EURATOM
COMITATO DI DIFESA
Ispra (VA), 7.12.68
CD 4/68/i
1. Il Centro Comune di Ricerca
di Ispra, esperienza comunitaria positiva
Dei quattro stabilimenti
del Centro Comune di Ricerche, Ispra è di gran lunga il più importante: 1609
agenti contro i 587 degli altri tre stabilimenti messi insieme (Petten, Geel,
Karlsruhe). A differenza degli altri Stabilimenti, Ispra non è ospite o in
coabitazione con altri Centri nazionali. Questa sua posizione fa sì che il
principio stesso del "Centro Comune" sia legato alla esistenza di
Ispra.
Nel Trattato
istitutivo il Centro Comune è visto come uno strumento per sostenere la
ricerca.
Nella realtà poi il
Centro Comune è diventato qualcosa di più: una esperienza pilota di vita
comunitaria sulle basi di un lavoro di ricerca e sviluppo fatto in comune.
In questo senso il
Centro Comune è un prototipo ed è stato l'occasione della formazione di un
gruppo etnico "europeo": è importante ricordare la presenza di una
Scuola Europea con 1500 alunni che crescono con una formazione europea. I sei
paesi hanno il merito di questa positiva esperienza ma ne hanno anche la
responsabilità.
In 8 anni di lavoro in
comune, di cui i primi assorbiti dal laborioso avviamento, dal Centro di Ispra
sono uscite 3000 pubblicazioni e 756 brevetti. E questo lavorando su obiettivi
fluidi, permanentemente in discussione, come sono quelli nucleari in Europa,
dove il disorientamento e la dispersione sulle linee da seguire è ancora
preoccupante.
E questo nonostante
che soltanto due volte, dal 1965 ad oggi, il bilancio preventivo sia stato
votato nei termini.
L'esperienza finora
fatta spinge unanimemente il personale a considerarla positiva e a proseguirla.
2. La ricerca comunitaria è
una soluzione ai problemi di dimensione
Un lavoro di ricerca
fatto su scala europea ha in sé notevoli elementi positivi provenienti proprio
dalla dimensione più ampia degli scambi che si possono realizzare: l'efficacia
ne risulta aumentata in proporzione di questa dimensione.
E la possibilità di
un lavoro comune di ricerca a dimensione europea non è un'utopia ma è
realizzazione onorata nel Centro di Ispra.
3. La potenzialità del centro
di Ispra non è limitata al campo nucleare
La potenzialità di
competenze di lavoro o di strumenti ed apparecchiature scientifiche esistenti a
Ispra (70 miliardi di Lire di investimenti) è notevole. Nonostante la necessità
di ricerca nel settore nucleare in Europa sia tutt'altro che esaurita, questa
potenzialità può essere orientata e sfruttata anche in altre direzioni. Lo
strumento di Ispra può essere utilizzato vantaggiosamente per la realizzazione
di molti obiettivi nello sviluppo tecnologico-scientifico europeo, non ultimo
quello della formazione di specialisti a vario livello (l'articolo 9 del
Trattato di Roma è rimasto inadempiuto).
4. Una compressione ulteriore
del Centro è un processo irreversibile di distruzione
L'utilizzazione del
Centro di Ispra può partire solo da strutture vitali: e vitali restano oggi
solo se lasciate intatte.
Un ridimensionamento
anche minimo nel momento attuale provocherà un collasso irreversibile, tenuto
conto che già da tre anni le strutture del Centro sono bloccate. Ad esempio il
mancato rinnovamento dell'affitto del calcolatore IBM 360/65 dal 1/12/68, con
l'arresto forzato di molti lavori, anche per conto di grandi industrie europee
o la pressione psicologica, rappresentano un primo fattore di collasso.
5. All'evoluzione della situazione
europea deve seguire una evoluzione delle strutture del CCR, garanzie di
efficienza
La crisi in corso
ormai da molti mesi e resasi drammatica dopo la riunione del Consiglio dei
Ministri del 28 novembre scorso mostra che le circostanze storiche e politiche
che erano state alla base della creazione del Centro Comune di Ricerca, nella
forma del trattato, si sono evolute. In questo contesto anche le strutture non
sono più adeguate e richiedono un migliore adattamento allo sviluppo della
ricerca.
Una riorganizzazione
dell'Istituzione renderebbe più agevole l'evitare crisi del tipo attuale, così
come una gestione autonoma del Centro di Ricerca, secondo le direttive del
Consiglio dei Ministri.
Già nell'ambito del
Trattato di Roma esistono indicazioni per organismi comunitari autonomi quali
l'"Impresa Comune".
L'impasse di oggi è
provocato dalla impossibilità di trovare un accordo unanime su un programma
comune.
Altre soluzioni
possono essere prospettate, pur rispettando sempre la caratteristica di un
lavoro comunitario:
a)
Le linee d'azione possono essere stabilite su programmi complementari
che abbiano l'accordo di un certo numero di paesi, rendendo più flessibile
l'approvazione del programma stesso.
b)
L'attività del Centro di Ricerca può essere estesa a campi di ricerca,
fondamentale e applicata, non più strettamente nucleari.
c)
Le potenzialità del Centro potrebbero essere utilizzate, con obiettivi
precisi e tempi definiti, in ricerche interessanti le industrie e gli organismi
nazionali, con il relativo adeguamento delle strutture.
Le prospettive non
si escludono a vicenda ma possono essere integrate in unico quadro.
6. Richieste immediate del
personale
Il personale del
Centro di Ispra, cosciente dell'ampiezza e della gravità dei problemi da
risolvere, chiede che:
a)
sia bloccata ogni decisione di riduzione del personale e delle
attrezzature;
b)
sia approvato un bilancio provvisorio per qualche mese allo scopo di
permettere la continuazione dei lavori in corso;
c)
sia avviato lo studio e la messa a punto di nuove soddisfacenti
strutture.
IL
COMITATO DI DIFESA DI ISPRA
CD 4/68/i