L'AMLETA

 

(Dramma fanta-storico in un prologo e cinque quadri)

 

 

PERSONAGGI:

 

GERTRUDO                  re di Norvegia

AMLETA                       figlia di Gertrudo

LAERTSEN                   primo ministro

OFELIO                         giovane gentiluomo

ORAZIA                         amica di Amleta

POLONIA                      maîtresse di alto bordo

 

ROSENCRANTZ

GUILDENSTERN         cortigiani

 

MEZZOBUSTO             portavoce ufficiale di corte

L'ARCIVESCOVO

EUROPA                       che non parla

 

Più la solita paccottiglia di comparse.

 

 

 

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Prologo

 

 

(Scena vuota. Da fondo avanza verso il proscenio Polonia, matura tenutaria di case d'appuntamenti nella capitale del regno di Norvegia. Profondo inchino, rullo di tamburi, e inizia lo sproloquio).

 

POLONIA:     "La storia che voglio raccontarvi è fresca fresca, e non solo perchè si svolge qui da noi, in Norvegia. E' proprio recente, volevo dire, anzi inedita. Naturalmente al mondo ne sono successe tante, in tanto tempo, che facilmente qualcuno potrà trovare delle analogie, delle rassomiglianze con fatti e personaggi del passato. A cominciare dai nomi dei personaggi stessi. Ma che volete: ai miliardi di uomini che popolano la terra, e l'hanno popolata nei secoli passati, corrispondono solo poche migliaia, forse decine di migliaia di nomi propri. E' dunque fatale che ci siano delle rassomiglianze; ma, ripeto, ciò non ha niente a che vedere con l'originalità della vicenda.

              E veniamo al fatto: siamo in Norvegia, ve l'ho già detto, nella capitale. Il buon re Gertrudo piange l'immatura scomparsa della regina Efterina. Oddio, non è che pianga poi troppo. Efterina, negli ultimi tempi, era diventata piuttosto bisbetica; ed anche dal punto di vista più.....intimo diciamo, lasciava un po' a desiderare. Per cui, quando ai funerali si presenta una bella e vistosa straniera, una certa madame Europa, per di più ben fornita di contanti, è logico che il buon Gertrudo ci faccia un pensierino. Tanto più che madame Europa mostra di gradire gli approcci del re.

              Chi invece piange sul serio è Amleta, unica figlia di Gertrudo e Efterina. E' una ragazza sveglia, fin troppo per una principessa. Bruttina anzichenò. Naturalmente molto sensibile. Ma io ve la sto raccontando troppo lunga.

              Lasciamo la parola ai veri protagonisti."

 

 

PRIMO QUADRO

 

 

Camera di Amleta a palazzo reale. Arredamento beat. Qua e là in disordine dischi e riviste sexy. Un televisore portatile. Una chitarra appoggiata ad una sedia.

(Amleta è distesa sul letto e sta singhiozzando. Orazia, graziosa amichetta, la sta consolando).

 

ORAZIA:        "Su, adesso mi sembra che esageri. Lo so che eri molto attaccata a mamma, ma non è il caso di ridursi così."

 

AMLETA:      "Non è solo per la morte di mamma; sapessi che rabbia mi fa vedere mio padre che sbava dietro a quella smorfiosa. E' insopportabile!"

 

ORAZIA:        "Non mi sembra una cosa così tragica; anzi, posso capire il re: madame Europa, non lo puoi negare, è un gran bel pezzo di ........."

 

AMLETA:      "Ma che dici: è volgare, esibizionista, senza classe, una vera terrona. E sono sicura che c'è del finto sotto i suoi vestiti."

 

ORAZIA:        "Sarà ........ Ma perchè non pensi anche tu che in fondo potrebbe diventare una buona regina?"

 

AMLETA:      "Regina! Sei matta? Pensi davvero che papà la voglia sposare? E' già umiliante il constatare che il re, volendo sfogare la sua foia, abbia scelto una bagascia esotica anzichè un'onesta puttana di qui."

 

ORAZIA:        "Si dice che sian già stati ordinati l'anello e la torta. Ti consiglio quindi di ripensarci. Forse è meglio per tutti se tu comincerai ad abituarti all'idea ......................."

