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1. - CRISI DELL’EURATOM E DEL CCR : I PRELIMINARI
Oggetto della trattazione è il particolare periodo vissuto dal Centro Comune dell’Euratom dopo dieci anni dalla sua costituzione, in seguito alla firma del Trattato Euratom (1957). Periodo critico, che ha portato il Centro di ricerca vicino a una sua possibile chiusura. La crisi viene seguita attraverso gli eventi, i fatti, i documenti che ne hanno segnato l’evoluzione.
Una crisi dell’ EURATOM comincia a delinearsi a livello dei programmi nell’ottobre 1963, alla votazione del bilancio previsionale per il 1964.
Nel corso del 1964 i vari governi presentano dei memorandum per definire la propria posizione sulla “rivalutazione degli obiettivi comunitari nel settore dell’energia nucleare”. Però le posizioni dei vari governi si rivelano divergenti per cui non è possibile raggiungere un accordo unanime.
Queste divergenze impediscono di formulare un 3° piano quinquennale alla scadenza del 2° piano, nel dicembre 1967. Nella riunione dell’ 8.12.67 il Consiglio si limita a fissare un bilancio transitorio per il solo 1968 di 41,7 milioni di U.C. [1], contro gli 82 milioni di U.C. proposti dalla Commissione.
Nella stessa occasione il Consiglio fissa le grandi linee per l’attività futura dell’EURATOM :
- il programma comune,
- i programmi complementari ( ai quali “nei casi in cui non si possa raggiungere l’unanimità partecipano solo gli Stati membri interessati ad un accordo speciale” ).
Nella stessa data il Consiglio si impegna a prendere una decisione sul programma futuro, in collaborazione con la Commissione, prima del 30 giugno 1968.
Nella parte riguardante il programma comune il Consiglio introduce esplicitamente “nella misura in cui la possibilità esiste sul piano giuridico” la eventualità di ricerche su attività non nucleari ed in particolare nei settori menzionati nella risoluzione del Consiglio del 31.12.1967 (rapporto Maréchal).
Questa risoluzione si riferisce alla richiesta fatta dal Consiglio stesso ad esperti nazionali e alla Commissione di presentare proposte di collaborazione nei seguenti campi di ricerca tecnologica considerati prioritari in Europa sulla base di un rapporto redatto da un Gruppo di Lavoro presieduto dal francese Maréchal : metallurgia, informatica, nuovi mezzi di trasporto, meteorologia, oceanografia, deterioramento dell’ambiente, telecomunicazioni. Le relazioni degli esperti vengono preparate per il 31 gennaio 1968, ma non sono esaminate per divergenze tra gli Stati membri sulla partecipazione della Gran Bretagna alle discussioni.
L’approvazione definitiva da parte del Consiglio del Bilancio per l’anno 1968 avviene il 29 febbraio 1968 senza alcuna modifica rispetto a quanto stabilito nella sessione dell’ 8 dicembre 1967, nonostante il parere del Parlamento Europeo favorevole allo stanziamento di 82 milioni di U.C.
Il 21 marzo 1968 la Commissione presenta una proposta di programma per il terzo Piano quinquennale per un totale di 1,8 miliardi di u.c., di cui 300 milioni per il C.C.R.
La proposta viene rifiutata dai rappresentanti degli Stati membri.
Dato che il Consiglio entro la data prevista del 30 giugno 1968 non ha indicato le linee direttive per l’attività futura, la Commissione, in base a quanto disposto nel Trattato di Roma, propone nel settembre 1968 al Consiglio una seconda proposta per il terzo Piano quinquennale.
Su un bilancio preventivo globale di 454 milioni di U.C. è prevista per il C.C.R – Ispra la somma di 173 milioni di u.c.. A causa di varie difficoltà, la Commissione stessa chiede di rinviare la seduta del Consiglio per la discussione di tale programma dal 14 ottobre al 28 novembre 1968.
Questa proposta di programma per l’EURATOM viene sottoposta ai Rappresentanti Permanenti il 9 ottobre, assieme ad un Libro Bianco sulla politica nucleare della Comunità e ad un bilancio preventivo per il 1969.
Si avvicina la data del 28 novembre 1968, data della riunione del Consiglio, in una atmosfera tutt’altro che promettente.
Tra l’altro, la firma di un accordo tedesco – olandese – britannico concluso a La Haye pochi giorni prima riguardante la cooperazione tra i paesi per la produzione di uranio arricchito con il processo di ultracentrifugazione complica la situazione. Non è considerato con favore il fatto che due paesi membri della Comunità abbiano concluso un accordo con un paese al di fuori della Comunità in un settore che interessa gli altri partners.
2. – LA POSIZIONE DEL PERSONALE DEL CCR – ISPRA
L’unica forma di rappresentanza del personale prevista dallo Statuto è il Comitato Locale del Personale ( CLP ). Questo si è rivelato privo di un effettivo potere di contrattazione con l’Autorità che gestisce il personale, provocando una crisi che è sfociata in una massiccia diserzione delle elezioni per il rinnovo del CLP.
Per colmare il vuoto di rappresentatività venutosi a creare, le tre associazioni a carattere sindacale o professionale esistenti a Ispra ( U.S.E.I. affiliata alla S.G.P.O.I., S.A.S. Euratom del SILARN, affiliato alla CISL italiana, F.F.P.E. affiliato alla relativa federazione internazionale ) si accordano per formare un organismo paritetico, l’ “Interassociativo”, che rappresenti tutto il personale di fronte all’autorità gerarchica.
