Documento di informazione
(a
cura del Comitato di Difesa del Centro)
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Questo
documento è stato redatto per permettere a tutti gli agenti di avere a
disposizione dati di riferimento uniformi sulla origine, natura e situazione
attuale del Centro. Ci scusiamo per eventuali inesattezze dovute al fatto che
il documento è stato redatto in meno di 24 ore. |
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C.D. 1/68/i
(seconda versione)
1. Origine e definizione dell'EURATOM
2. Il Centro Comune di Ricerche (C.C.R.)
3. Origine dello Stabilimento di Ispra del C.C.R.
4. Lo sviluppo del Centro di Ispra
5. La Scuola Europea di Varese
6. Crisi dell'EURATOM e del C.C.R.
1. Origine e definizione dell'EURATOM
1.1 L'EURATOM o Comunità
Europea dell'Energia Atomica è nata con il Trattato di Roma nel 1957, stipulato
tra Italia, Germania, Belgio, Olanda, Francia, Lussemburgo.
"La Comunità ha
il compito di contribuire, creando le premesse necessarie per la formazione ed
il rapido incremento delle industrie nucleari, all'elevazione del tenore di
vita negli stati membri e allo sviluppo degli scambi con gli altri paesi"
(art. 1 del Trattato).
Per l'Assolvimento
dei suoi compiti la Comunità deve (art. 2):
a) sviluppare le
ricerche e assicurare la diffusione delle cognizioni,
b) stabilire norme
di sicurezza uniformi,
c) agevolare gli
investimenti nel settore nucleare,
d) curare
l'approvvigionamento dei combustibili nucleari,
e) garantire la
destinazione prevista per le materie nucleari,
f) esercitare il
diritto di proprietà sulle materie fissili speciali,
g) assicurare un
mercato comune dei materiali e delle attrezzature speciali,
h) stabilire
collegamenti con gli altri paesi e le organizzazioni internazionali per
promuovere il
progresso nell'utilizzazione
pacifica dell'energia atomica.
Gli organi
istituzioni della Comunità sono:
L'Assemblea, detta anche
Parlamento Europeo, composta da delegati dei Parlamenti degli Stati membri, con
funzioni esclusivamente consultive.
Il Consiglio, detto anche
Consiglio dei Ministri, composto da 6 rappresentanti dei governi degli Stati
membri, con funzioni deliberative ed esecutive.
La Commissione è l'organo
esecutivo nell'ambito delle deliberazioni del Consiglio. In particolare alla
Commissione spetta proporre al Consiglio i programmi di ricerche e
d'insegnamento e la gestione del C.C.R. e l'Amministrazione del Personale. A
seguito del Trattato di fusione degli esecutivi delle tre Comunità europee
(EURATOM, MEC, CECA) entrato in vigore il 1° luglio 1967, è stata istituita una
Commissione unica per le tre Comunità composta di 14 membri. Un commissario è
specificatamente incaricato della ricerca tecnologica in generale e
dell'EURATOM.
La Corte di
Giustizia, organo giudiziario.
La sede della Comunità
è Bruxelles.
1.2 La Comunità europea
per l'Energia atomica è nata insieme al MEC a seguito della Conferenza di
Messina e sotto la pressione psicologica della chiusura del canale di Suez.
Il Trattato di Roma per l'EURATOM fin
dall'inizio ha trovato scarsa risonanza in Italia e Germania mentre ha
sollevato controversie in Francia.
Ad esempio si vedano le
dichiarazioni dell'alto commissario del Commissariat à l'Energie Atomique M.
Perrin, francese, all'Assemblea Nazionale francese il 6 luglio 1956:
"L'Unione europea, per
essere produttiva, non deve inglobare i programmi nazionali in una eccessiva
centralizzazione con il rischio di soffocare i più avanzati, in particolare il
programma francese, ma deve sostenere questi programmi nazionali, restando
intese che ogni informazione deve essere scambiata pur conservando ciascun
paese la propria autonomia e la propria possibilità di iniziativa nei propri
programmi".