 

(Entra il re, non visto da Amleta)

 

AMLETA:      "Bel consiglio, Orazia! Farò di meglio: corro a stirare le lenzuola funebri di mia madre appena lavate; così i novelli sposi ci si potranno rotolare già stanotte."

 

RE:        "Se lo facessi sarebbe la prima volta che ti rendi utile alla famiglia. Dirò di più, utile alla patria: la signora Europa, oltre a certi attributi fisici che farebbero rizzare ...................ehm......................i capelli a un calvo, porta con sé una cospicua dota in valute pregiate, ancorché fluttuanti."

 

AMLETA:      "E tu dunque la sposeresti per la dote?"

 

RE:        "E quando mai un re si è sposato per altro motivo? Tanto più che al giorno d'oggi, coi sindacati, gli operai che scioperano, l'assenteismo, e tutto il resto, un onesto redditiero non ce la fa più a vivere decentemente. Senza contare che prima o poi, dovrò mettere insieme una dote anche per te."

 

AMLETA:      "Se la mia dote ti è d'impiccio, posso anche farne a meno. In fondo è una cosa sciocca che io paghi per lo strano privilegio di potermi dare a un sol uomo. Se invece battessi le strade cambiando maschio ogni sera, ci ricaverei in più fior di corone."

 

ORAZIA:        (scoppiando a ridere) "Ecco un'idea davvero originale. Tra non molto avremo tante battone di sangue reale che finiremo con lo svalutare completamente il nostro capitale .......infracosciale. Con in più la concorrenza sleale dei finocchi!"

 

RE:        "Con te non si può mai fare un discorso serio. Colpa dell'educazione che ti ha dato tua madre. Ma cambieranno le cose.........."

 

(Esce sbattendo la porta).

 

AMLETA:      "Vai, papà; vai pure a scopare per il bene del tuo popolo!

              Ma a me la cosa continua a non convincere...................."

 

(Afferra la chitarra e canta):

 

 

Canto dell'Unione Europea

 

Cittadini di Gand, Amiens, Colonia,

di Nimega e di Como,

grideran tutti insiem, come un sol uomo:

non siamo più stranier, siamo fratelli!

ja wohl, mais oui, naturalmente, okey,

siamo tutti europei!

Birra e champagne, spaghetti, crauti e porridge

Uniamo tutti assieme in un menù,

buono in Fiandra, in Baviera, nel Poitou,

forse anche in Lombardia.

Che magnifica idea! ................ Però, aspettate,

date retta ad Amleta, dubitate!

dietro gli slogan sovranazionali

e i sublimi regali,

sento l'odor dei grandi monopoli

che allargando il mercato a loro sfizio,

e senza pagar dazio,

vendono Morris, Citroen, Mercedes,

e DAF e Alfa Romeo

al frastornato pubblico europeo.

Così da un lato i poveri emigranti

resteran "gastarbeiter" baraccati;

funzionari e padroni insiem legati

saranno dall'origine europea

che provengan da Bruges, dall'Aia, da Essen

da Tolone o da Gubbio.

Vi par buona l'idea?

Date retta ad Amleta: abbiate un dubbio!

 

(Entrano Rosencrantz e Guildenstern)

 

ROSENCRANTZ:  "Altezza reale, i miei rispetti."

 

GUILDENSTERN: ".........Spetti."

 

AMLETA:      (secca) "Salve. Che c'è di nuovo?"

 

ROSENCRANTZ:  "Il vostro augusto genitore Vi prega di vestirVi e truccarVi adeguatamente per un pranzo di gala stasera. Vostra altezza farà gli onori di casa."

 

ORAZIA:        "E chi saranno gli invitati?"

 

ROSENCRANTZ:  "Oh, la crema della capitale, naturalmente, e alcuni illustri stranieri. Ospite d'onore sarà madame Europa."

 

AMLETA:      "Dite, miei baldi, cosa ne pensate di Europa? E' bella?"

 

ROSENCRANTZ:  "Oh, certamente. L'avvenenza e la grazia di madame sono lodate dappertutto."

 

GUILDENSTERN: "..............tutto."

