In seguito alle azioni di informazione alla stampa sulle situazione critica che si prospetta per il Centro “atomico” (l’aggettivo attira l’attenzione), cominciano ad apparire servizi e commenti sui quotidiani italiani, e poi europei.

In particolare, era stata organizzata una conferenza stampa immediatamente dopo l’assemblea generale del 25 novembre 1968, tenuta al cinema Roma di Angera. Ecco alcuni titoli :

 

-  ISPRA – Scioperano i dipendenti dell’Euratom – Forse il Centro dovrà essere soppresso.

      La sorte dei dipendenti legata al calcolatore elettronico che potrebbe essere smontato e

      trasferito altrove.

                                                            La Prealpina                                                    26  novembre  68

 

- Ad Ispra – Sciopero ( 4 giorni ) al Centro atomico !

                                                                                                                                 26 novembre  68

 

-  Minaccia di chiusura per il Centro nucleare -  Ispra : Euratom in crisi

I ministri della comunità europea non si decidono ad approvare i programmi di ricerca a lungo termine -

Il perdurare dell’inattività sarebbe la fine di questo organismo scientifico : e forse qualcuno ha interesse

che ciò avvenga – In agitazione i duemila dipendenti

“Si parla sovente del divario tecnologico esistente fra gli Stati Uniti e i paesi europei:

si mette spesso dolorosamente l’accento sulla fuga oltre Atlantico di cervelli.

………. Il divario tecnologico lo si può colmare unendo le energie, i cervelli di questa vecchia Europa che, forse per condizioni culturali o per altri fattori, continua a sfornare intelligenze di prima grandezza.

Ma i discorsi, le discussioni, rimangono soltanto sul piano delle parole.

L’istituzione della comunità europea, il patto di Roma, sono stati, per gli europei che si sentono europei,

la grande speranza di un continente finalmente unito, unito da un punto di vista economico, politico, scientifico,

la speranza di un rilancio di questo vecchio continente, culla della civiltà, verso una leadership mondiale.

Ma la verità è che la parola Europa sta sempre più perdendo potere. Quante difficoltà, quanti problemi bisogna risolvere, di giorno in giorno, persino al livello più basso dell’unione fra sei Stati. L’unione politica diventa sempre più una chimera con il risvegliarsi dei nazionalismi; l’unione delle energie scientifiche, che aveva trovato un primo punto di saldatura nell’Euratom, rischia si sfaldarsi, sacrificata, appunto, ai nuovi fermenti nazionalistici, alla mancanza di una volontà politica di fare l’Europa unita. ……………………….

Il Centro di ricerche di Ispra, che nell’ambito dell’Euratom è lo stabilimento più consistente

 (ve ne sono altri a Karlsruhe, Petten, Geel) con i suoi duemila dipendenti  fra scienziati e tecnici altamente specializzati,

sta per essere messo nella impossibilità di sopravvivere .”

                                                                  Corriere della Sera  B.L.                    27 novembre 68

 

- Temono che il Centro venga smantellato – Duemila tecnici in sciopero a Ispra

      Una recente decisione francese rende impossibile la continuazione delle ricerche scientifiche - Chiesto

      l’intervento dell’on. Andreotti presso la Comunità europea.

“…gli scienziati di Ispra stanno per perdere gran parte del loro potenziale, che permetteva studi e

ricerche a livello delle Nazioni più progredite. A Ispra infatti il 28 prossimo scade il noleggio dell’IBM, il più grande calcolatore elettronico esistente in Europa. Questo perché nel Consiglio dei Ministri della Comunità

la Francia ha detto no al rinnovo del noleggio del grande calcolatore, fatto che si traduce in pratica

nello smantellamento del centro atomico.”

                                                                  La Stampa                 v.m.                    27 novembre 68

 

- Angera – Tutto fermo al Centro Euratom

      E’ cominciato ieri lo sciopero dei duemila dipendenti – L’agitazione proseguirà fino a venerdì

      …..Sciopero bianco, con eccezione per giovedì, quando …una folta delegazione, composta di tecnici, marcerà simbolicamente su Varese per una grande dimostrazione. …  alle 18,30 una delegazione, composta da un gruppo di lavoro  del Comitato di agitazione, ha illustrato alla stampa la situazione.

…………Il problema è quindi grave, ma bisogna ricordare che oltre al pericolo della soppressione del grande calcolatore elettronico americano, v’è l’immobilismo politico del Consiglio della Comunità, che a tutt’oggi non ha ancora fissato un programma per la futura attività del centro,

 neppure un programma a scadenza limitata.”