In particolare l’ Interassociativo deve affrontare il problema costituito dalla crisi dei programmi e dalla conseguente minaccia di inattività per lo Stabilimento.
Una prima manifestazione clamorosa dell’inquietudine del personale è costituita dalla dimostrazione “silenziosa” in occasione della visita a Ispra del Vice-Presidente della Commissione sig. Hellwig il 28 giugno 1968.
3. - L’INIZIO DELLA CRISI : PRIME CONSEGUENZE
Nonostante le vaghe assicurazioni da parte della Commissione e del Direttore Generale del CCR, il morale del personale scientifico e tecnico viene ulteriormente scosso dalle notizie che continuano a giungere da Bruxelles, fino alla “bomba” costituita dal mancato rinnovo del contratto di locazione del calcolatore IBM 360/65.
Si manifestano così le prime gravi conseguenze : con questo mancato rinnovo, l’unico grande calcolatore rimasto disponibile è un IBM 7090, di concezione superata, che non permette l’utilizzazione dei programmi di calcolo più avanzati, e che non ha una potenzialità sufficiente a smaltire l’ormai raggiunta mole di lavoro. Tutti i ricercatori che utilizzavano programmi di calcolo nel 360/65 sono completamente bloccati [2].
4. - L’AVVIO DELLE AGITAZIONI
Sotto la spinta dell’incalzare delle notizie negative, l’Interassociativo convoca per il 25 novembre 1968 una Assemblea generale del Personale di Ispra per informarlo della situazione e decidere sulle azioni da intraprendere.
Una cronaca delle motivazioni e delle azioni decise da questa Assemblea è riportata in una nota di “Informations Syndicales” pubblicata dal Sindacato Generale del Personale degli Organismi Europei, a Bruxelles, in data 28 novembre 1968.
“Les informations alarmantes parvenues à Ispra sur les ultimes négociations précédant la réunion du Conseil du 28 novembre – réunion qui doit statuer sur le programme de recherche d’Euratom et par là sur l’avenir de la recherche communautaire et le sort de nos collègues scientifiques et techniques – ont amené le personnel du CCR à passer à l’action.
L’Assemblée générale du personnel, convoquée à l’initiative des organisations syndicales et professionnelles le 25 novembre, a décidé, sur proposition de notre Syndicat, une grève de 4 jours, du 26 au 29 novembre inclus.
Un « comité de grève », constitué par les syndicats, a été chargé de l’organisation de l’ensemble des manifestations, tant à l’intérieur qu’à l’extérieur du centre, ainsi que du maintien de l’ordre et de la sécurité des installations. La calendrier des manifestations est le suivant :
- 26 novembre : grève avec occupation des locaux, assemblée générale du personnel et conférence de presse ;
- 27 novembre : grève avec occupation des locaux et information du personnel sur la
situation par les chefs de service ;
- 28 novembre : grève en dehors du Centre avec manifestation à VARESE,
- 29 novembre : grève avec occupation des locaux, assemblée générale du personnel avec exposé du directeur du Centre sur les décisions du Conseil.
16 h Conférence de presse organisée par notre syndicat à la Maison de
l’Europe à Bruxelles, avec la participation des délégués de l’ensemble des Centres de Recherche.
- 2 décembre : Assemblée générale du personnel pour décider de l’action à
entreprendre à la suite des décisions du Conseil.
Jusqu’à présent la grève, qui est suivie par la quasi-totalité du personnel, se déroule dans un ordre parfait. La montée en puissance du réacteur ESSOR a été stoppée.
Una delegazione dei ricercatori del Centro di Ispra, composta da Lanza, Dufresne, Ceccone, Schaeflein, come rappresentanti dell’ “Inter-associativo”, si reca a Bruxelles per partecipare alla consegna di una “Lettre au Président du Conseil des Ministres”, in vista della riunione del 28 novembre. La lettera è firmata e consegnata da « les représentants statutaires et syndicaux du personnel de tous les établissements du Centre Commun de Recherche et des contrats d’association de l’EURATOM » (Geel-Mol, Karlsruhe, Petten, Fontenay-aux-Roses, et l’Inter-Association(Ispra) SILARN, USEI, FFPE).
Nella lettera si legge, tra l’altro :
« ….. Il est matériellement impossible à chaque pays de développer individuellement, avec une efficacité suffisante, une activité de recherche dans tous les domaines.
D’où la nécessité de réunir les efforts dans une recherche communautaire. Le Traité de Rome, à travers les activités de recherche confiées à l’Euratom, a constitué un premier essai en ce sens.
2. L'absence d'une volonté politique commune et les difficultés rencontrées dans le passé pour réunir l'unanimité de tous les partenaires, ont abouti à une crise profonde, due principalement à la diversité des intérêts nationaux.
Pour sortir de cette impasse il est nécessaire d'introduire de nouveaux critères:
- possibilité d'effectuer des recherches n'intéressant qu'un nombre limité de pays membres
- ouverture du Traité de Rome vers des domaines d'activité non nucléaires, dans la mesure où le potentiel existant le permet.
3. Les critiques qui ont été formulées à l'égard de l'EURATOM concernent plus les aspects politiques de l'Institution que l'efficacité des équipes de recherche.
Le personnel scientifique affirme que, dans le cadre qui lui a été imparti, il n'a jamais failli à sa tâche.