2. IL CENTRO COMUNE DI
RICERCHE (C.C.R.)
2.1
Nell'ambito del capitolo I del Trattato di Roma,
art. 8, è detto: "La Commissione istituisce un Centro Comune di Ricerche
Nucleari" con le seguenti funzioni:
a) assicurare l'esecuzione dei programmi di ricerche
assegnatigli dalla Commissione
b) stabilire una terminologia nucleare comune e degli
standard nucleari
c) organizzare un
ufficio centrale di misure nucleari.
Le attività del Centro
possono essere svolte in Stabilimenti distinti.
Nel quadro dei compiti del
Centro è anche la creazione di scuole per la formazione di specialisti e di un
istituto di livello universitario (art. 9).
Il funzionamento del Centro
è previsto nell'ambito del programma di ricerca e di insegnamento della
Comunità. Il programma deve essere deliberato all'unanimità dal Consiglio su
proposta della Commissione (art. 7).
2.2 Al
30.9.68 il Centro Comune risulta suddiviso in 4 Stabilimenti:
Ispra (Italia) : 1609 agenti (di cui 434 laureati e 584 con
diploma di scuola secondaria superiore)
Petten (Olanda) : 205
agenti
Karlsruhe (Germania) : 216
agenti
Geel (Belgio) : 166
agenti
per un totale di 2196 agenti.
Il numero totale di agenti a carico del bilancio dei programmi di
ricerca e insegnamento (concernente l'attività del C.C.R. e di altro personale
tecnico e amministrativo) + di 2727.
Al numero totale di agenti sopra indicato è da aggiungere il personale
a vario titolo impiegato negli stabilimenti oltre l'organico ufficiale, che,
soltanto per lo stabilimento di Ispra, ammonta a circa 400 unità.
Per dare idea delle spese di funzionamento (investimenti quindi
esclusi) del C.C.R., si segnala che queste ammontarono nel 1967 a circa 30
milioni U.C. (1).
3. ORIGINE DELLO STABILIMENTO DI ISPRA DEL C.C.R.
Nel 1959 la Commissione
dell'EURATOM negoziò con il governo italiano la cessione del Centro italiano di
Ispra del C.N.R.N. per costituire il primo e più importante Stabilimento del
C.C.R.
L'accordo, firmato il 22
luglio 1959 e ratificato dal Parlamento italiano con un anno di ritardo il 1°
agosto 1960 (legge 906), prevedeva la cessione da parte del governo italiano
dell'area e delle installazioni di Ispra in affitto simbolico per 99 anni.
Il governo italiano si
impegnava a completare le installazioni già esistenti (e valutate a circa 6
milioni di U.C.) fino ad un ammontare complessivo di 15 milioni U.C..
Si impegnava inoltre a
fornire abitazioni sufficienti al personale, previsto alla fine del primo
triennio di circa 1500 unità.
A sua volta la Commissione
si impegnava ad investire entro il 1962 una somma di circa 25 milioni U.C. e di
spendere altri 16 milioni U.C. per il funzionamento.
L'accordo prevedeva
specificatamente che il Centro di Ispra avesse competenza generale e in
particolare sviluppasse le seguenti attività:
a)
Fisica dei neutroni, fisica dello stato solido,
calcolo dei reattori, metallurgia, a continuazione dell'attività già svolta dal
CNEN.
b)
Informazione e documentazione, insegnamento
specializzato, tecnologia dei reattori di potenza, ricerca di base, ad
iniziativa dell'EURATOM.
Secondo le modalità
dell'accordo il Centro di Ispra passò totalmente sotto la direzione e
l'amministrazione della Commissione dell'EURATOM alla data del 1° marzo 1961,
ad esclusione del reattore Ispra 1, che fino al 1° marzo 1963 fu gestito dal
CNEN.
4. LO SVILUPPO DEL CENTRO DI ISPRA
Nel quadro del 1° programma
quinquennale dell'EURATOM (1958-62), su un totale di bilancio di 216 milioni di
U.C. ad Ispra sono state spese (per investimenti e personale) circa 50 milioni
di U.C..