                                                                                                      Vittorio Mambretti        27 novembre 68

- Lo sciopero dei dipendenti Euratom – SOS da Ispra per le sorti del centro atomico

      Nella foto : Dipendenti dell’Euratom con cartelli di protesta

      Una delegazione porterà a Bruxelles una lettera documento

                                                                  Il Giorno                     Manlio Mariani      27 novembre 68

 

 

 

      Tutti gli articoli pubblicati dalla stampa  riportano gli elementi principali di quanto detto, a nome di tutti i ricercatori, dai rappresentanti di un gruppo di lavoro del comitato di agitazione, Franco Lanza, con Pierre Guillot, Arno Klose, Giampaolo Casini, Riccardo Monterosso :

 

“ … Il nostro sogno di creare qui una prima, vitale, cellula europea, rischia di finire sugli scogli delle piccole tattiche nazionali. Siamo venuti a costituire un organismo di studio interdisciplinare e supernazionale,, cioè quanto di più aperto al progresso e agli ideali di pace. Abbiamo mescolato i nostri linguaggi, mandato i figli alle stesse scuole. Il centro di Ispra è stato la prima realizzazione concreta dell’Europa unita. Ora lo vediamo minacciato da una chiara volontà politica negativa.”

….. “Alla fine del mese di novembre scade il contratto di noleggio della calcolatrice IBM 360-65, che è la base di tutto il nostro lavoro. Per rinnovare il contratto ci voleva il voto unanime di tutti i paesi comunitari. Uno, la Francia, ha detto di no. Non è questione di denaro. E’ chiaro che si tratta di un atteggiamento politico.

Ci sono altri segni di questa volontà negativa. Il secondo piano quinquennale dell’Euratom si è concluso con l’anno 1967. Il 1968 è stato considerato un anno di transizione per permettere l’elaborazione di un piano pluriennale. Ora, dopo molti rinvii, arriviamo alla riunione del 28 novembre del Consiglio dei ministri, dove è molto probabile che non venga raggiunto un accordo perché manca una volontà politica di ricerca comune. >Inutile gridare sul divario tecnologico tra i giganti URSS e USA e l’Europa, se poi si butta via il potenziale umano dell’Euratom. Mentre in Europa cominciano a formarsi delle concentrazioni multinazionali di industria, si vuole liquidare un promettente laboratorio multinazionale di ricerca ?

In un altro articolo si legge : “ .. L’Euratom nel suo campo, in appena dieci anni, ha fatto cose notevoli. Questa attività, probabilmente, ha finito per “impensierire” altri centri di ricerche nazionali nell’ambito dei vari paesi europei?

… Oggi si sta probabilmente tentando di silurare una organizzazione scientifica che non lavora per questo o quel paese, ma per l’Europa, l’Europa unita. “

 

 

- Riuniti i ministri del MEC

Si decide oggi a Bruxelles il futuro dell’Euratom

      “ … i ministri del MEC dovranno discutere il progetto di programma pluriennale di ricerca preparato dai

dirigenti della comunità, che solleva numerose obiezioni si fondo da parte di diverse delegazioni.

I ministri dovranno pure esaminare la questione del ridimensionamento dei quattro centri di ricerche della

comunità europea, il più importante dei quali è situato ad Ispra, sul lago Maggiore. ….”

                                                                  Corriere della Sera  G.F.B.                28 novembre 68

 

- Perché scioperano duemila scienziati e tecnici -

               Il Centro atomico di Ispra è minacciato di smantellamento

Questa la realtà che si intravede dietro le difficoltà attuali : rinuncia a un calcolatore elettronico indispensabile e mancata enunciazione del nuovo programma – Attesa per la decisione dei ministri

riuniti oggi a Bruxelles – La Francia manterrà il suo atteggiamento negativo ?

A lato della presa di posizione ufficiale del documento inviato ai ministri, si fanno altre osservazioni.

Nel momento in cui le industrie, sul piano europeo e mondiale, si consorziano o si uniscono per

coordinare le ricerche su scala sempre più grande, i sei paesi del Mec lasciano deteriorare gli strumenti unitari che già esistono. Il danno ricade su tutti i settori…. Un ultimo dato . nel ’68 gli stanziamenti per i

Centri di ricerca dell’Euratom hanno rappresentato il 2 per cento degli stanziamenti generali della Comunità. Quando a Ispra si citano queste cifre si intende sottolineare che l’aspetto più grave non è quello finanziario ma  “ la mancanza di una volontà politica di ricerca comune “.

                                                                  La Stampa                 Sergio Devecchi          28 novembre 68

 

 

.- ALLARME : l’ Europa sta rinunciando all’energia nucleare!

      Stamane in piazza della Repubblica una civile manifestazione di protesta

MARCIA “ATOMICA” PER ISPRA

Foto : due aspetti della manifestazione di stamane. Al microfono il sindaco di Angera, Carlo Soldani

“ …….  Stamane centinaia di automobili e molti pulman hanno portato a Varese, per una pacifica dimostrazione in piazza della Repubblica, i dipendenti dell’Euratom di Ispra, i loro familiari,

gli esponenti e dipendenti della Scuola Europea e anche alcune personalità della zona.” 