De plus, les équipes communautaires, en groupant l'expérience de chercheurs d'origine et formation différentes, permettent de faire profit d'un vaste potentiel d'idées.
4. Le personnel se demande avec anxiété quelles seront les conséquences d'un manque d'accorde lors du prochain Conseil de Ministres.
Toute activité risque en effet, au début de l'année prochaine, de se trouver interrompue. La sécurité d'emploi, et même le salaire du personnel, est aussi en danger.
5. Un échec de la collaboration européenne dans le cadre du Centre Commun de Recherche aurait des conséquences fatales sur toute tentative future d'union des moyens de recherche communautaire.
Un tel échec rendrait en outre irrémédiablement inutile le potentiel matériel et humain représenté par dix ans de travail en commun. »
5. - IL CONSIGLIO DEI MINISTRI DEL 28 NOVEMBRE 1968
Il Consiglio, dopo nove ore di intensa discussione, non riesce a raggiungere un accordo su una frazione accettabile dei punti del programma proposto dalla Commissione per superare la crisi dell’Euratom, minacciato di completa paralisi. Il Consiglio quindi rinvia la decisione ad una ulteriore riunione prevista per il 20 – 21 dicembre 1968.
Con la stessa risoluzione il Consiglio incarica un Comitato di Alti Funzionari di definire un programma secondo i seguenti criteri :
- proporre un programma comune (“il più vasto possibile”)
- esaminare il caso di programmi complementari
- dare una opinione sulla possibilità di riconversione parziale del Centro su altri settori tecnologici indicati nel Rapporto Maréchal.
La proposta del Ministro tedesco sig. Stoltenberg, che prevede in ogni caso lo status quo fino al 30 giugno 1969, viene respinta.
La situazione di crisi, che partendo dal 1963 si è sempre più evidenziata, ha visto crescere aspre polemiche fra gli Stati membri sui seguenti punti principali :
- ripartizione delle somme per contratti e associazioni EURATOM (il “giusto ritorno”);
- concorrenza del progetto ORGEL con altri progetti nazionali di reattori ad acqua pesante ;
- alternativa di affidare al CCR ricerche di base o ricerche applicate con obiettivi quasi industriali.
Da ricordare inoltre che in parallelo alla crisi dell’EURATOM si sono avute crisi nell’organismo nucleare italiano CNEN, negli anni 1963 – 1965, e nell’organismo nucleare francese CEA, negli anni 1965 – 1968.
In una nota alla stampa del sottosegretario alla ricerca scientifica on. Mario Pedini, si legge :
“ … nessuno può negare che l’Euratom stia attraversando una crisi dovuta anche al fatto che le condizioni che furono alla base della sua istituzione , dieci anni or sono, sono notevolmente cambiate. Nel 1958, anno di inizio della attività dell’Euratom, l’energia nucleare era ancora nella fase della ricerca sperimentale: oggi è diventata invece una componente normale del mercato dell’energia e, come tale, è un vero e proprio fatto industriale.
Il futuro dell’Euratom sarà legato, quindi, all’impegno dei sei paesi di sperimentare insieme le tecnologie future della energia nucleare, tecnologie che si legano allo studio dei reattori rapidi, alla fusione nucleare, all’arricchimento dell’uranio.
……… Il governo italiano cercherà di indirizzare l’attività di Ispra oltre la ricerca nel campo nucleare, anche in altri settori che possono essere utili all’insieme delle industrie europee che richiedono uno sforzo particolare nel campo tecnologico.
… In attesa ….. occorre però che tutti i paesi della CEE, Francia compresa, si impegnino a rispettare i trattati sottoscritti ….. Senza di ciò, chi vuole a parole rendere l’Europa indipendente dalle superpotenze mondiali, distruggendo ciò che si è fatto della collaborazione nucleare europea, finirà per determinare la completa e ben pericolosa colonizzazione nucleare dell’Europa….. “
La situazione è particolarmente grave, e le conseguenze della crisi possono essere disastrose : data l’assenza di un piano pluriannuale, nel caso che non si arrivi ad un accordo nella riunione del 20 – 21 dicembre 1968 non esiste alcun strumento giuridico che permetta di proseguire qualunque attività dell’EURATOM al di là del 31 dicembre 1968.
D’altra parte la crisi si prolunga ormai da tempo, provocando usura e frustrazione del potenziale scientifico e umano.
6. - LA REAZIONE DEL PERSONALE – IL COMITATO DI DIFESA
A seguito delle deludenti conclusioni della riunione del Consiglio dei Ministri del 28 novembre, si tiene a Ispra la ulteriore Assemblea generale del personale, il 2 dicembre 1968, come previsto, a conclusione dello sciopero.
L’Assemblea proclama la continuazione dello stato di agitazione del personale ed istituisce un “Comitato di Difesa del Centro”, composto da rappresentanti di tutti i Servizi. Il Comitato deve svolgere le proprie azioni in stretta collaborazione con le organizzazioni sindacali.
Il Comitato di Difesa viene immediatamente costituito, con assemblee nei vari servizi e l’elezione dei rispettivi rappresentanti, e si riunisce in seduta permanente dal giorno 3 dicembre 1968.
Viene formato un “Consiglio di Presidenza”, o Direttivo, di 6 persone, e si costituiscono vari Gruppi di Lavoro :
- Contatto Parlamentari e Autorità,
- Contatti stampa per diffusione documenti,
- Licenziati e Appaltati
- Organizzazione del lavoro.
