GALILEO RISTRUTTURATO

 

(Dramma storico in quattro quadri)

 

 

Persone:

 

 

GALILEO                                                         Tapino come sempre

IL GIUDICE DEL GRAN CONSIGLIO             

FRANCESCO MARIA DI BERLAMONTE                   Preposito della Confraternita del MEC *

IL CARDINALE MERCHELIEU                           Gran Penitenziere

BERTO DI COPPE                                                  Confratello

ALBONETTO DELLA CASACCIA                       Consigliere secreto

LAMBERTONE                                               Marescalchi della Confraternita

DON GUAZZUGLIO                                    Marescalchi della Confraternita

AMBASCIATORE DI PRUSSIA

AMBASCIATORE DI FRANCIA

AMBASCIATORE DI FRISONIA

AMBASCIATORE DI BRABANTE

AMBASCIATORE DI VENEZIA

AMBASCIATORE DI LUSSEMBURGO

ALTIERO                                                      Confratello

I° CHIERICO

II° CHIERICO

III° CHIERICO

IV° CHIERICO

UN APPALTOTTO

AVVOCATO DI GALILEO

CORO DI DISCRIMINOTTI

 

Avvocati, Giudici, Interpreti, Accademici, Confratelli, Scribi, Inservienti, Trombettieri, Paggi, Chierici, Discriminotti, ecc. che, fortunatamente, non parlano.

 

 

 

 

 

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(*) Per questa e altre sigle e per la descrizione di alcuni personaggi, cfr. "Galileo l'Orchiclasta", Ispra (1969).


 

INTRODUZIONE

 

[ Prima metà del XVII Secolo. Nel mausoleo di Berlamonte, nuova sede della Confraternita del MEC, si sta svolgendo ormai da lustri il processo a Galileo e al suo C.C.R. (Canocchiale Completamente Retrattile), accusati di aver trovato quello che non dovevano cercare.

 

Il disaccordo fra i vari giudici, ambasciatori, legati, nunzi, giureconsulti, interpreti e confratelli ha finora ritardato il giudizio definitivo, che è però imminente, tanto più che il Papa vorrebbe tutto finito prima del prossimo Giubileo.

 

Il dramma sintetizza in pochi quadri il succo di lunghissimi e prolissi dibattimenti, durati lustri e lustri, intervallati da vacanze, tregue di Dio e ponti di Natale. ]

 

 

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QUADRO PRIMO: Mausoleo di Berlamonte, nei pressi di Brusselle.

 

[ La grande sala del Mausoleo trasformata in Corte Giudiziaria. Si lascia alla fantasia del regista la disposizione e l'arredamento. Occorre comunque abbondare in inservienti incaricati di ramazzare a colpi di flabello l'eccesso di CO2 che si accumula nel mausoleo in seguito a un piccolo difetto di costruzione.

 

Il Giudice del Gran Consiglio presiede, con la tradizionale parrucca, sotto la scritta "L'Unanimità è uguale per tutti". All'alzarsi del sipario è in scena Galileo, che a mezzo di grandi schizzi su una lavagna sta dando una dimostrazione delle possibilità del C.C.R. ]

 

GALILEO:     (leggermente smagrito per la dieta a base di "surnombre" cui è sottoposto da tempo. I vestiti gli vanno larghi)

"...... e ne consegue che l'interesse e il prestigio della Confraternita, e l'esigenza di benessere dei nostri popoli, richiedono un uso del Canocchiale secondo un programma lungimirante, pluriennale e sufficientemente elastico; quod erat demonstrandum".

 

GIUDICE:      "Ringraziamo Galileo per la sua brillante dimostrazione, che la Corte acquisisce agli atti. Sospendiamo la seduta fino al pomeriggio".

 

[ Squilli di trombe. Galileo, gli avvocati e i funzionari minori si alzano ed escono. Il Giudice si toglie la parrucca e scende verso il proscenio a chiacchierare con le Alte Autorità ]

 

GIUDICE:      "Posso chiedere alle Eccellenze Vostre un parere su quanto avete ascoltato?"