                                                                  La Notte – Ultima edizione                28 novembre 68

 

-  Protesta per salvare l’Euratom a Ispra

Manifestazione di 1200 dipendenti del Centro atomico contro la riduzione dell’attività

(2 colonne, 36 righe)                                                                                             29 novembre 68

 

 

- Preoccupazioni a Bruxelles – Clamorosa protesta a Varese per Ispra

BRUXELLES : in pericolo i programmi nucleari

“ Marcia atomica “

“ Il Consiglio dei ministri della Comunità Europea si è riunito oggi a Bruxelles, sotto la presidenza del

ministro italiano dell’Industria, Giulio Andreotti, per un’azione di salvataggio del programma comunitario

di ricerche nucleari. La commissione esecutiva della CEE ha presentato al consiglio dei ministri un chiaro avvertimento, nel quale si dice apertamente che i sei paesi debbono cooperare nella ricerca scientifica e nucleare se non vogliono diventare tributari di altri Paesi in questi settori. Sono ormai anni che la Comunità Europea segna il passo in fatto di energia nucleare.

Se i sei dovessero continuare a non trovare accordo sulle attività future della Comunità per l’energia atomica (Euratom), potrebbero abbandonare la speranza di competere con successo nella produzione e nella vendita delle grandi centrali elettronucleari.” 

                                                                                                                                 29 novembre 68

 

- da Bruxelles                                                                              

Dai sei paesi del MEC

Rinviata ogni decisione per l’Euratom a Bruxelles

La Francia ne ha chiesto, in pratica, lo smantellamento        M.G.

“ …… stasera la crisi risulta aggravata dalle dichiarazioni pronunciate durante la riunione dal

ministro francese della ricerca scientifica e dei problemi atomici , Robert Galley. Egli ha proposto infatti di ridurre in maniera drastica il personale scientifico dell’Euratom. …… Secondo la delegazione francese,

i 1700 tecnici che lavorano attualmente a Ispra dovrebbero essere ridotti a quattrocento. ……

Nel suo intervento Galley ha sostenuto che è necessario procedere ad una revisione draconiana degli

obiettivi dell’Euratom. Secondo il governo di Parigi, solo il trentacinque per cento delle attività di ricerca

condotte dall’Euratom ha una giustificazione scientifica o economica.

Le altre delegazioni hanno tentato di confutare le tesi francesi, ma con scarso successo :

i francesi sono rimasti infatti irremovibili. “  

- da Varese

La sorte del Centro Euratom

Dimostrazione a Varese dei ricercatori di Ispra

Hanno protestato per la crisi dell’organismo scientifico comunitario – Sciopero anche oggi

                                                                                                      G.F.B.               

                                                                  Corriere della sera                              29 novembre 68

 

- da Bruxelles

Disaccordo a Bruxelles

Per l’ “Europa nucleare“ ancora tutto rinviato

Foto : Assemblea in piazza a Varese di scienziati, tecnici e giovani segretarie del

Centro atomico di Ispra.

                                                                      La Stampa             s.d.                     29 novembre 68

 

 

- Scioperano perché non sia chiuso il Centro di Ispra

I 2000 scienziati dell’Euratom manifestano per le vie di Varese

Al comizio hanno parlato tecnici italiani, tedeschi, francesi – Ai ministri della Comunità Europea riuniti a

Bruxelles, chiedono : stanziamenti provvisori per proseguire il lavoro del Centro; il mantenimento degli strumenti essenziali di lavoro; programmi a lungo termine – Dal primo dicembre è disdetto l’affitto del

grande calcolatore elettronico Ibm : senza questo apparecchio il lavoro a Ispra è impossibile.

 
“ … Un’assemblea inconsueta dove si parlavano parecchie lingue per un fine comune.
Giovani segretarie in minigonna e pensosi uomini di scienza portavano con disinvoltura
i cartelli della protesta : “Ministres, calculez vos décisions” ….  Operatori della televisione italiana e svizzera e fotografi seguivano quest’assemblea formata da francesi, tedeschi, italiani, belgi olandesi e lussemburghesi nel nome dell’Europa. Trattandosi di un pubblico abituato al rigore scientifico e alla precisione delle formule matematiche, il comizio è cominciato puntualmente alle 10. Gli applausi però avevano un calore e una intensità “latini”. Traducevano uno stato d’animo espresso da un oratore con una sintesi :  < Ai nostri figli che frequentano la Scuola Europea di Varese cosa potremmo dire se il Centro di Ispra muore? Dovremmo forse dire :  Tuo padre ha creduto a sogni illusori buttando 5 o 10 anni della sua vita e del suo lavoro in un organismo fantomatico che ora sfugge e si disgrega. Vantiamo un credito verso l’ideale europeo. Chiediamo che sia rispettato. Hanno aderito alla manifestazione autorità ed enti di Varese : il prefetto, il presidente della Provincia, il sindaco, il presidente della Camera di Commercio. …. “    
                                  
