti, io parlerò
al funerale del CCR di Ispra.
Era un centro piacevole, di aspetto invitante,
splendido nelle non molto frequenti giornate di sole;
ma Albonetti dice che era ambizioso
e Albonetti è un uomo d’onore.
Provocò un improvviso risveglio delle attività terziarie
in una zona depressa del basso Varesotto
e un rilancio turistico insperato
per dodici mesi all’anno. E’ ambizione
codesta? Ma Albonetti afferma che era ambizioso
e Albonetti, è notorio, è un uomo d’onore.
Rifiutò sempre di produrre strumenti d’un certo valore,
sia bellico che civile, contentandosi dello scarso fumo
( d’arrosto non si è mai osato parlare ) uscente
dalla grigia ciminiera d’Essor. E’ codesta
ambizione? Eppure Albonetti dice che era ambizioso,
e Albonetti è un uomo d’onore.
Se io volessi sobillarvi ad azioni sconsiderate,
quali ad esempio lo sciopero, la permanenza, l’occupazione,
farei torto ad Albonetti, e a tanti onorevoli signori,
che fino a prova contraria sono uomini d’onore.
Preferisco piuttosto far torto al CCR e a me stesso,
a tutti voi cittadini europei che pagate le tasse,
che non far torto a questi uomini d’onore.
Ma ho qui in mano una Gazzetta Ufficiale
con un regolamento fresco fresco, munito
dei sigilli della Commissione e del beneplacito
del Comitato dello Statuto: è il testamento
del CCR di Ispra. Pensate cittadini, funzionari
europei, a ciascuno di voi egli lascia
da tre a sei anni di volontariato,
e i suoi viali e i suoi boschi a disposizione
di tutti, per la libera ricerca dei funghi.
Tale era il CCR di Ispra; ne nascerà
un giorno ancora un altro pari a lui?
Eppure guardate qui le sue ferite ancora aperte,
il varco per cui passò la pugnalata di Galley,
le conseguenze della grandeur gollista, l’incompetenza
della DiGi XV, la subdola perfidia
di Chatenet, dei Rappresentanti Permanenti,
l’ostilità della DiGi XII, la dabbenaggine
di Medi, la truffa della Neeratom, la doppiezza
dei redattori del bilancio 69.
Oh che caduta fu quella, cittadini europei!
Ed io, noi, tutti cademmo con lui,
tra fasci di neutroni e vapori di terfenile,
sotto il peso, nato morto, del terzo piano quinquennale.
Io non sono buon oratore come Albonetti,
non ho l’acume, le parole, il gesto, l’eloquio
che scalda il sangue di chi ascolta: posso
solamente mostrarvi le mute rovine
dei 98 edifici e dei miliardi di moduli,
dei trenta Comitati e dei tremila Regolamenti.
Ma se io fossi Albonetti, e Albonetti Eurantonio,
avreste qui un Eurantonio così efficace
da trasformare i burocrati in ribelli, in bandiere
di lotta i contratti fasulli degli appaltati,
e da spingere allo sciopero perfino le pietre,
per non parlare della FFPE.
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E qui putroppo ha termine lo scherzo
tragicomico, parashakespiriano
partorito dall’inane frustrazione permeante
lo stillicidio autunnale del fu CCR Ispra.
Copyrigt 1969 riservato a tutti i lontani eredi
( questa si è presuntuosa ambizione ) del buon vecchio Bill S.
aggiunta a mano :
Sostituendo Albonetti con Spierenburg, De Block, ecc.ecc. ,
il prodotto non cambia.