Il 2° programma quinquennale
(1963-67) vide l'espansione del Centro con una spesa complessiva di 90 milioni
di U.C. più 60 milioni di U.C. per il progetto Orgel, su un totale di bilancio
di 425 M.U.C..
L'attività di Ispra si
svolse in questo periodo principalmente in tre direzioni:
-
Sviluppo della tecnica dei reattori di potenza,
programma centrato sul progetto Orgel (reattori ECO e ESSOR).
-
Centro Europeo per il trattamento dell'informazione
scientifica (CETIS)
-
Ricerche di base: biologia, fisica, ecc.
L'espansione si traduce
nelle seguenti cifre:
450 agenti alla fine del
1960, 1250 alla fine del 1962, 1600 alla fine del 1967.
Nel 1968 il Centro
comprende, oltre le attrezzature scientifiche classiche e un adeguato supporto
di infrastrutture, installazioni particolari come il laboratorio di scambi
termici e la "Hall" di tecnologia e grandi strumenti di ricerca come:
-
Reattore Ispra 1: potenza 5 MW
-
Reattore ECO (Esperimento Critico ORGEL): potenzia
30 MW (reattore di prova di elementi combustibili e componenti circuitali di
filiere di reattori ad acqua pesante)
-
2 grandi calcolatori elettronici IBM (un 360/65 e un
7090)
-
un laboratorio di media attività comprendente una
cella di 10.000 curie e 18 celle per prove meccaniche e fisiche da 200 curie
-
un acceleratore Wan der Graaf da 2 MW.
Il Centro comprende inoltre
laboratori bene attrezzati per ricerche di:
Metallurgia
Fisico-Chimica
Chimica convenzionale e
calda
Biologia
Conversione diretta.
Le apparecchiature sopra
indicate costituiscono il supporto sperimentale per l'attività dei gruppi di
lavoro per ricerca di base e applicata e dei gruppi di progettazione di
reattori.
Dalla sua costituzione il
Centro ha prodotto 3000 pubblicazioni esterne tecnico-scientifiche, di cui 460
nel 1967.
5. SCUOLA EUROPEA DI VARESE
La Scuola Europea di Varese
è stata creata nel 1960 al momento della cessione all'Euratom del Centro
nazionale di Ispra.
La Scuola Europea ha avuto
in seguito un notevole sviluppo, parallelamente a quello del C.C.R.-ISPRA. In
effetti, la popolazione scolastica iniziale, di circa 150 alunni, sorpassava i
1000 alunni nell'anno scolastico 1965-66, anno in cui fu completato il ciclo
secondario conducente alla maturità liceale (baccalaureato europeo). Il numero
di alunni è attualmente pari 1 1495, con un personale insegnante composto da 102
persone.
Una così forte espansione
rese rapidamente insufficiente la capacità dei locali malgrado le misure prese
per utilizzare al massimo la superficie disponibile. Una succursale della
Scuola, da costruirsi nelle vicinanze del C.C.R.-Ispra, dovrebbe aprirsi con
l'anno scolastico 1969-70 per far fronte a questa sovrapopolazione scolastica.
Come le altre Scuole
Europee, la scuola di Varese comprende le quattro sezioni linguistiche
corrispondenti alle quattro lingue della Comunità (francese, italiano, olandese,
tedesco).
La ripartizione dei 1495
alunni per nazionalità è la seguente:
Belgi 13% - francesi 19% -
olandesi 11% - tedeschi 21% - italiani 34% - altre nazionalità 2,5%.
Il programma della Scuola
comprende il ciclo completo di studi dalla scuola materna e la scuola
elementare (5 anni) fino alle quattro sezioni della scuola secondaria (7 anni
con le sezioni moderna, latino-greco, latino-matematica, latino-lingue).