                                                           La Stampa    Sergio Devecchi      29 novembre 68

 

 

- da Ispra

In sciopero anche oggi e domani i dipendenti dell’Euratom

(1 colonna, 26 righe)

- da Roma

Conferma il sottosegretario Pedini

Rinnovato impegno per “ salvare Ispra “

Si cercherà di indirizzare l’attività oltre la ricerca nel campo nucleare

(3 colonne, 184 righe )                               La Prealpina                                                30 novembre 68

 

 

- Ispra

Il Centro Euratom deve sopravvivere

Le proposte riduzioni del personale costituiscono una aperta violazione dell’accordo del 22 luglio 1959.

Foto Il reattore “Essor”

 

“ L’Allegato “D” all’accordo del 22 luglio 1959 fra l’Italia e la Commissione dell’Euratom prevede espressamente che <il personale dell’Euratom presso il Centro comune di Ispra> deve essere di

almeno 1500 unità alla fine del 1962, non comprendendo in esse il personale di servizio e quello ausiliario.”

 

(3 colonne, 186 righe)                  La Prealpina                                                 1 dicembre 68

 

              

 

 

- L’accordo fra Inghilterra, Olanda e Germania

Uranio per l’Europa

L’intesa fra due paesi della Comunità e la Gran Bretagna per l’arricchimento del combustibile nucleare col

metodo della centrifugazione può essere il biglietto d’ingresso di Londra in una comunità tecnologica

europea – Forse è il colpo di grazia per l’Euratom.

“Non è facile capire come sono andate esattamente le cose e ancora meno prevedere che cosa accadrà.

La notizia di eccezionale interesse che questo giornale ha pubblicato la scorsa settimana dice solo che Gran Bretagna, Olanda e Germania federale hanno deciso di mettere in comune le loro conoscenze in materia di arricchimento dell’uranio col metodo della “centrifugazione” : ma un anticipo di tutto questo fu dato ancor prima, e nel pieno di una riunione dell’Euratom, dal rappresentante tedesco: e suscitò l’ira dei francesi, anzi la loro <furia>, come ebbe a scrivere il Financial Times. E’ < un’iniziativa – scrisse poi la Herald Tribune – capace, se andrà in porto, di modificare l’attuale equilibrio politico e tecnologico nel mondo nucleare …..

L’intesa ora intervenuta tra i tre paesi (Germania, Olanda e Gran Bretagna) è un colpo di scena, benché non fosse fuori dalle ragionevoli previsioni. ……………

Ma ci sono altre circostanze di cui va tenuto conto. L’Olanda aveva fino a ora rifiutato di impegnarsi nel campo della collaborazione tecnologica ( commissione Marechal ) tra i sei, se questa non fosse stata aperta anche a paesi terzi, e soprattutto all’Inghilterra. ….

Circa due settimane fa l’ex-ministro degli esteri britannico, George Brown, era venuto a Roma, prima tappa di un suo giro nell’Europa dei sei. Ai nostri uomini politici aveva fatto questo discorso : il trattato di Roma non impegna i paesi contraenti su tutti i settori dove si può realizzare l’integrazione europea. Ne restano fuori per esempio la difesa, la finanza, la tecnologia. Non vogliamo provare a rilanciare l’Europa in uno di questi settori? Così ieri Brown: e ora la notizia dell’intesa tra due paesi della comunità – Germania federale e Olanda – e la Gran Bretagna, e in uno dei settori proprio indicati da Brown, quello tecnologico. Si deve pensare che la Gran Bretagna abbia cominciato a realizzare il suo programma? Se così è, si tratta ad ogni modo di una piccola, benché potente Europa, quella che si avvia a costruire; certo più piccola di quella che aveva messo tante ambizioni nell’Euratom. E chiaro che se i tre paesi decideranno la realizzazione dell’impianto a centrifugazione l’Euratom sarà dispensato dal provvedere a quello a <diffusione>.

Sarà il colpo di grazia per questa comunità in crisi da tanto tempo.”

 

(4 colonne, 280 righe)                                                               Silvano Villani dicembre 68

 

 

- Le ambizioni della Francia all’origine della crisi nucleare

“Force de frappe” e “grandeur” sulla pelle dell’Euratom

Foto Tecnici controllano un’apparecchiatura di un reattore nucleare di ricerca

“ <A che pro, quando il danaro scarseggia, continuare a sostenere un peso morto?>. Con queste

parole crude, l’editoriale di Le Monde del 30 novembre scorso commentava la presa di posizione francese

al Consiglio dei Ministri della Comunità Europea da M. Galley.  …. 