 

AMLETA:      "Siete ciechi o bugiardi! Madame non ha nessuna grazia!"

 

ROSENCRANTZ:  "Oh..............certo se lo dice Vostra altezza............."

 

AMLETA:      "E' brutta!"

 

GUILDENSTERN: "Così la penso anch'io."

 

AMLETA:      "Maleodorante!"

 

ROSENCRANTZ:  "Non si può negare."

 

AMLETA:      "Disgustosa in tutti i sensi."

 

GUILDENSTERN: "E' come dite Voi."

 

AMLETA:      "Dunque ritenete mio padre così becero e di cattivo gusto da onorare un essere così ripugnante?"

 

ROSENCRANTZ:  (imbarazzatissimo) "Veramente non capisco cosa voglia significare Vostra altezza......................"

 

AMLETA:      "Andate allora. E riferitegli la mia opinione."

 

ROSENCRANTZ:  "Immediatamente. Sempre al Vostro servizio!"

 

GUILDENSTERN: "..................vizio."

 

(Escono rinculando)

 

ORAZIA:        (ridendo) "Razza di leccaculi. Hai fatto bene a strapazzarli. Questi parassiti sono la vergogna della corte."

 

AMLETA:      "Fossimo in un paese civile sarebbero dei sottolavapiatti. Qui sono "membri aggiunti del gabinetto del re"."

 

ORAZIA:        "Ma tu non pensi che l'unione con Europa forse migliorerebbe un pò le cose anche in questo campo? Sai, con tutta la sua esperienza internazionale.............."

 

AMLETA:      "Ma che internazionale. Quella, semmai, ha un'esperienza colonialistica. E' tutta un'altra cosa!"

 

 

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SECONDO QUADRO

 

 

Casa di appuntamenti di Polonia. Un salottino riservato dal tipico aspetto equivoco. Arredamento stile impero.

(L'on. Laertsen, l'Arcivescovo e Ofelio stanno sorbendo il caffè. Ofelio è un giovane gentiluomo che nutre malcelate ambizioni politiche e aspira alla carica di genero del re).

 

 

LAERTSEN:  "Come dicevo, ho ormai tutte le informazioni desiderate. Dal punto di vista finanziario madame ha le carte in regola. Non per niente è figlia del barone Rotschildo de Unilever e di Agnellina Kruppi."

 

ARCIVESCOVO:   "E' pure battezzata con tutte le regole; padrino è nientedimeno che il Cavaliere della Casa Bianca."

 

OFELIO: "Chi? Riccardo Cuor di Lenone?"

 

LAERTSEN:  "Già. Inoltre, se è vero che ha dovuto sloggiare le sue redditizie tenute presso i selvaggi d'Africa e d'Asia, si è poi prontamente rifatta con varie imprese lucrose, come il contrabbando d'armi, l'appalto di manodopera, lo sfruttamento dell'emigrazione......."

 

OFELIO: "E' per caso dentro anche al giro della droga?"

 

LAERTSEN:  "Queste cose non si dicono, ragazzo mio. Però, c'è anche il rovescio della medaglia. E' molto invadente, monopolizza i mercati, riempirà il paese coi suoi parenti poveri."

 

ARCIVESCOVO:   "Ahi, ahi! Ha anche parenti poveri?"

 

LAERTSEN:  "Un sacco; e sono maleducati, ignoranti, chiassosi da buoni meridionali.........!"

 

ARCIVESCOVO:   (scandalizzato) "E magari bestemmiano?"

 

OFELIO: "E sicuramente insidieranno le nostre virtuose casalinghe."

 

LAERTSEN:  "Ma c'è di peggio: di sicuro pretenderà, per sé e i parenti tutti; la licenza di pesca del baccalà!"

 

ARCIVESCOVO e OFELIO:  (balzando in piedi) "Che impudenza. E' impensabile!"

 

LAERTSEN:  "Si pone quindi il problema dell'opportunità di consigliare al re, nell'interesse superiore della nazione, un ripensamento all'idea del matrimonio."

 

ARCIVESCOVO:   "Purchè la cosa non si trasformi in concubinato!"

 

OFELIO: "Diciamo pure che si tratterà di un divorzio..........anticipato."