 

DON FRANCESCO MARIA: (Con la caratteristica tiara a 6 colori, e una diligenza postale per stemma) "Come già spesso affermato dai Nostri predecessori all'alto incarico che indegnamente occupiamo, il C.C.R. è la pupilla degli occhi della Confraternita. Ma come ben Ci insegnano i Santi Evangeli, se il Nostro occhio Ci scandalizza è bene estirparlo e allontanarlo da Noi, sia pure col più sincero rincrescimento". (Mt. 18, 9)

 

CARDINALE MERCHELIEU: "E' indubbio che il C.C.R. è un istromento interessante, e che potrebbe condurci a risultati straordinari. Ho invece molti dubbi sull'opportunità politica della questione: la maggior chiaroveggenza permessa dal Canocchiale potrebbe indurre qualcuno alla tentazione di scrutare a fondo negli affari di Governo".

 

BERTO DI COPPE: "Nè occorre dimenticare che la produzione di strumenti ottici è ormai giunta alla fase industrale, con la conseguenza di delicati problemi di concorrenza e doppi impieghi".

 

ALBONETTO DELLA CASACCIA: (essendo costui cognato di un Confratello del MEC viene appellato dagli intimi il "Con-cognato") "Vorrei piuttosto mettere in evidenza gli influssi perniciosi che la morale pubblica potrebbe trarre dal Canocchiale. Oltretutto, è pure un simbolo fallico....."

 

CARDINALE: "In realtà la totale infruttuosità fino ad oggi registrata dall'istomento rende difficile l'associarlo a un simbolo di fertilità. Comunque, nella mia qualità di Penitenziere, non mancherà di parlarne a Galileo nella prossima Confessione generale".

 

LAMBERTONE: "A proposito di morale, ci sarebbe molto da dire sulla situazione del feudo d'Isperia, con tutto quel brulicare di Appaltotti, Discriminotti ..........".

 

BERTO DI COPPE: "e di Ugonotti. Lasciate perdere, Lambertone, che questi chierici da ricerca mi hanno ormai rotto i ............ timpani, con le loro lamentele. Sarebbe ora di sistemarli una volta per tutte".

 

DON FRANCESCO MARIA: "Invito comunque il Confratello a riprendere il fratello traviato con opportuno spirito di carità".

 

LAMBERTONE: "A mia volta vorrei ricordare il tradizionale riguardo usato dalla Confraternita per i suoi chierici, soprattutto se di alto lignaggio. Naturalmente occorre farsi meno scrupoli per i Discriminotti".

 

DON GUAZZUGLIO: (che da un po' di tempo mostra segni di nervosismo) "Mannaggia e'bbilancio de funzionamento, oggi quello che non funziona è il servizio del caffè".

 

[ Alcuni paggi si danno da fare per provvedere. ]

 

GIUDICE:      "Benchè questi pareri sian dati in sede non ufficiale, devo comunque osservare che persiste un rimarchevole disaccordo sulle motivazioni per cui si vuol condannare Galileo. Eppure dovreste ricordare che uno dei pilastri della giurisprudenza si basa sull'assioma che per avere un reo occorre definire un reato"

 

ALBONETTO: "Mi permetto di obiettare che, in tempi difficili come gli attuali, per avere un reo è sufficiente disporre della volontà – e del potere politico, per punirlo".

 

DON FRANCESCO MARIA: "Orsù cognato, non facciamo dell'inutile cinismo. Troveremo il reato se c'è. Se poi non c'è......penseremo a qualche altra soluzione, nell'interesse superiore della Confraternita Interfeudale".

 

Tutti si avviano all'uscita dietro il Preposito. Tela.

 

 

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QUADRO SECONDO: Un osservatorio del C.C.R. a Isperia.

 

[ Galileo sta studiando fra i suoi chierici. Nell'angolo della stanza la finestra del Canocchiale, che è sostenuto dalla schiena di un Appaltotto. Alambicchi e storte sui tavoli. Verso il proscenio un capannello di Chierici è intento a mormorare ]

 

I° CHIERICO: "Ma insomma, perchè ce l'hanno tanto con noi?".