L’atteggiamento francese può sorprendere, a prima vista chi si riferisca unicamente alle polemiche

divampate un anno fa sul predominio francese in fatto di aggiudicazione di contratti di ricerca da parte

dell’Euratom; ….  Nel settore nucleare francese, malgrado ottime realizzazioni e pur disponendo di attrezzature e di una competenza di prim’ordine, la Francia sta attraversando una crisi non meno grave di quella che affligge l’Euratom. Partita prestissimo nella gara per le applicazioni industriali della energia nucleare, la Francia disponeva già, all’atto della costituzione dell’Euratom, di centri di ricerca assai ben dotati e aveva definito un programma nazionale di vaste proporzioni. ….. il Commissariat à l’Energie Atomique ha varato imponenti programmi di ricerca e sviluppo, cui si sono affiancati i dispendiosi programmi militari per la realizzazione della “force de frappe”. Il bilancio del CEA per il 1968 prevedeva una spesa di

2,34 miliardi di franchi per i programmi civili e di 2,41 miliardi di franche per i programmi militari.

Sin dall’inizio, quindi, l’Euratom è stata considerata un’istituzione alla quale chiedere

un’integrazione dello sforzo di ricerca, …..  Lo stesso sostegno francese al programma ORGEL era essenzialmente motivato dalla complementarietà di questo programma con quello sviluppato in Francia.

L’orizzonte nucleare francese si è poi notevolmente incupito negli ultimi tempi, per le delusioni registrate con le centrali a grafite, che , pur funzionando egregiamente, continuano a costar troppo, e per via della

battuta d’arresto imposta al programma di sviluppo dei reattori ad acqua pesante, allorché si è dovuto

ripiegare sull’uso di uranio arricchito per realizzare il prototipo EL-4. Si è giunti così alla decisione di concentrare sull’obiettivo a lungo termine la maggior parte degli sforzi, intensificando invece la

collaborazione con il Canada nel settore dei convertitori avanzati, mentre per la realizzazione delle

prossime centrali si parla della costituzione di consorzi con partecipazione di industrie statunitensi.

Così la Francia che, al suo interno, si trova a dover fronteggiare non indifferenti problemi di

riconversione del personale di ricerca e di riassestamento dei programmi, non è certo nelle migliori condizioni per preoccuparsi della sopravvivenza e della funzionalità dell’Euratom.

C’è almeno da sperare che gli altri Stati membri, ed in particolare l’Italia, che sonnecchiava allorché si impostavano i programmi del centro Comune, che essa aveva donato, riescano ad impedire che

le competenze e le attrezzature ancora disponibili siano disperse. Esse sono ancora preziose …….       

(4 colonne, 172 righe)                                 L’Avvenire                  Filippo Accinni    8 dicembre 68

 

 

- L’impegno del governo italiano

Ispra resterà al servizio dell’Europa

La situazione – dopo il disimpegno francese – esaminata alla Farnesina dal sottosegretario Malfatti in un

Incontro con l’on. Zamberletti.

 

“ (dichiarazione dell’on. Zamberletti) : Pur essendo tenuto, per evidenti ragioni derivanti

dalla crisi di governo non ancora conclusa, ad un doveroso riserbo, posso ritenere che, se i passi del

futuro governo italiano seguiranno in materia, le linee illustratemi dal sottosegretario Malfatti, è possibile

vedere il futuro del centro di Ispra con moderato ottimismo…..”

 

PER IL CENTRO EURATOM IL CONSIGLIO PROVINCIALE VOTA UN ORDINE DEL GIORNO

“ …… Ritenendo indispensabile superare i concetti di interesse nazionale allo scopo di garantire all’Europa di assolvere utili funzioni sul piano scientifico, a tutela di un prezioso patrimonio di intelligenze e di mezzi, invita il governo italiano a operare in seno alla Comunità affinché venga garantita la conservazione e la vita

del Centro Euratom di Ispra. …. “

(3 colonne, 290 righe)

 

Interrogazione parlamentare  (Azimonti, Marchetti e Zamberletti) sulla crisi del Centro nucleare

“ …… gli interroganti chiedono se sono in corso gli studi necessari intesi a garantire la funzionalità e lo sviluppo del Centro e ciò nella ipotesi che uno degli Stati firmatari della Comunità intenda portare a termine

il suo dichiarato unilaterale disimpegno. …”

(2 colonne, 34 righe)

 

- Besozzo

Appello del Consiglio comunale per la tutela del Centro Euratom

(2 colonne, 34 righe)                             

 

                                                                  La Prealpina                                        8 dicembre 68

 

 

- Un angolo di Europa unita che si sgretola ?