 

LAERTSEN:  "Ci saranno naturalmente delle chiacchiere. Sapete com'è la gente. Bisognerà trovare una buona scusa."

 

OFELIO: "Oh, per questo possiamo fidarci di Mezzobusto. Per esempio, si potrebbe imbastire qualcosa sulla tresca tra il fratello di madame, Pompidonio, e quella fascista spagnola. Questo la metterebbe in cattiva luce presso la nostra opinione pubblica."

 

ARCIVESCOVO:   "Ma avete pensato a come potrebbe reagire la signora stessa?"

 

LAERTSEN:  "E' una dama di mondo. Ci metteremo d'accordo in termini onorevoli."

 

POLONIA:     (entra dalla comune fregandosi le mani, da brava ruffiana soddisfatta di sé) "Eccomi, signori. I colombelli sono già usciti dalla porta di servizio, per non dare nell'occhio. Tutto combinato dunque?"

 

ARCIVESCOVO:   "..............Ehm...........Certe profonde riflessioni di carattere......................morale ci consigliano di ritornare sul progetto. Questo matrimonio potrebbe non essere molto opportuno.........."

 

POLONIA:     "Del resto lo dico sempre anch'io: a sposarsi e a morire c'è sempre tempo. Certo che il buon Gertrudo s'è preso una bella sbandata."

 

LAERTSEN:  "Il popolo di Norvegia ed io ci rendiamo perfettamente conto del dramma umano di sua Maestà, ma siamo certi che alla fine di quel conflitto di sentimenti ne uscirà vittorioso il bene della patria."

 

POLONIA:     (commossa) "Che bella frase, sembra presa da un libro di storia! E poi, resti fra noi naturalmente, non è tutto oro quello che luce nella madame. Vestita fa un figurone, ma se cominciate a toglierle busti, guepières, sostegni doganali e cinte................daziarie..............fa acqua e ciccia molle da ogni parte. Al re gliene potrei procurare una dozzina di migliori stasera stessa. E anche a lor signori, s'intende."

 

ARCIVESCOVO:   "Amen. Fatto salvo naturalmente il dovuto rispetto alle convenienza e alla religione."

 

 

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TERZO QUADRO

 

 

Palazzo reale. Studio del re. Arredamento sobrio e funzionale.

Sulla scrivania una foto incorniciata di Efterina.

(Entrano il re, Rosencrantz e Guildenstern).

 

RE:        "E' così dunque? Quei vecchi merluzzi vogliono intromettersi fra me e la cara Europa. Ma io li prendo in contropiede: raccolgo un po' di firme e organizzo un referendum. Il popolo mi seguirà di certo."

 

ROSENCRANTZ:  "E' indubbiamente un'idea magnanima, Maestà. Vorrei però mettere in luce due fattori negativi che potrebbero influenzare il referendum in senso sfavorevole."

 

RE:        "Sentiamoli."

 

ROSENCRANTZ:  "Il primo è costituito dal fatto che anche i pescatori di merluzzi fanno parte del popolo e hanno diritto di voto. Il secondo è dovuto all'opposizione viscerale di sua altezza reale la principessa Amleta."

 

RE:        "E' vero. Da un po' di tempo quella ragazza di preoccupa. Ha preso troppo da sua madre. Ma come può influire sul referendum?"

 

GUILDENSTERN: "Ella ha un notevole ascendente sul popolo, nonostante, o forse proprio a causa del suo................ehm...............anticonformismo."

 

RE:        "E allora dovrei licenziare Europa e sposarmi una sindacalista dei merluzzai? Ci sarà pure un mezzo per neutralizzare Amleta."

 

ROSENCRANTZ:  "Uno ci sarebbe: farla rinchiudere in una casa di cura per un certo periodo. In fondo è facile trovare chi l'ha sentita di recente fare delle affermazioni piuttosto.........ehm....................alienate."

 

RE:        "Certo. Il primo testimone sarei proprio io! Ma non posso permettere che mia figlia passi per pazza. Tanto più se lo è davvero."

 

 

GUILDENSTERN: "Si potrebbe accusarla di vilipendio. Ciò la screditerebbe presso la maggioranza silenziosa."