Il direttivo è responsabile dell’immediata operatività, e le varie azioni vengono programmate, discusse o ratificate nelle assemblee dei rappresentanti dei servizi e del personale.
Per la gestione dei difficili momenti sono necessari frequenti contatti con la Direzione del centro, il dott. Lindner o in sua vece il dott. Raiewski. Si stabilisce l’accordo per un incontro almeno ogni due giorni, e viene accettata anche la presenza di una rappresentanza del Comitato di Difesa al Consiglio Scientifico Provvisorio di Ispra (CSPI)
Inizia tutta una serie di azioni, e il Comitato di Difesa ( CD ) pubblica rapidamente diversi documenti da utilizzare per contatti, diffusione, sensibilizzazioni.
Nella stessa prima riunione del Comitato di Difesa viene emesso il primo comunicato, sotto il titolo di “ Mozione di principio del Comitato di Difesa “ .
In esso si sottolinea che “ la crisi concretatasi con le risultanze del Consiglio dei Ministri del 28 dicembre 1968, per ammissione unanime anche dei Ministri, non deriva né dalla qualità del lavoro fatto né dalle possibilità di attività future interessanti tutta la Comunità, ma dipende da fattori esterni al Centro di Ispra”
Si mette in evidenza che “un programma redatto nei termini ridottissimi di tempo indicati dal Consiglio dei Ministri, non potrà essere sufficientemente elaborato, e quindi rischia, se manca una autentica volontà costruttiva a livello politico, di essere un pretesto per lo smantellamento dello Stabilimento di Ispra”.
Si chiede quindi che “I responsabili politici evitino assolutamente che la scadenza del 20 dicembre si traduca in motivo per intaccare personale e attrezzature a causa delle irreversibili conseguenze sul piano tecnico, sul piano umano e sociale e sul piano della politica di integrazione europea”.
Viene anche immediatamente redatto un Documento di Informazione, con il titolo di “ Il Centro Comune di Ricerche EURATOM di Ispra “ .
Sulla copertina viene indicato “Questo documento è stato redatto per permettere a tutti gli agenti di avere a disposizione dati di riferimento uniformi sulla origine, natura e situazione attuale del Centro.
Ci scusiamo per eventuali inesattezze dovute al fatto che il documento è stato redatto in meno di 24 ore”.
Gli argomenti trattati sono :
1. Origine e definizione dell’Euratom
2. Il Centro Comune di Ricerca (C.C.R.)
3. Origine dello Stabilimento di Ispra del C.C.R.
4. Lo sviluppo del Centro di Ispra
5. Crisi dell’Euratom e del C.C.R.
6. Conseguenze della crisi
7. Azioni del personale del C.C.R. – Ispra e interesse della stampa.
Il documento riassume quello che è il CCR, in base alle decisioni formali iniziali, e la realizzazione :
“ 2. IL CENTRO COMUNE DI RICERCHE (C.C.R.)
2.1 Nell'ambito del capitolo I del Trattato di Roma, art. 8, è detto: "La Commissione istituisce un Centro Comune di Ricerche Nucleari" con le seguenti funzioni:
a) assicurare l'esecuzione dei programmi di ricerche assegnatigli dalla Commissione
b) stabilire una terminologia nucleare comune e degli standard nucleari
c) organizzare un ufficio centrale di misure nucleari.
Le attività del Centro possono essere svolte in Stabilimenti distinti.
Nel quadro dei compiti del Centro è anche la creazione di scuole per la formazione di specialisti e di un istituto di livello universitario (art. 9).
Il funzionamento del Centro è previsto nell'ambito del programma di ricerca e di insegnamento della Comunità. Il programma deve essere deliberato all'unanimità dal Consiglio su proposta della Commissione (art. 7).
2.2 Al 30.9.68 il Centro Comune risulta suddiviso in 4 Stabilimenti:
Ispra (Italia) 1609 agenti (di cui 434 laureati e 584 con diploma di scuola
secondaria superiore)
Petten (Olanda) : 205 agenti
Karlsruhe (Germania) : 216 agenti
Geel (Belgio) : 166 agenti
per un totale di 2196 agenti.
Il numero totale di agenti a carico del bilancio dei programmi di ricerca e insegnamento (concernente l'attività del C.C.R. e di altro personale tecnico e amministrativo) è di 2727.
Al numero totale di agenti sopra indicato è da aggiungere il personale a vario titolo impiegato negli stabilimenti oltre l'organico ufficiale, che, soltanto per lo stabilimento di Ispra, ammonta a circa 400 unità.
Per dare idea delle spese di funzionamento (investimenti quindi esclusi) del C.C.R., si segnala che queste ammontarono nel 1967 a circa 30 milioni U.C.
A titolo comparativo le spese per il FEOGA sono state: 1966/67 240 milioni U.C. – 1967/68 356 milioni U.C. “
Per lo stabilimento di Ispra ne viene ricordata l’origine, in base alla cessione del centro italiano dell’allora C.N.R.N. (Comitato Nazionale di Ricerche Nucleari), e lo sviluppo nell’ambito del programma Euratom.
E si riassumono gli elementi principali della crisi fino alla riunione del Consiglio dei Ministri del 28 novembre 1968.
Aggiungendo alcune osservazioni:
“Alla crisi nell’ambito delle istituzioni comunitarie si ricollega la circostanza che all’interno del CCR – Ispra i Direttori si sono succeduti con incarico ad interim.