In questi giorni a Bruxelles si decide il futuro di Ispra

Al vertice dell’organizzazione comunitaria si studiano misure per assicurare i finanziamenti al Centro atomico

I ministri della Cee le discuteranno la prossima settimana – presentato un “programma Andreotti” per estendere le ricerche anche ad attività non strettamente nucleari

 

“… E’ caduto in sorte ai delegati italiani di presiedere a Bruxelles le riunioni che da qualche mese debbono fronteggiare responsabilità così gravi. …

E poiché il tempo stringe, la dovuta importanza va attribuita alla

possibilità di prendere una decisione sul punto 3 del programma Andreotti circa

la estensione della opera di ricerca  nei Centri ex Euratom esistenti – in prima linea nel Centro di Ispra –

in ricerche non strettamente attinenti alla industria nucleare vera e propria,

ma anche alle attività scaturite dalle ricerche nucleari. “.

 

(4 colonne, 170 righe)                           La Stampa                 Aldo Cassuto   11 dicembre 68

 

 

- Ispra

Il futuro dell’Euratom discusso a una tavola rotonda

Hanno partecipato sindacalisti e parlamentari – Il Centro diventerà unità autonoma nella Comunità ?

Da Bruxelles la notizia che il 13 dicembre il Parlamento europeo tratterà lo scottante problema.

      Ispra, 6 dicembre  Nel salone del cinema Odeon si è tenuta oggi alle 16 l’annunciata tavola rotonda sull’attuale situazione dell’Euratom.  …. Erano presenti numerosi parlamentari e rappresentanti di partiti politici, sindaci e amministratori del Varesotto, giornalisti e la RAI-TV …..

Al tavolo della conferenza sedevano gli on. Giomo, Fermentino, Leonardi, Battistella, Pigni e Alimenti,

oltre ad Olcese in rappresentanza del prof. Zucalossi, Zeni, segretario provinciale della CISL,

Lanza come relatore e rappresentante del Centro Euratom e Bassani, vice sindaco di Ispra e

fisico del centro. Moderatore del dibattito l’ing. Volta dell’Euratom.

…… Dalle varie proposte e dai vari interventi di numerosi scienziati e tecnici del Centro

-         Casini, Blesser, King, Bertolini e Lanza – sono emerse le possibilità che ci sarebbero di salvare

il Centro e con esso ciò che rappresenta nell’attuale momento in cui la ricerca scientifica e tecnologica

trova sempre più applicazione in campo industriale. ………

Che succederà nel grande Centro Atomico di Ispra? Non lo possiamo ancora dire; dalla riunione di oggi è comunque emerso chiaramente che con i falsi nazionalismi si è già distrutto tanto in questa Europea,

e che quindi con umiltà e coscienza politica responsabile bisogna veramente

salvare l’Euratom e con essa l’Europa.”

 

                                                                  La Prealpina                                        7 dicembre 68

 

- Una positiva esperienza che minaccia di naufragare

Per Ispra e 1600 ricercatori sta per scoccare l’ora decisiva

Il Comitato di difesa sottolinea la positività dell’esperimento : in 8 anni sono usciti da Ispra 3.000 pubblicazioni e 756 brevetti; l’unica scuola europea esistente nella CEE

(4 colonne, 224 righe)                    G.B.F.

 

- La più ambiziosa impresa europea

La crisi dell’Euratom

Il MEC sta per discutere il bilancio presentato da un comitato di esperti – Se non sarà approvato,

2850 scienziati e tecnici (in maggioranza a Ispra) senza stipendio

( … La crisi dell’Euratom dura da anni, praticamente da quando è nato questo organismo

che avrebbe dovuto e potuto permettere ai sei paesi del Mec di ricuperare il ritardo

accumulatosi nel campo atomico nel confronto degli Stati Uniti e dell’Unione sovietica,

e di colmare in parte il gap tecnologico. I sei non sono mai riusciti a mettersi d’accordo seriamente

sul lavoro da affidare all’Euratom. I francesi hanno sempre preteso di continuare in proprio

certi studi sull’energia nucleare, perché volevano la “bomba”.

Gli altri paesi, di fronte all’atteggiamento della Francia, non hanno saputo reagire

E offrire valide alternative di lavoro. …. )

(3 colonne, 102 righe)                           La Stampa                 Sandro Doglio 15 dicembre 68

 

- Duemila europei vivono e lavorano insieme da 10 anni

(3 colonne, 70 righe)                                                                  s.d.v.

 

- I duemila scienziati, tecnici e operai che lavorano al centro nucleare di Ispra sono entrati in agitazione.