 

II° CHIERICO: "E' assurdo tenerci tanti lustri senza programma".

 

III° CHIERICO: "Nel frattempo fra Bertoldo è divenuto quasi cieco, e non può più guardare nel Canocchiale".

 

I° CHIERICO: "E fra Marchetto è così indebolito che non riesce più ad orientarlo".

 

IV° CHIERICO: "Forse si potrebbe aiutarlo con opportuni servo-meccanismi".

 

II° CHIERICO: "Non abbiamo abbastanza appaltotti".

 

GALILEO:     (Interviene a sua volta nel dibattito, con aria frustrata) "E' inutile continuare con questo sistema, con i Gesuiti da un lato pronti ad accusarci di eresia, e i Domenicani dall'altro a tacciarti di stregoneria".

 

UN APPALTOTTO: (con evidente simbolismo porta una maschera nera) "Voi vi lamentate, ma intanto il peso del Canocchiale lo portiamo noi sulle spalle".

 

CORO DEI DISCRIMINOTTI: "Sarebbe ora di finirla con queste distinzioni di caste. Non ne hai parlato a Brusselle, o Galileo?"

 

GALILEO:     (rassegnato) "Ne ho parlato, e i Confratelli mi hanno accusato di demagogia".

 

I° CHIERICO: "Morale, qualunque cosa si faccia trovano sempre il modo di accusarci".

 

II° CHIERICO: "E qualunque cosa non si faccia, non perdono occasione di rinfacciarcelo".

 

CORO DEI DISCRIMINOTTI: "E qualunque soluzione si scelga, non dimenticheranno di farcela pagare più che agli altri".

 

[ Pausa. Poi un imperioso squillo di tromba dall'esterno. ]

 

I° CHIERICO: "Suvvia, Fiero Campidoglio (*) ci richiama al lavoro".

 

II° CHIERICO: "Forza, ai badili! E' l'unico lavoro rimastoci".

 

[ I discriminotti cominciano a scavare buche qua e là, sotto gli occhi dei chierici ricercatori. Breve scena di mimo a soggetto. ]

 

III° CHIERICO: (saltando verso una buca) "Eccolo, ho trovato!"

 

[ Si spengono le luci mentre dalla buca viene estratto un enorme tartufo. Tela. ]

 

 

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QUADRO TERZO: Brusselle, il palazzo del Gran Consiglio

 

[ Riunione di ambasciatori per definire una politica comune sull'uso del Canocchiale. Siamo nella sala della del GQA (*) per gli arazzi appesi alle pareti, raffiguranti terribili mostri. ]

 

AMBASCIATORE DI PRUSSIA: "Nella mia qualità di Presidente di turno apro la seduta e propongo un primo giro di tavola (rivolgendosi alla sua destra). A Voi sig. Ambasciatore".

 

L'AMB. a Sinistra: (sobbalzando) "Mozione d'ordine! Il giro da destra si è fatto la volta scorsa. Ora tocca a sinistra".

 

AMB. a Destra: (agrodolce) "Non vorrei certamente disgustare Monsignore, ma faccio notare che il parlare per ultimo è un vantaggio!".

 

[ Breve scena a soggetto sulla questione procedurale, con intermezzo di pesanti apprezzamenti personali, ed esplicite allusioni a disavventure nella vita coniugale. Alla fine il Presidente riesce a chiudere l'incidente e cominciare il giro di tavola. ]

 

AMB. di FRANCIA: (agitando il Pompom) "Prima di pensare a sviluppare ulteriormente il Canocchiale sarebbe opportuno, direi anzi indispensabile, concentrare geograficamente gli osservatori della Confraternita, attualmente sparsi su 4 o 5 feudi".

 

AMB. di FRISONIA: "Io mi chiedo invece che siano invitati a questo consiglio anche i periti ottici di Inghilterra, Scotia e Danimarca".