La situazione di crisi che si è maturata dal 1963 in poi ha visto sollevare aspre polemiche fra gli Stati membri sui punti seguenti :
a) ripartizione delle somme passate ai paesi membri per contratti e associazioni Euratom (giusto ritorno)
b) concorrenza del progetto ORGEL con altri progetti di reattori ad acqua pesante sviluppati nell’ambito di programmi nazionali dei paesi membri
c) alternativa di affidare al CCR ricerche di base o ricerche applicate con obiettivi quasi industriali.”
Una seconda versione aggiornata di questo documento conterrà anche una descrizione della importante realtà della Scuola Europea di Varese, rapidamente affermatasi nella zona, per le famiglie dei funzionari del Centro.
Nei giorni immediatamente successivi alla formazione del Comitato di Difesa, in data 7 dicembre 1968, viene pubblicato un altro documento, che contiene “ La posizione del personale sull’avvenire del Centro di Ispra “ .
Gli argomenti sono :
1- Il Centro comune di Ricerca di Ispra, esperienza comunitaria positiva.
2- La ricerca comunitaria è una soluzione ai problemi di dimensione
3- La potenzialità del Centro di Ispra non è limitata al campo nucleare.
4- Una compressione ulteriore del Centro è un processo irreversibile di distruzione.
5- All’evoluzione della situazione europea deve seguire una evoluzione delle
strutture del CCR, garanzia di efficienza.
6- Richieste immediate del personale
L’affermazione iniziale recita :
“Nel Trattato istitutivo il Centro Comune è visto come uno strumento per sostenere la ricerca.
Nella realtà poi il Centro Comune è diventato qualcosa di più: una esperienza pilota di vita comunitaria sulle basi di un lavoro di ricerca e sviluppo fatto in comune.
In questo senso il Centro Comune è un prototipo ed è stato l'occasione della formazione di un gruppo etnico "europeo": è importante ricordare la presenza di una Scuola Europea con 1500 alunni che crescono con una formazione europea. I sei paesi hanno il merito di questa positiva esperienza ma ne hanno anche la responsabilità.
In 8 anni di lavoro in comune, di cui i primi assorbiti dal laborioso avviamento, dal Centro di Ispra sono uscite 3000 pubblicazioni e 756 brevetti. E questo lavorando su obiettivi fluidi, permanentemente in discussione, come sono quelli nucleari in Europa, dove il disorientamento e la dispersione sulle linee da seguire è ancora preoccupante.
E questo nonostante che soltanto due volte, dal 1965 ad oggi, il bilancio preventivo sia stato votato nei termini.”
E viene segnalato il grave pericolo derivante dalla crisi :
“Un ridimensionamento anche minimo nel momento attuale provocherà un collasso irreversibile, tenuto conto che già da tre anni le strutture del Centro sono bloccate. Ad esempio il mancato rinnovamento dell'affitto del calcolatore IBM 360/65 dal 1/12/68, con l'arresto forzato di molti lavori, anche per conto di grandi industrie europee, o la pressione psicologica, rappresentano un primo fattore di collasso.”
Viene puntualizzata la necessità di un adeguamento delle strutture all’evoluzione delle motivazioni e degli obiettivi della ricerca comunitaria .
“ La crisi in corso ormai da molti mesi e resasi drammatica dopo la riunione del Consiglio dei Ministri del 28 novembre scorso mostra che le circostanze storiche e politiche che erano state alla base della creazione del Centro Comune di Ricerca, nella forma del trattato, si sono evolute. In questo contesto anche le strutture non sono più adeguate e richiedono un migliore adattamento allo sviluppo della ricerca.
Una riorganizzazione dell'Istituzione renderebbe più agevole l'evitare crisi del tipo attuale, così come una gestione autonoma del Centro di Ricerca, secondo le direttive del Consiglio dei Ministri.
Già nell'ambito del Trattato di Roma esistono indicazioni per organismi comunitari autonomi quali l'"Impresa Comune".
L'impasse di oggi è provocato dalla impossibilità di trovare un accordo unanime su un programma comune.
Altre soluzioni possono essere prospettate, pur rispettando sempre la caratteristica di un lavoro comunitario:
a) Le linee d'azione possono essere stabilite su programmi complementari che abbiano l'accordo di un certo numero di paesi, rendendo più flessibile l'approvazione del programma stesso.
b) L'attività del Centro di Ricerca può essere estesa a campi di ricerca, fondamentale e applicata, non più strettamente nucleari.
c) Le potenzialità del Centro potrebbero essere utilizzate, con obiettivi precisi e tempi definiti, in ricerche interessanti le industrie e gli organismi nazionali, con il relativo adeguamento delle strutture.
Le prospettive non si escludono a vicenda ma possono essere integrate in unico quadro.”
Una nota aggiuntiva illustra il Punto 5 del documento “Posizione del personale”, con un modello di struttura del CCR a titolo di esempio.
Tutti questi documenti sono essenziali per diffondere una informazione completa e omogenea, e vengono rese disponibili versioni in francese, tedesco, olandese.
Si avviano contatti con le Autorità direttamente responsabili e si ottengono incontri con varie commissioni del Parlamento Europeo, con il Comitato dei Rappresentanti Permanenti, e con il Consiglio di Alti Funzionari , appositamente costituito.