 

RE:        "Ma finirebbe in galera. Sapete benissimo che il Grande Accusatore ser Calamaro è inflessibile. E poi, dato il nome, penso sia favorevole al partito dei merluzzi."

 

GUILDENSTERN: "Che Vostra Maestà perdoni la stolidità della mia proposta."

 

RE:        "A mali estremi, estremi rimedi; stasera avrò una cenetta intima con Europa. Se lei ci mette i capitali, possiamo comprare qualche colonnello in Curlandia ed organizzare un colpo di stato. Voi pensate a togliermi di torno Amleta con qualche scusa. Quanto a Laertsen, è tanto permeato dalla puzza dei baccalà che non sentirà puzza d'imbroglio fino a cose fatte. Andate!"

 

(Escono Rosencrantz e Guildenstern).

 

(Il re passeggia fregandosi le mani canticchiando):

 

"Io voglio bene al mio popolo,

tutto io fo per il mio popolo,

se mangio penso al mio popolo,

se dormo sogno il mio popolo.

e fotto sol perchè il popolo

vuole un "erede del popolo"........

 

 

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QUARTO QUADRO

 

 

Palazzo reale. Saletta appartata nella torre "Romantica". Arredamento intimo in finto rustico. Caminetto acceso. In un angolo un tavolo apparecchiato per due, con lunga tovaglia e candelieri.

(Entra Amleta con aria furtiva e una boccetta in mano).

 

AMLETA:      "Mescere, non mescere................il problema è tutto qui. Se sia meglio per me, nel rispetto della lealtà filiale, tollerare la perdita delle libertà civili, l'arbitrio che si fa regola, la fregola come misura degli interessi dello stato.............oppure soffocare la voce del sangue e incrudelire contro chi mi ha generato, e a suo modo mi vuol bene, vendicando a un tempo la libertà minacciata e la postuma gelosia di Efterina. Perchè è ben certo che un tale abominio per quest'unione non può esser nato in me che come transfer del sentimento che mia madre proverebbe, qualora ancor si trovasse fra i viventi................ Ebbene, ho deciso: mamma, guida tu il mio braccio!"

              (versa il contenuto della boccetta nel bicchiere del re)...

              "Del resto così facendo assecondo senz'altro l'opinione della stragrande maggioranza. Quei due figli di mignotta, annusando l'odore di una sconfitta certa, sono venuti a spifferarmi tutto tradendo così quel traditore di papà."

              (Si ode rumore di passi). "Oh! Dio, viene qualcuno. E qui non ci sono altre uscite..........."

 

(Entra Ofelio)

 

OFELIO: "Amleta, sei qui? Finalmente! E' tutto il giorno che ti cerco. Devo parlarti di questioni importantissime."

 

AMLETA:      "E come mai sei venuto a cercarmi proprio qui?"

 

OFELIO: "Dianzi alla buvette ho incontrato Rosencrantz e compare. Saputo che ti stavo cercando, hanno ammiccato fra loro e mi hanno detto che forse avrei potuto trovarti nella torre Romantica. Non so, tra l'altro, come facessero a saperlo."

 

AMLETA:      (fra sé) "E così sono riusciti a coinvolgere anche lui. Bel colpo." (A Ofelio) "Come vedi un buon cagnolino sa sempre riconoscere la traccia della sua padroncina."

 

OFELIO: "In realtà più che cagnolini quelli io li chiamerei bastardacci rognosi. Ma veniamo a noi: Amleta, tu sai che da tempo io nutro per te sentimenti di amicizia che sconfinano nell'affetto. Finora non ho mai voluto palesarli in modo troppo diretto, per non forzare anzi tempo la tua libera decisione. Ma la situazione si è fatta oggi così delicata che, per il bene del paese più ancora che per la mia felicità, ti chiedo ufficialmente: vuoi sposarmi?"

 

AMLETA:      (sorpresa) "Sposarti? E che c'entra il bene del paese? Parli proprio come mio padre."