 

AMB. di VENEZIA: (con cappello da gondoliere) "Mi no go ancor capìo cosa xelo precisamente 'sto canociàl".

 

AMB. di PRUSSIA: "Da informazioni in nostro possesso, pare che la sua principale caratteristica consiste nel rendere vicine le cose lontane a chi guarda da un'estremità...".

 

AMB. di BRABANTE: (spiritoso) "E nel rendere lontane quelle vicine se si pone l'occhio all'altra estremità".

 

AMB. di VENEZIA: "Ostregheta, saresse beo alora provarlo a ca' mia, co la mia siora suocera".

 

AMB. di PRUSSIA: "Dicono anche che col Canocchiale potrebbero essere fatte ricerche in campi non-oculari".

 

AMB. di FRANCIA: "Su questo punto non posso non far rilevare  come i Sommi Trattati del MEC non contemplino la possibilità giuridica di eseguire ricerche non-oculari col Canocchiale".

 

AMB. di BRABANTE: "In realtà, se noi interpretassimo l'art. 117 alla luce dell'accezione comune del 2° comma dell'art. 36, lo spirito, se non la lettera, del titolo VII dei Sommi Trattati ci porterebbe a concludere che, a norma dell'art. 9 bis ................"

 

AMB. di PRUSSIA: "Ringrazio la S.V. della dotta dissertazione, ma ricordo che questo problema è già stato sottoposto per competenza a un sottocomitato di giurisperiti. L'ordine del giorno di questa riunione si riferisce invece alle dimensioni del Canocchiale".

 

AMB. di FRANCIA: "Su questo argomento il parere del mio governo è categorico: il più piccolo possibile. Infatti dimensioni troppo grandi causerebbero una serie di inconvenienti, come un certo disturbo di interferenza coi canocchiali dei feudi vicini, un'eccessiva ombra, dannosa per l'agricoltura, e una spesa spropositata per il personale che deve orientarlo".

 

AMB. di LUSSEMBURGO: "Al contrario il mio governo è dell'opinione che un Canocchiale di dimensioni elevate contribuirebbe decisamente al rilancio tecnologico della Confraternita".

 

AMB. di FRANCIA: "Il rilancio tecnologico è soprattutto necessario nei campi di applicazione militare, campi sui quali tuttavia non è possibile per evidenti ragioni di sicurezza operare a livello interfeudale".

 

AMB. di PRUSSIA: "Da questo ampio e grazioso dibattito posso trarre la conclusione che non esiste unanimità di vedute sul problema tra i sigg. ambasciatori".

 

(Breve pausa.)

 

              "A questo punto suggerisco, in linea di compromesso, di deferire il Canocchiale all'esame dei COREPER (*) senza esprimere in merito alcun parere".

 

TUTTI GLI AMBASCIATORI: (Inchinandosi) "Amen".

 

[ Tela. ]

 

 

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QUADRO QUARTO: Mausoleo di Berlamonte

 

[ Udienza finale del processo al C.C.R. Tutti i personaggi in alta uniforme, tranne Galileo, ancora più macilento. Per la disposizione rifarsi al primo quadro, con un po' più di solennità. Sullo sfondo, in trasparenza, l'ombra di una ghigliottina ]

 

GIUDICE:      (non importa che sia lo stesso del primo quadro, purchè rimanga invariata la parrucca) "Prima di giungere alla sentenza la Corte desidera ascoltare un nuovo testimone".

 

AVVOCATO DI GALILEO: "Di difesa o d'accusa?"

 

GIUDICE:      "Secondo lui è un teste a discarico, ma è stato presentato dall'Accusa. Del resto la cosa è di secondaria importanza. Si proceda".