Vengono raccolte le firme di funzionari per una Petizione, presentata al Parlamento Europeo.
Tra gli altri, vi è anche un incontro, il 9 dicembre 1968, al Ministero della Ricerca a Bruxelles di cinque rappresentanti del CCR (MM. Jehenson, Quataert, Balestreri, Gretz, McDonel) con il Ministro Lefevre.
Il 12 dicembre 1968 i delegati di Ispra (MM. Dufresne, Sciuto) incontrano il Presidente della Commissione Europea, M. Rey, il quale, tra l’altro, conferma l’intenzione della Commissione di opporsi a decisioni del Consiglio che compromettano l’avvenire di Ispra. Purtroppo per il Consiglio Alti Funzionari ci sono cattive notizie. Anche per questo motivo la Commissione insisterà per avere del tempo supplementare.
Due delegati del personale di Ispra sono permanentemente a Bruxelles, e si alternano, per organizzare i vari incontri, diffondere e illustrare i documenti del Comitato di Difesa, mantenere i contatti con le organizzazioni sindacali
Si costituisce inoltre tutta una rete di contatti con organismi politici, associazioni, ministri e parlamentari nazionali, autorità, oltre alla stampa nei vari paesi. Lo scopo è dare una informazione precisa, e sensibilizzare sulla gravità della situazione.
Molti ricercatori si attivano, ciascuno organizzando contatti nel proprio paese, e, sulla base di documenti comuni, si ha così una fitta serie di incontri, a :
- Bruxelles ( a livello Commissione : dicembre 10, 11, 12, 13. 16, 17 e a livello Governo : dicembre 9,10, 11),
- Lussemburgo ( Parlamento Europeo . dicembre 13, e Governo : dicembre 12),
- Bonn (dicembre 10, 11, 12, 16),
- Roma (dicembre 10, 11, 12),
- L’Aia (dicembre 14),
- Parigi (dicembre 18).
Questi sono i primi colloqui, nel periodo critico, colloqui che proseguiranno in seguito con vari altri incontri e riunioni.
Su iniziativa di singoli ricercatori, o piccoli gruppi, si segnala la situazione critica del CCR, e si stabiliscono anche contatti, con enti e organismi i più vari, che per un motivo o per un altro possono essere interessati alle problematiche del Centro.
Si possono citare ad esempio, anche nei mesi seguenti:
- la Società italiana di Fisica,
- la Scuola Europea di Varese,
- il Movimento federalista Europeo.
- l’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”
Dato il gran numero di rappresentanti del CCR coinvolti in questi contatti, per garantire l’omogeneità delle posizioni che vengono presentate ai vari interlocutori, viene approvata una “Nota sui contatti esterni (azione politica) del Comitato di Difesa”.
Questa dice :
“Ritenuta l’opportunità, pur senza eccessive illusioni, di mantenere il dialogo iniziato all’esterno come rappresentanza di tutto il personale, si adottano le seguenti indicazioni generali:
Lo scopo e gli argomenti da trattare sono :
1 – informazione sulla situazione reale del CCR non sempre ben conosciuta nei suoi termini concreti. In particolare, significato dei licenziamenti, scadenze pericolose, necessità di programmi pluriannuali.
2 – affermazione della validità dell’esperienza comunitaria del CCR e richiesta di una politica chiara nei suoi confronti.
3 – supporto di soluzioni internazionali a lato della struttura attuale del CCR, con possibilità di insediamento ad Ispra per potenziarne l’esperienza comunitaria.”
Queste linee guida si accompagnano all’utilizzazione dei vari documenti preparati e diffusi dal Comitato di Difesa, con le posizioni ufficialmente sostenute dal personale del Centro.
Il Comitato di Difesa di Ispra organizza rapidamente un incontro pubblico con i parlamentari di Varese e di Milano, il 6 dicembre alle ore 16, presso il cinema Odeon di Ispra. Alla tavola rotonda sulla situazione dell’Euratom partecipano diversi parlamentari e
rappresentanti di partiti politici, oltre a sindaci e amministratori del Varesotto . Presente la RAI -TV , oltre a numerosi giornalisti .
In parallelo alle azioni intraprese a livello CCR e del Centro di Ispra, anche a Bruxelles si segue l’evoluzione della crisi.
Tutto il personale delle istituzioni europee si mobilita con azioni di appoggio al personale del CCR. Il Sindacato Generale del Personale degli Organismi Europei, in data
5 dicembre 1968 approva e diffonde una
« Le Syndicat Général du personnel des Organismes Européens ISP/CISL,
- se faisant interprète des préoccupations du personnel des différentes Institutions des Communautés Européennes, réuni à Bruxelles le 5 décembre 1968,
- PRENANT ACTE avec amertume des orientations auxquelles ont abouti les discussions du Conseil de Ministres du 28 novembre consacré à la recherche communautaire,
- CONSIDERANT QUE l’absence d’un effort commun et coordonné dans le domaine de la recherche et de la technologie signifie la fin de toute perspective d’avenir pour l’Europe,
- ALARME par la menace de démantèlement qui pèse sur les Communautés Européennes et qui constitue une violation délibérée et contraire à tout esprit de réalisme du traité de Rome,
DENONCE l’alibi de ceux qui déclarent vouloir une « coopération technologique européenne » et qui prétendent y aboutir en commençant par la démolition d’un ensemble technologique déjà structuré qui compte plusieurs milliers de personnes ;
- CONVAINCU qu’une telle politique, entrainant la disparition d’une partie de l’édifice européen, est le prélude à la destruction totale et à brève échéance de la Communauté européenne,
DECIDE d’entreprendre, en collaboration avec l’ensemble des organisations représentative du personnel, une action d’information et de défense européenne auprès :
- des instances communautaires,
- des responsables des gouvernements nationaux,
- des membres des parlements européen et nationaux,
- des universités et instituts de recherche,
- des entreprises et centres de recherche,
- des organisations syndicales, et professionnelles européennes,
- de l’opinion publique européenne,
………………………………………………………………………… …….. »
La gravità della crisi è messa in evidenza dall’ “Agence EUROPE” , che in data 4 dicembre 1968 titola : “La situation d’Euratom suscite de vives inquiétudes dans les milieux parlementaires”.