Foto

(15 righe)                       Sette giorni in Italia e nel mondo                                15 dicembre 68

 

              

-

 

- Duemila europei vivono e lavorano insieme da 10 anni

( … Ispra è oggi l’unica comunità formata da uomini europei che vivono insieme da 10 anni. Ci sono

397 italiani, 299 tedeschi, 245 francesi, 146 belgi, 78 olandesi, 15 lussemburghesi e

13 scienziati e tecnici di altre nazionalità. Lavorano inoltre a Ispra

840 operai specializzati di ditte italiane e personale addetto ai vari servizi.

…..  Si chiede quindi un bilancio provvisorio in attesa della messa a punto di nuove strutture e nuovi programmi per salvaguardare il futuro di questo importante nocciolo dell’Europa unita. )

 

(3 colonne, 70 righe)                              La Stampa                 s.d.v                   12 dicembre 68.

 

 

 

- I duemila scienziati, tecnici e operai che lavorano al centro nucleare di Ispra sono entrati in agitazione.

Foto

 (15 righe)                       Sette giorni in Italia e nel mondo                               15 dicembre 68

 

 

- Opposizione francese al salvataggio di Ispra

Si è raggiunto un accordo solo su programmi complementari, per i quali metà del personale attuale

risulterebbe superfluo

( ….. In seno al comitato (incaricato di formulare proposte concrete sull’avvenire del

centro di Ispra), riunitosi questa settimana a Bruxelles sotto la presidenza

del professor Carlo Salvetti, vice presidente del CNEN, si sono ripetuti i contrasti

che avevano caratterizzato la sessione ministeriale del 28 novembre.

La delegazione francese è rimasta rigidamente sulle sue posizioni, mostrandosi pressoché sorda

all’argomento che la dispersione degli scienziati e dei tecnici di Ispra, patrimonio comune di

tutta la comunità, allargherebbe il fossato tecnologico che già separa

l’industria nucleare europea da quella statunitense. …..)

(3 colonne, 76 righe)                              Corriere della sera   G.F.B.                16 dicembre  68

 

 

 

- da Bruxelles

Prolungata di un anno la vita dell’Euratom ?

Probabile un accordo di compromesso tra i Sei – Oggi a Bruxelles dimostrazione di solidarietà con i

2850 tecnici minacciati di disoccupazione.

 

“ ….  Si ritiene che sia possibile presentare ai miniostri dei sei Paesi che si riuniranno venerdì a Bruxelles un progetto di compromesso per prolungare di un anno almeno la vita dell’Euratom, … 

A Bruxelles i seimila funzionari del MEC organizzeranno una manifestazione di protesta

contro le incertezze dei sei governi e di solidarietà con i

2850 tecnici e ricercatori minacciati di disoccupazione”

(2 colonne, 34 righe)

                                                                  s.d.

- da Luino

Partiti per Bruxelles 174 tecnici di Ispra

(1 colonna, 9 righe)                               

                                                                  La Stampa                                            17 dicembre 68

 

 

 

- A Bruxelles 174 in difesa di Ispra

(2 colonne, 16 righe)                                                                                             17 dicembre 68

 

 

- A Roma e a Bonn

Contatti in corso per salvare Ispra

Una precisazione del Comitato di difesa di Ispra     (costi dello stabilimento di Ispra)

(2 colonne, 124 righe)

 

- vignetta

“L’Euratom di Ispra? Lei gira qui a destra, poi va diritto fino all’aeroporto e prende il primo volo per gli

Stati Uniti, non può sbagliare.”

 

 

 

- Ieri, dimostrazioni per le vie di Bruxelles

Si delinea per l’Euratom un magro compromesso

Venerdì la decisione, da parte dei ministri dei sei paesi, per l’organizzazione nucleare europea –

La Francia confermerebbe la riduzione dei contributi – Un migliaio di licenziamenti ?

 

Foto  Fritz Hellwig, uno dei vicepresidenti del Mec, parla ai dipendenti della “Comunità”

riuniti a Bruxelles

 

( ……  Comizio, sfilata per le vie del centro, consegna la presidente dei rappresentanti permanenti

dei sei paesi – l’italiano Bombassei – di un duro promemoria, in cui si sottolineano i rischi

di un mancato accordo.

I manifestanti hanno anche invitato organizzazioni sindacali e uomini politici a organizzare il

“primo sciopero generale europeo per l’integrazione del continente” …….

