COMITATO DI DIFESA
C.C.R. EURATOM
ISPRA
Ispra, 27 febbraio 1969
Ragioni
di esistenza e attività futura del C.C.R.
Posizione
del personale
La crisi in corso ha avuto una forte
influenza sul personale scientifico e tecnico e l'ha indotto a ripensare la
necessità e l'utilità di un Centro Comune di Ricerca (CCR) a competenza
generale in Europa.
1. Alla radice della crisi in cui
si dibatte l'Euratom si trova una mancanza di volontà politica che si manifesta
in maniera più o meno pronunciata da parte di tutti i Paesi della Comunità.
Il Consiglio dei Ministri
discute dei dettagli dei programmi, del bilancio o degli effettivi, senza aver
mai fissato una politica di ricerca a lungo termine.
2. Il CCR è andato allontanandosi
dal suo ruolo comunitario.
Nella sua azione possiamo
notare una mancanza di apertura verso gli organismi esterni (industrie,
università, centri nazionali) ed una carenza di dialogo tra gli ispiratori dei
programmi, i responsabili del finanziamento e gli esecutori.
3. Il CCR non ha mai funzionato
in condizioni ottimali. Le principali cause si possono identificare: nella
mancanza di responsabilizzazione della gerarchia; nei metodi inadeguati di gestione
del personale; nell'eccessiva burocratizzazione e centralizzazione
dell'organismo; nell'insufficiente competenza nei gradi elevati.
E' urgente chiarire quali siano i caratteri
ed i compiti propri di un CCR nel quadro dello sviluppo tecnologico europeo.
Tale analisi va fatta tenendo conto del contesto politico attuale.
1. Lo sviluppo della tecnologia –
nucleare e non nucleare – impone l'integrazione del sistema economico europeo:
industria, mercato, ricerca, insegnamento.
2. Una ricerca multidisciplinare,
in paesi a forte espansione industriale, svolge una funzione pilota ed è
garanzia di uno sviluppo armonico futuro.
Bisogna evitare che le prese
di posizione sul "gap tecnologico" si riducano ad un'inutile
accademia.
3. Il CCR può essere uno
strumento privilegiato; infatti è aperto a spazi economici non limitati dalle
frontiere; è finanziato da investimenti pubblici plurinazionali; consente
l'attenuazione degli squilibri fra i diversi paesi, assicurando l'accesso, da
parte di tutti alla esperienza acquisita.
4. Le funzioni tipiche del CCR
sono principalmente:
-
servizio di supporto alle iniziative industriali, pubbliche e private, di
interesse plurinazionale;
-
promozione di iniziative comuni mediante l'esplorazione di possibilità tecniche
nei settori più avanzati (attività ad alto prodotto costo-rischio);
-
sviluppo di conoscenze tecniche e scientifiche di base;
-
attività di insegnamento specializzato.
5. Per contro, va sottolineato
che qualsiasi funzione di tipo dirigistico esula dalla "vocazione"
del CCR, così come lo sviluppo autonomo di iniziative concorrenziali: il CCR
non è il centro di ricerca di un settimo stato.
6. Oltre che sulle ragioni di
natura tecnica ed economica, si deve mettere l'accento anche sull'importanza
politica di un Centro Comune: non solo come positiva esperienza "in
vitro" di integrazione socio-culturale, ma anche come strumento che
contribuisce a creare in concreto i presupposto oggettivi di unità Europea.
E' lecito affermare, a
questo proposito, che il grado di sviluppo del CCR dà anche la misura del
cammino percorso sulla via dell'integrazione Europea e della volontà politica
di proseguire in questa direzione.
7. Valide ragioni tecniche,
economiche e politiche dimostrano dunque che il CCR deve non solo essere
salvato dallo smantellamento, ma rilanciato e sviluppato nel prossimo futuro.
Il CCR deve potersi inserire nel vivo della
realtà scientifica, tecnica e industriale senza la mediazione di organismi
burocratici e senza essere inceppato da meccanismi decisionali rigidi e
complessi.
La sua struttura non può essere condivisa con
un'amministrazione che si propone altri scopi.
1. L'efficienza operativa postula
un'autonomia ed una distinzione dell'autorità tecnica dall'autorità politica
che permetta:
-
massima sensibilità alle esigenze tecnologiche;
-
prontezza nelle scelte dei compiti e dei mezzi adeguati;
-
flessibilità, cioè capacità di revisione degli indirizzi;
-
capacità di promuovere in modo autonomo l'avanzamento del proprio livello
scientifico.