E aggiunge : « Europe croit savoir que la plupart des délégations souhaiteraient que le Comité de Hauts Fonctionnaires recherche surtout l’établissement d’un programme de recherche et d’un budget transitoire d’une durée de six mois, par exemple, tandis que la France n’a pas laissé de doute, lors des discussions ministérielles du 28 novembre sur le fait qu’elle veut un programme pluriannuel qui pourrait éventuellement être complété. Cette dernière délégation ne serait d’ailleurs pas disposée à aller au delà des secteurs de recherche sur lesquelles elle avait déjà été d’accord. »
Vengono anche indicati i nominativi degli Alti Funzionari del Comitato che, a partire dal 5 dicembre, “essaiera de trouver une issue à l’impasse dans la quelle s’est fourvoyée la discussion sue les activités futures d’Euratom et le programme pluriannuel de recherches nucléaires présenté par la Commission*.
Ce sont :
- pour l’Allemagne : M. Haunschild, Ministerialrat au Ministère fédéral de la recherche scientifique
- pour la Belgique : M. le Professeur Errera, du Ministère de la Politique et de la Programmation scientifique ;
- pour la France : M. Petit, de la Représentation permanente, e
M. Renou, Secrétaire général du Comité technique interministériel pour Euratom
- pour l’Italie : M. Albonetti, directeur du CNEN, et
M. Calamia, de la Représentation permanente
- pour le Luxembourg : M. Hoffmann, Commissaire au Ministère de l’économie nationale et de l’énergie ;
- pour les Pays – Bas : M. Mani, Chef de la Direction de l’énergie nucléaire au Ministère des affaires étrangères, et
M. Bending, de la Représentation permanente. »
Sempre l’Agence EUROPE, in data venerdì 6 dicembre 1968, scrive :
« Cette semaine, M. Galley, Ministre délégué à la recherche scientifique, a mis les points sur les < i > - s’il en était besoin – en déclarant à l’Assemblée National qu’en matière d’Euratom nos embarras financiers donnent l’occasion d’un examen de conscience. Et c’est pourquoi J’ai proposé au Conseil de Ministres des axes de recherche d’ordre très concret et en harmonie avec nos propres programmes. Pour les autres recherches actuellement en cours à Euratom, nous sommes décidés de nous en désintéresser.
Et le ministre français de conclure que « la France a, plusieurs fois, refusé de voter le budget et protesté contre les programmes suivis. Mais les dirigeants d’Euratom n’ont tenu aucun compte de nos avertissements répétés. Notre contrôle devient impossible sur ces gens qui appliquent le principe de supranationalité. «
Tra gli argomenti in discussione, vi è quello dei programmi comuni e dei programmi complementari.
L’Agence EUROPE scrive (3.12.68) : « La discussion générale au sein du groupe atomique avait été dominée, dans une large partie, par les divergences de vues qui se sont manifestées entre les Etats membres sur le domaine nécessitant encore une recherche communautaire et celui qui se trouve déjà dans la phase industrielle, divergences qu’il n’a pas été possible d’aplanir, ….. »
E inoltre : « … l’accent sur la question de la pondération, les uns (cinq pays et la Commission) ne voulant y voir que l’accessoire redoutant que des programmes complémentaires pourraient vider l’action commune de toute ampleur, tandis que les autres (la France) tendent a considérer ces programmes complémentaires comme l’essentiel ».
Continua nel frattempo la mobilitazione presso gli organismi europei.
Pochi giorni dopo si arriva a concretizzare una importante azione dimostrativa.
Datato “ Bruxelles, le 11 décembre 1968 “, viene diffuso un
« APPEL AU FONCTIONNAIRES EUROPEENS DE BRUXELLES
Conformément au mandat qui lui a été fixé par la Conférence des Représentants du Personnel, qui regroupe l’ensemble des organisations syndicales et professionnelles et des comités du personnel de toutes les institutions européennes et de tous les lieux d’affectation, le Comité d’Action européenne a entrepris une action d’information et de défense sur le problème du programme de recherche d’Euratom.
…………………………………………………………………………………………….
Le mardi 17 décembre, quelques jours avant la réunion du Conseil qui statuera sur le programme d’Euratom et l’avenir de nos collègues scientifiques et techniques, aura lieu à la Salle de la Madeleine, rue Duquesnoy, une Assemblée générale du personnel de TOUTES les institutions et de tous les lieux d’affectation. ………………… »
Si tratta in assoluto della prima Assemblea Generale del personale di tutte le Comunità.