 

OFELIO: "Appunto a causa della strana ostinazione del re c'è grande malcontento nel paese. Finora l'autorità di Gertrudo non è messa in discussione, ma potrebbe esserlo da un momento all'altro. Meglio dunque che nasca al più presto un erede – possibilmente maschio – della dinastia, su cui si riverserebbe l'affetto e la speranza del popolo."

 

AMLETA:      "Ora mi spiego. Si perchè, conoscendo i tuoi gusti – Polonia mi ha raccontato qualcosa – non credo che una ragazzina magra e secca come me potesse ispirarti una sì rovente passione. Naturalmente se c'è di mezzo la speranza del popolo............."

 

OFELIO: "Ti prego, dolce Amleta, non scherzare sulla sincerità dei miei sentimenti................"

 

AMLETA:      "Va in bordello, Ofelio! Perchè vorresti generare altri figli sfruttatori? Altro non potrebbero divenire i nostri figli, pur se educati meno ipocritamente di quanto lo siamo stati noi. Il popolo vorrebbe un erede? Ma va: il popolo vuole ben altro! E sai pure che ben altro brama la tua libidine che queste mie tette piatte. Va in bordello, finchè sei a tempo! corri! c'è coprifuoco presto, stasera."

 

(Ofelio resta un momento interdetto, poi annuisce e si precipita fuori).

 

              "Ora però c'è un testimone che mi ha visto qui. Sarà il caso di mandare tutto a monte?..........." (rumore di passi).

"Ahimé, non c'è più tempo. Dovevo immaginarmelo, Rosencrantz e Guildenstern hanno fatto il triplo gioco. Posso solo cercare di nascondermi."

 

(Si butta a pesce sotto il tavolo e scompare dietro i lembi della tovaglia. Entrano il re ed Europa, che si sofferma in disparte)

 

RE:        (scrutando in giro) "Qui non c'è nessuno, ed è tutto in ordine. Quel Rosencrantz ha bevuto troppo. A proposito, ho sete anch'io." (Versa del vino nel bicchiere e tracanna).

              "Strano sapore questo champagne. Dev'essere californiano." (Un crampo di dolore). "Ma...............che mi succede? Aiuto, sto male, tradimentooo................."

 

(Si slaccia rapidamente i pantaloni mentre la scena si oscura improvvisamente).

 

 

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QUINTO QUADRO

 

 

Camera di Amleta. Su una mensola il televisore acceso.

(Amleta è a letto, gravemente ammalata. La assistono Ofelio e Orazia, mentre in un angolo, sferruzzando, c'è anche Polonia).

 

AMLETA:      (parla a fatica, ansando dolorosamente) "Che ore sono?"

 

ORAZIA:        "Quasi le nove. Come va? Soffri?"

 

AMLETA:      "Ora non molto...........Ho riposato...........Ma raccontami come è andata. Io non ricordo più nulla................."

 

OFELIO: "Non è proprio il momento di affaticarti......"

 

AMLETA:      "Se non racconti tutto smetto immediatamente di respirare..."

              (Chiude ostentatamente la bocca e si tura il naso con le dita).

 

POLONIA:     "E' sempre stata così testarda...............Accontentatela: tanto oramai................."

 

OFELIO: (dando un'occhiataccia a Polonia) "E va bene. Pare dunque che ieri sera il re Gertrudo avesse organizzato un abboccamento segreto con madame Europa per ordine non si sa bene quale complotto. Qualcuno però deve aver propinato un potentissimo purgante a effetto immediato e scrosciante.........."

 

ORAZIA:        "Deve essere stata una scena mondiale. Il re che non poteva più contenere la sua esuberanza rettale, e madame in fuga, scandalizzata e semi-asfissiata."

 

OFELIO: "Potresti parlare con più rispetto, non sei ancora principessa. Comunque la scena si è svolta più o meno così."

 

(Appare Mezzobusto sul teleschermo).

 

MEZZOBUSTO:    "L'improvvisa crisi di gabinetto esplosa nella serata di ieri sembra ormai risolta. Sua Maestà il re ha riconfermato la fiducia nell'On. Laertsen, incaricandolo di procedere a un rimpasto. Sono invece irrevocabili le dimissioni del ministro per l'Igiene e Sanità......."

 

(L'immagine svanisce e il televisore tace).