2. Proponiamo i seguenti
orientamenti come base per nuove strutture:
2.1 Il CCR ha personalità giuridica
Il Consiglio dei Ministri
delle Comunità Europee, attraverso la Commissione, impartisce le direttive di
fondo pluriennali e stanzia i finanziamenti globali, fornendo soltanto delle
indicazioni di massima sulla loro ripartizione.
2.2 Un Consiglio
d'Amministrazione, od organismo equivalente, con competenze
tecnico-scientifiche e di gestione, assicura la conduzione del CCR, prendendo
le decisioni a maggioranza.
In esso sono rappresentati
gli interessi degli Stati Membri, del mondo industriale e degli enti pubblici.
Inoltre faranno parte del Consiglio di Amministrazione rappresentanti del
personale, in modo da assicurare la sua partecipazione responsabile
all'elaborazione ed all'attuazione dei programmi di lavoro.
Il Consiglio
d'Amministrazione contribuisce, con indicazioni e proposte, sia all'elaborazione,
sia alla revisione periodica (per esempio annuale) delle direttive politiche:
partendo da queste, le trasforma via via in programmi specifici di cui delinea
più in dettaglio l'impegno finanziario.
Il Consiglio d'Amministrazione
risponde della gestione della ricerca al Consiglio dei Ministri attraverso la
Commissione.
2.3 Il Direttore di
Stabilimento assicura in modo autonomo l'esecuzione dei programmi che gli
vengono affidati dal Consiglio d'Amministrazione.
Ha ampia discrezione nella
scelta delle modalità di attuazione, responsabilità e controllo su tutti i
settori e le attività dello Stabilimento; possibilità di prendere iniziative
proprie – in condizioni ed entro limiti prefissati – al di fuori di quelle decise
dal Consiglio di Amministrazione; ad es. perfezionare
contratti di ricerche con le industrie. E' responsabile di fronte al Consiglio
d'Amministrazione, che di regola controlla a posteriori il suo operato.
La situazione attuale del CCR richiede, per il mantenimento di un
effettivo potenziale, un certo numero di azioni da parte della autorità
politiche.
Le riassumeremo qui di seguito in ordine di
urgenza.
1. Blocco dei licenziamenti
Le proposte di riduzione del
personale, attualmente in discussione, nascono da motivi fittizi, come
l'infelice elaborazione di un progetto di bilancio provvisorio, e non dà una
precisazione dei compiti e dei programmi a lunga scadenza: esse debbono
rientrare, per evitare la degradazione irreversibile del Centro.
1. Programmi pluriennali
La Commissione sta
attualmente preparando i programmi pluriennali, che dovranno essere approvati,
entro il primo luglio, dal Consiglio dei Ministri.
I quadri scientifici e
tecnici del CCR dovranno essere consultati durante le discussioni e la scelta
dei programmi, a tutti i livelli decisionali.
Per non cadere negli errori
commessi nel passato è necessario che le autorità politiche:
a) Facciano una scelta
politica prioritaria sulla funzione positiva del CCR.
b) Diano delle
indicazioni generali perchè i programmi rispondano alle attese della Comunità.
c) Assicurino un quadro
di programma tale da assicurare le dimensioni critiche del Centro, flessibile
nei suoi contenuti di dettaglio per permettere l'adeguamento del potenziale
alle necessità reali di ricerca e per una gestione efficace.
In ogni caso i programmi ed
i finanziamenti dovranno essere tali da assicurare, al minimo, il mantenimento
dell'attuale potenziale umano e tecnico del CCR. Scendere al di sotto delle
attuali dimensioni significa rendere inefficiente un Centro di Ricerca di
competenze generali.
3. Estensione ai campi non
nucleari
Il CCR è per sua natura un
organismo pluridisciplinare: ha quindi le competenze per occuparsi di problemi
non nucleari. Esistono problemi giuridici e l'indirizzo generale che solo
l'autorità politica può risolvere.
4. Ristrutturazione
Il rinnovamento delle
strutture del CCR è un'esigenza che non deve essere sottovalutata. Alcuni
aspetti sono particolarmente urgenti, in primo luogo una maggiore autonomia di
gestione ed una reale autorità conferita al Direttore di Stabilimento.
CD 20/69