Il Comitato di Difesa di Ispra organizzerà un trasporto in treno per un gruppo di ricercatori, 174, che si recheranno a Bruxelles per detta Assemblea. Dal Lussemburgo arriveranno 6 pullman, 2 pullman da Karlsruhe, altri 6 pullman da Petten e Mol-Geel
Il problema dei contratti in scadenza viene tamponato con un memorandum della direzione in data 17 dicembre 1968 (CD/11/68 i):
“Les marchés de prestations de service seront reconduits jusque fin janvier. Aussitôt après la session du Conseil des Ministres du 20 décembre 1968, il sera statué sur la continuation des marchés de prestations de service pour le mois de février et les mois suivants. »
Ma ormai è prossimo il giorno delle decisioni ; si accavallano azioni e contatti. Il Comitato di Difesa, con l’Inter-Associativo, prende posizione nei confronti delle conclusioni del Comitato degli Alti Funzionari, e invia una lettera ai Ministri della Comunità ed ai Rappresentanti Permanenti. Lettera inviata a tutti i Ministri che devono riunirsi, e che viene successivamente diffusa alla stampa, il 17 dicembre 1968.
Ecco il testo, diffuso anche con un Comunicato al Personale :
“ Il Comitato di Difesa eletto dal personale del CCR Ispra unitamente all’Inter-Associativo, considerati i risultati del Comitato di Alti Funzionari riunitosi a Bruxelles il 13 dicembre scorso,
- pur riconoscendo la buona volontà di alcune delegazioni per trovare il più largo accordo possibile,
- sottolinea la gravità del fatto che un accordo si sia raggiunto solo sui programmi complementari, e sull’estensione della attività nel campo della ricerca e tecnologia generale non si è trovata alcuna intesa,
- fa presente che una decisione del Consiglio dei Ministri il 20/21 dicembre prossimi che si limitasse ad accettare le conclusioni del Comitato di Alti Funzionari, avrebbe le seguenti gravi conseguenze:
1) la collaborazione scientifica e tecnologica sul piano comunitario europeo verrebbe definitivamente compromessa nelle sue realizzazioni concrete e nelle sue possibilità future, e questo proprio quando il Consiglio dei Ministri degli Esteri ha preso decisioni positive sulla cooperazione nel campo della ricerca scientifica e tecnica, anche con paesi terzi;
2) una incompleta utilizzazione del personale e delle attrezzature di Ispra nelle attuali condizioni rappresenterebbe il temuto collasso irreversibile di questo Centro;
3) il problema delle crisi ricorrenti dell’Euratom non verrebbe risolto e si riproporrà nella sua gravità entro breve termine in quanto i programmi proposti arrivano fino al termine del 1969.
Il Comitato di Difesa pertanto domanda che il Consiglio dei Ministri
- constati l’insuccesso del tentativo affidato al Comitato di Alti Funzionari;
- prenda atto della risoluzione approvata all’unanimità dal Parlamento Europeo ed in particolare della domanda di non privare l’Euratom del suo patrimonio sia in personale che attrezzature e della decisione di incaricare le Commissioni Parlamentari competenti di presentare un rapporto sui motivi delle difficoltà dell’Euratom unitamente a delle proposte di soluzioni comunitarie dei diversi problemi;
- disponga che, unitamente al fermo rifiuto di iniziare qualsiasi azione che intacchi il patrimonio attuale, sia approvato un bilancio provvisorio che permetta la continuazione integrale delle attività del CCR;
- decida di utilizzare tutti i mezzi disponibili per giungere alle definizioni di nuove strutture capaci di guidare efficacemente le azioni comunitarie nel campo della ricerca scientifica.”
Il Comitato di Difesa decide di inviare una delegazione (MM. Beghi, Sciuto) a Bruxelles per i giorni 20 e 21, per informazioni, eventuali contatti, relazioni con la stampa.
7 – Il Consiglio dei Ministri del 20 – 21 dicembre 1968
Si arriva alla riunione del Consiglio Ricerca del 20 dicembre,
Le compromis stipule, en outre, qu’avant le 1er juillet 1969, seront arrêtés les critères et principes d’une politique industrielle coordonnée dans le domaine nucléaire et que dans les mèmes délais auront été étudiées les conditions d’une coopération sur le plan technologique.
.
La stampa europea segue l’evoluzione delle discussioni al Consiglio dei Ministri, e pubblica dettagliati resoconti.
I risultati del Consiglio vengono presentati, e discussi, in una affollata assemblea del personale, il 23 dicembre 1968, nei locali della mensa del Centro di Ispra. I partecipanti unanimemente ritengono insufficienti i provvedimenti adottati. Il presidente di turno del Comitato di Difesa, Volta, ribadisce che il personale non si è riunito solo per criticare, ma per indicare alle autorità della CEE le vie migliori per risolvere la crisi di Ispra e fare del centro comune di ricerca uno strumento non fine a se stesso, ma utile al progresso tecnologico dell’Europa, aperto alle esigenze delle moderne produzioni industriali, capace di studiare e progettare apparecchiature che il mondo industriale richiede con urgenza.

[1] U.C, : unità di conto = 1 dollaro USA = 625 Lit.
[2] Una Nota di 9 pagine, in data 10 dicembre 1968, con il titolo “Travaux perdus ou interrompus en cas de renvoi de l’IBM 360/65” fa una analisi dettagliata delle conseguenze di questa decisione e termina con un “Tableau récapitulatif des investissements en hommes et heures machines perdus en cas d’arret de l’IBM 360/65”.