Allo scopo di suscitare uno
sviluppo armonioso dello spirito comunitario tra gli alunni dei diversi gruppi
linguistici, una attenzione particolare è rivolta all'insegnamento delle lingue
già nei primi anni della scuola elementare. D'altra parte, per favorire
l'integrazione della scuola nell'ambiente locale, una certa percentuale di
alunni "non comunitari" ha potuto essere mantenuta nonostante
l'esiguità dei locali a disposizione (20% nell'attuale anno scolastico).
Un'associazione di genitori
di alunni costituisce il legame tra la scuola ed i genitori. Questa
associazione organizza tra l'altro il servizio di trasporto degli alunni alla
scuola, nella zona molto vasta di residenza delle famiglie, così come attività
parascolastiche molto seguite (sportive, ricreative, ecc.).
Il compito della Scuola
Europea nella funzione dell'ideale comunitario europeo deve considerarsi come
essenziale soprattutto per il fatto che la sua influenza si esercita su
generazioni giovani, che crescono grazie alla scuola in un ambiente in cui si
ritrovano le diverse mentalità nazionali in uno spirito di comprensione e di
reciproca stima.
6. CRISI DELL'EURATOM E DEL C.C.R.
6.1 A
livello dei programmi una crisi manifesta comincia a delinearsi nell'ottobre
1963 alla
votazione del
bilancio previsionale per il 1964.
D'altra parte segni di
inquietudine erano già stati manifestati da alcuni Stati membri nel 1960.
Nel 1964 i vari governi presentano dei memorandum per definire la
propria posizione sulla "rivalutazione degli obiettivi comunitari nel
settore dell'energia nucleare".
Le posizioni dei
vari governi si rivelano divergenti per cui non è possibile raggiungere un
accordo unanime.
Le divergenze
impediscono di formulare un 3° piano quinquennale alla scadenza del 2° nel
dicembre 1967.
L'8.12.67 il
Consiglio si limita a fissare un bilancio transitorio per il solo 1968 di 41,7
milioni di U.C. contro 82 milioni di U.C. proposti dalla Commissione.
Nella stessa
occasione il Consiglio fissa le grandi linee per l'attività futura
dell'EURATOM:
1.
programma comune ("che deve essere il più ampio
possibile")
2.
programmi complementari (ai quali "nei casi in
cui non si possa raggiungere l'unanimità partecipano solo gli Stati membri
interessati ad un accordo speciale").
Nella stessa data il Consiglio si impegna a prendere una decisione sul
programma futuro, in collaborazione con la commissione, prima del 30.6.68.
Nella parte
riguardante il programma comune il Consiglio introduce esplicitamente
"nella misura in cui la possibilità esiste sul piano giuridico" la
eventualità di ricerche su attività non nucleari ed in particolare nei settori
menzionati nella risoluzione del Consiglio del 31-12-67 (rapporto Maréchal).
6.2 La risoluzione del Consiglio citata si
riferisce alla richiesta fatta dal Consiglio stesso ad esperti nazionali e alla
Commissione di presentare proposte di collaborazione nei seguenti campi di
ricerca tecnologica considerati prioritari in Europa sulla base di un rapporto
redatto da un gruppo di lavoro presieduto dal francese Sig. Maréchal:
metallurgia
informatica
nuovi mezzi di trasporto
meteorologia
oceanografia
deterioramento dell'ambiente
telecomunicazioni
Relazioni degli
esperti vengono preparate per il 31 gennaio 1968, ma non sono esaminate per
divergenze fra gli Stati membri sulla partecipazione della Gran Bretagna alle
discussioni.
6.3 L'approvazione definitiva
da parte del Consiglio del bilancio per l'anno 1968 avviene il 29.2.68 senza
alcuna modifica rispetto a quanto stabilito nella sessione dell'8.12.67
nonostante il parere del Parlamento europeo favorevole allo stanziamento di 82
milioni U.C.. Il 21.3.68 la Commissione presenta una
proposta di programma per il terzo piano quinquennale per un totale di 1,8
miliardi di U.C., di cui 300 milioni per il C.C.R.. La
proposta viene rifiutata dai rappresentanti degli Stati membri.