 

[ Entra Altiero in cappa rosa molto sbiadita, con una F verde sul berretto. Dalle ampie tasche gli fuoriescono il recente diploma di nomina a Confratello e una vecchia petizione in favore della CED (Credibilitas Est Difficultatem). ]

 

ALTIERO:      "Monsieur le Président, Messieurs. Dopo aver sottoposto ad accurato esame le origini, lo sviluppo e le conseguenze della lunga crisi del Canocchiale, - e dopo essermi consultato coi dottori della Sorbona, il mago Merlino, la sibilla di Fondonanio e l'abate di Cligny, - sono giunto a una conclusione chiara e irrevocabile: le difficoltà, finora insormontabili, che si incontrano nel cercare un'utilizzazione appropriata del Canocchiale sono causate esclusivamente dalla troppo scarsa "mobilità" delle lenti del medesimo. Le vecchie lenti inamovibili rendono ormai sclerotiche le ricerche, sia oculari che non-oculari. E' quindi necessaria una ristrutturazione del Canocchiale la quale, oltre a un miglior sistema di lubrificazione, permetta appunto la mobilità delle lenti".

 

GALILEO:     (esterrefatto) "Io non nego che ci possa essere il problema di sostituire qualche vecchia lente ormai non più limpida, ma non mi sembra che oggi come oggi sia quella la difficoltà prioritaria..............".

 

GIUDICE:      "L'imputato si taccia, che nessuno gli ha dato il permesso di contraddire il testimone. Qui non giochiamo mica al Perry Mason".

 

LAMBERTONE: "Tuttavia, Vostro Onore, tenendo conto che siamo in periodo di 'concertazione', si potrebbe lasciargli dire la sua opinione".

 

DON FRANCESCO MARIA: "Ricordati Lambertone che una vera 'concertazione' come l'intendiamo Noi, si fa solo a cose fatte".

 

ALTIERO:      "Ripigliando il discorso, mi permetto ordunque di illustrare alla Corte il mio progetto fresco fresco...."

 

GALILEO:     (fra sè) "Vorrai dire frescone".

 

ALTIERO:      ..."che servendosi di opportuni fori previsti nel tubo del Canocchiale permette, con un semplice scrollone, la fuoriuscita immediata di tutte le lenti".

 

DON FRANCESCO MARIA: (ammirato) "Ci sembra invero una mirabile semplificazione del problema, in tutto degna del famoso uovo di Colombo".

 

ALTIERO:      "Con un Canocchiale così ristrutturato si potranno finalmente eseguire programmi utili, scontri inattaccabili".

 

BERTO DI COPPE: "Forse ci si potrà fare anche la birra".

 

DON GUAZZUGLIO: (eccitato) "Ce se potesse fare puro 'o caffè bbono?".

 

CARD. MERCHELIEU: "Credo sia trasformabile anche in un confessionale".

 

GALILEO:     (dubbioso) "Scusi, Confratello, mi è abbastanza chiaro il sistema per far uscire le lenti, ma non riesco a capire come si fa a rimetterle?".

 

ALTIERO:      "A dir la verità, a questo non abbiamo ancora pensato. Ma son sicuro che un sistema si troverà".

 

ALBONETTO: "L'ottimismo è una delle doti principali della Confraternica. Bravo Altiero!".

 

DON FRANCESCO MARIA: "Comunque è un problema secondario. L'essenziale è di ottenere un programma per il Canocchiale, con o senza lenti".

 

GALILEO:     ................."(Censura)".

 

GIUDICE:      "Richiamo l'imputato all'ordine e alla buona forma"

              (Pausa.)

              "La corte ritiene di avere ormai sufficienti elementi per il giudizio, e si ritira perciò in camera di consiglio".

 

[ Squilli di trombe. Tutti si alzano lentamente e solennemente. Solo Galileo rimane accasciato, la testa fra le mani. Tela. ]

 

 

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N.B.:       Quale sarà il giudizio del Gran Consiglio? Ancora non sappiamo. Perciò lasciamo al regista, in caso di rappresentazione, l'incarico di illustrare convenientemente l'epilogo.

        Con l'augurio che sia tale da permettere a Galileo di assistervi in attività di servizio!

 

 

 

 

Ispra, 21 novembre 1970

 



(*) Vedi nota a pagina 1.

(*) Genus Quocumque Amarius

(*) Clericis Obstamus Reprobis Et Paramus Eis Ruinam