Alla dimostrazione di oggi a Bruxelles hanno partecipato sindacalisti di tutte le correnti e

uomini politici di tutti i partiti : il problema dell’Euratom  - compromesso o no – sta diventando scottante, perché è il sintomo più evidente della crisi profonda in cui si trovano le comunità, della mancanza di

volontà politica da parte dei governi, e di sfiducia nell’integrazione europea. … )

 

(4 colonne, 154 righe)                           La Stampa                 Sandro Doglio 18 dicembre 68

 

 

 

 

Oggi a Bruxelles la decisione dei ministri

L’Euratom sarà “salvato” ma con programmi ridotti

Un compromesso sull’organizzazione nucleare europea sembra ormai certo, ma non si risolveranno

i problemi di fondo – Resterebbero senza lavoro 250 dei 1700 tecnici di Ispra – Attesa una manifestazione di protesta nella capitale belga.

( … Domattina si riuniranno i ministri, che dovranno prendere l’ultima decisione :

si prevede che la seduta si protragga tardi in serata e forse anche nella giornata di sabato.

…….. una soluzione di compromesso, che non risolve il fondo del problema, ma che consente

quanto meno di non dover chiudere definitivamente l’Euratom al primo gennaio prossimo.)

 

(4 colonne, 84 righe)                     La Stampa                             Sandro Doglio                  20 dicembre 68

 

- Les difficultés de la cooperation technique européenne

Les ministres des Six étudient un programme de recherche pour l’Euratom

( ……  essayer de doter l’Euratom d’un programme commun de recherche pour les années à venir.

Il ne pourra s’agir, en tout état de cause, que d’un « mini-programme » commun, qui, méme s’il est accompagné de programmes complémentaires financés par quelques-uns des Etats membres, impliquera à peu prés forcement une réduction des effectifs employés par le centre commun de recherche. Mais, même à supposer que les Six réussisent à s’entendre sue cette base modeste, c’est la faillite de l’Euratom qui sera constatée. La France a en effet jugé opportun de mettre au grand jour une crise qui couve depuis les debuts de la Communauté atomique…….

 

Nouvelle crise à l’ELDO ?

Si la coopération nucléaire entre les Six connaît bien des difficultés,

il en est de même pour la coopération spatiale européenne.)

(2 colonne, 94 righe)                              Le Monde                                             21 décembre 68

 

- In pericolo l’avvenire delle ricerche nucleari

Riunione notturna a Bruxelles – Nulla di fatto per l’Euratom

A mezzanotte i ministri dei sei Paesi stavano ancora discutendo, su posizioni più rigide – La Francia

rifiuta di finanziare quanto non l’interessa direttamente – Crescente ansietà per il lavoro di 2850 tecnici,

1700 dei quali a Ispra.

 

( …..  I sei Paesi, che non sono d’accordo nel far lavorare appieno Euratom, non sono neppure d’accordo sul programma minimo, che consentirebbe all’organismo di sopravvivere, in attesa di tempi migliori. …

La posta in gioco oggi a Bruxelles non è tanto la ripartizione a cinque o a sei di una spesa di qualche decina di miliardi di lire: al di là delle ricerche di Euratom e delle percentuali di bilancio

-         oltre al problema delle sorti di 2850 scienziati e ricercatori, di cui 1700 a Ispra –

-         l’avvenire “nucleare” del nostro continente: )

(4 colonne, 148 righe)                                      La Stampa      Sandro Doglio                        21 dicembre 68

 

Après une journée entière de discussions

En séance de nuit, les « Six » sauveront-ils Euratom ?

Un vague espoir . la Communauté atomique pourrait trouver une nouvelle vie dans le cadre d’une

coopération technologique plus large.

(Vendredi, à 19 h 30, les ministres responsables des Affaires scientifiques de la Communauté européenne, qui siégeaient depuis 17 h en séance restreinte pour tenter de dénouer la crise d’Euratom, décidaient d’interrompre leurs travaux jusq’à 21 h 30. le conseil des Six était réuni depuis le matin.

LA CRISE D’EURATOM -

(….M. Jean Rey, au début de la séance d’après-midi, avait fermement déclaré que la Commission refuserait de licencier un seul membre du Centre commun de recherche, si

le Conseil n’arrêtait qu’un programme annuel. …

L’essentiel, faisait-on remarquer du coté de la Commission, n’est pas de sauver l’Euratom pour lui-même,

mais de préserver un outil inestimable en attendant les développements futurs

de la coopération technologiques européenne. …..)  

Photo : Voici, au Conseil des ministres de l’Euratom, M. Theo Lefèvre , ministre da la Politique et de la

Programmation scientifique, en conversation avec son collègue français, M. Robert Galley.

 

(3+3 colonne, 310 righe)                       LE SOIR                    Francis Wilkin  21 décembre 68

.

- Assicurato per un anno il funzionamento di Ispra

Ma la Francia è rimasta irremovibile nel negare il proprio contributo.

(2 colonne, 32 righe)               Corriere della sera                  G.F.B.                21 dicembre 68

 

- Grâce à une proposition belge de dernière minute

Euratom a un