6.4 Dato che il Consiglio entro la data prevista del 30.6.68 non ha
indicato le linee direttive per l'attività futura, la Commissione, in base a
quanto disposto nel Trattato di Roma, propone nel settembre '68 al Consiglio
una seconda proposta per il terzo piano quinquennale.
Su un bilancio
preventivo globale di 454 milioni di U.C. è prevista per il C.C.R. – Ispra la
somma di 173 milioni di U.C..
A causa di varie
difficoltà, la Commissione stessa chiede di rinviare la seduta del Consiglio
per la discussione di tale programma dal 14 ottobre al 28 novembre 1968.
Questa proposta di
programma per l'EURATOM viene sottoposta ai rappresentanti permanenti il 9
ottobre assieme ad un libro bianco sulla politica nucleare della Comunità e ad
un bilancio preventivo per il 1969.
6.5 Riunione del Consiglio dei Ministri del 28 novembre 1968
Il Consiglio annuncia che
non si è potuto trovare un accordo unanime su una frazione accettabile dei
punti del programma proposto dalla Commissione e quindi rinvia la decisione ad
una ulteriore riunione prevista per il 20-21 dicembre. Con la stessa
risoluzione il Consiglio incarica un Comitato di alti funzionari di definire un
programma secondo i seguenti criteri:
1.
proporre un programma comune ("il più vasto
possibile")
2.
esaminare il caso di programmi complementari
3.
dare una opinione sulle possibilità di riconversione
parziale del Centro su altri settori tecnologici indicati sul rapporto
Maréchal.
La proposta del Ministro
tedesco Sig. Stoltenberg che prevede in ogni caso lo status quo fino al 30.6.69
viene respinta.
6.6 Alla crisi nell'ambito delle istituzioni comunitarie si ricollega
la circostanza che all'interno del C.C.R.-Ispra dal 1968 ad oggi i Direttori si
sono succeduti con incarico ad interim.
La situazione di crisi che
si è maturata dal 1963 in poi ha visto sollevate aspre polemiche fra gli Stati
membri sui punti seguenti:
a)
ripartizione delle somme passate ai paesi membri per
contratti e associazioni EURATOM (giusto ritorno)
b)
concorrenza del progetto ORGEL con altri progetti di
reattori ad acqua pesante sviluppati nell'ambito di programmi nazionali dei
paesi membri
c)
alternativa di affidare al C.C.R. ricerche di base o
ricerche applicate con obiettivi quasi industriali.
Occorre notare che in
parallelo alla crisi dell'EURATOM si è avuta negli anni 1963-65 una crisi
dell'organismo nucleare italiano CNEN e nel 1965-68 una crisi nell'organismo
nucleare francese CEA.
6.7 Risoluzione del Consiglio dei Ministri del 20-21 dicembre '68.
Attività futura
dell'EURATOM:
1. Il Consiglio
- decide un
programma di ricerche e di insegnamento composto di un programma comune e di
programmi complementari della durata di un anno a partire dal 1 gennaio 1969
- stabilirà entro il 1 luglio 1969 nuovi
programmi pluri-annuali di ricerche e di insegnamento
-
esaminerà entro il 1 luglio 1969 i criteri ed i principi per arrivare ad una
politica industriale coordinata in campo nucleare
-
determinerà le nuove attività effettuabili nel Centro Comune di Ricerche e
deciderà le modalità della loro esecuzione, secondo lo spirito della
risoluzione del 31 ottobre 1967, completata da quella del 10 dicembre 1968
concernente la cooperazione in materia tecnologica e nello spirito della
risoluzione dell'8 dicembre 1967 sulle attività future dell'Euratom
2. Il Consiglio conferma che l'impiego del
personale comunitario in servizio, incaricato dell'esecuzione dei programmi
complementari, non modificherà gli obblighi giuridici della Comunità nei suoi
riguardi
3. Nel bilancio che renderà effettivo il
programma per il 1969, i crediti che dovranno coprire le spese del secondo
semestre 1969, saranno provvisoriamente bloccati in attesa dei risultati degli
studi richiesti dal Consiglio al punto 1.